Dopo la top-11 pubblicata due anni fa, torniamo a parlare della NextGen, lista di 60 giovani promesse del calcio internazionale, pubblicata annualmente dal Guardian. Abbiamo provato a schierare una formazione basata sulla lista, ne è venuto fuori un 3-4-2-1 sbilanciatissimo dove l’esuberanza la fa da padrone.


  • Portiere: per il ruolo di numero 1 il ballottaggio era fra Khasanov Mukhriddin e l’italiano Gasparini. Abbiamo preferito quest’ultimo principalmente perché sta crescendo in quella che é forse la migliore scuola per un portiere e cioè l’Udinese. Nonostante in nazionale per ora la titolarità appartenga al bolognese Molla, Gasparini sembra avere ampi margini di crescita.
  • Difesa: schieriamo una difesa a tre con Bruno Amione al centro e Taylor Harwood-Bellis e Nianzou Tanguy Kouassi ai lati. Il primo, roccioso difensore argentino del Belgrano, viene spesso accostato al connazionale Otamendi ed é stato spesso elogiato dal suo allenatore in nazionale Pablo Aimar. Kouassi gioca nel PSG ed è incredibilmente abile in più fasi di gioco: alto quasi 190cm, é sorprendentemente abile nell’impostazione e difficilmente superabile nell’1vs1 e potrebbe ben presto entrare nelle rotazioni della prima squadra. L’inglese Harwood-Bellis é già considerato il futuro titolare del ManCity. Ha caratteristiche simili a Kouassi, ma è forse il più completo dei tre. Guardiola l’ha fatto esordire nel tour estivo, ma ha deciso di non bruciarlo dopo le pesanti defezioni nel reparto difensivo.
  • Centrocampo: la linea a 4 è particolarmente sbilanciata con le presenze di tre giocatori offensivi. Uno slot da mediano lo dovevamo dunque riservare e il ballottaggio è stato tutto francese fra Lucien Agoumé dell’Inter e Eduardo Camavinga del Rennes. Il fatto che quest’ultimo sia già un titolare in massima serie ci ha convinto a propendere per lui. I tre giocatori che completano il reparto sono l’olandese Ihattaren del PSV, che sembra il risultato di una fusione fra Ibrahim Afellay e Hakim Zyiech, il messicano Efraín Álvarez, funambolico jolly messicano che ha giocato al fianco di Zlatan Ibrahimovic in MLS e infine il talentuosissimo Matías Palacios del San Lorenzo. Su di lui nemmeno Pablo Aimar è riuscito a trattenersi dal confrontarlo a Juan Roman Riquelme.

  • Attacco: per completare la formazione schierano due rifinitori/ali tecniche a supporto di un’unica punta. La scelta in questi ruoli è stata , come prevedibile, la più difficile e ad esempio abbiamo escluso due promesse già in rampa di lancio come Sebastiano Esposito e Ansu Fati. Come rifinitori abbiamo scelto Adam Hlozek e Jeremy Doku. Quest’ultimo rientra nella folta rosa dei giovanissimi esordienti della Jupiler Pro League con la maglia dell’Anderlecht. Ambidestro e dal baricentro basso, il talentino belga ricorda oltre che per struttura fisica anche per carattere e determinazione il connazionale Hazard. A destra il cieco Hlozek è il più giovane esordiente nella storia dello Sparta Praga (16anni, 3 mesi e 16 giorni). Spesso schierato come terminale offensivo, la sua capacità di scendere verso il centrocampo per cercare il pallone, gli permette di essere molto versatile all’interno dello schieramento. Molto forte nel gioco aereo, ha un’ottima progressione palla al piede. Al centro del tridente, infine, abbiamo schierato Noah Botic. Australiano come Viduka, il longilineo attaccante dell’Hoffenheim ha un grande senso del gol ed è molto abile ad associarsi con i compagni di reparto per costruire l’azione. In un ambiente ideale come quello tedesco potrebbe completare il suo processo di crescita e diventare il nuovo idolo dei Socceroos .