La maggiore età implica, per qualunque adolescente, una serie di cambiamenti che comprendono sì nuovi diritti e nuove possibilità, ma che sono accompagnate, almeno dal punto di vista giuridico, anche da una maggiore responsabilità verso sé stessi e le proprie azioni.

Il senso del dovere, accompagnato da un’abbondante dose di etica del lavoro, alberga però già da diversi anni in Jannik Sinner, che proprio oggi, 16 agosto 2019, impiegherà una piccola frazione dell’aria che i suoi polmoni possono contenere per spegnere le 18 candeline disposte, perché no, su uno Strudel di mele, dolce tipico della sua regione.

Sinner nasce infatti a San Candido, in provincia di Bolzano, nel 2001. In meno di una decade è già piuttosto chiaro che si ha a che fare con un ragazzo che sa generare dalle sue giovani membra prestazioni sportivefuori dal comune. Racchetta e pallinehanno in questa fase ancora un ruolo secondario nella vita sportiva di Jannik, che dedica invece gran parte del suo impegno atletico nella disciplina che meglio simboleggia la regione: lo sci. Nel 2008 diventa campione italiano di slalom gigante, ma poco alla volta l’interesse verso le discipline alpine, dove per i suoi gusti ci si gioca tutto in un lasso di tempo troppo breve, comincia a scemare, lasciando spazio al tennis, dove dimostra potenzialità altrettanto spiccate.

In una regione in grado di “sfornare” uno tra i migliori giocatori italiani di sempre, Andreas Seppi, cresce dunque il piccolo Jannik, che a 14 anni viene visto da Max Sartori (storico coach proprio di Seppi), il quale lo vuole assolutamente a Bordighera, sede dell’accademia di Riccardo Piatti, che nel proprio curriculum di allenatore vanta diverse star del circuito professionistico.

Lasciati mamma Siglinde e papà Hans Peter, gestori di un rifugio a San Candido, Jannik si trasferisce quindi nel comune ligure. Qui vive sotto il tetto di uno dei suoi maestri, che con moglie e figli riesce a lenire la nostalgia di casa e permettere al giovane quattordicenne di crescere in un ambiente familiare sereno, sicuramente importante per poter esprimere poi tutto il proprio potenziale anche nel rettangolo di gioco. La crescita procede infatti senza grandi intoppi, tanto che, diversamente dalla maggior parte dei suoi coetanei, Sinner salta a piè pari la carriera da Juniore si confronta sin da subito con il circuito professionistico. Una scelta non alla portata di tutti: al di là della qualità di gioco, infatti, ciò che differenzia il circuito dei ragazzi da quello professionistico è soprattutto l’aspetto mentale: nel confrontarsi con gli adulti, cali psicologici e distrazioni vengono puniti più severamente di quanto non accada tra adolescenti, dove è invece più comune assistere a ribaltamenti di fronte durante le partite.

Proprio nella testa risiede però uno dei punti di forza di Jannik: la maturità  emerge, oltre che dalla tranquillità con cui affronta i matchsul campo, anche dalle interviste: analizzando il proprio percorso, il talento italiano riconosce le proprie innate qualità, ma non rinuncia a sottolineare la grande fortuna del poter disporre già agli albori della propria carriera di un team di valore eccelso, al quale si affida completamente. Il giovane altoatesino pare dunque ben cosciente che per raggiungere risultati di un certo rilievo, non si possa prescindere da nessuna delle due componenti del binomio talento – duro lavoro.

Nel 2019 di Jannik Sinner ci sono state la vittoria sul cemento indoor del Challenger di Bergamo (italiano più giovane di sempre a vincere un torneo di questa categoria, nonché più giovane detentore di un titolo challenger tra i giocatori attualmente in attività) e su quello outdoor di Lexington, vittorie in match sulla terra e livello ATP (tra cui quella al primo turno del Master 1000 di Roma) e vittorie all’esordio in carriera sull’erba. Risultati di spessore su ogni superficie, che dimostrano un’adattabilità sorprendente per un giocatore che si sta affacciando a determinati palcoscenici solo da pochi mesi.

Dove possa arrivare il giovane tennista dai capelli rossicci solo il tempo ce lo potrà dire, ma se il buongiorno si vede davvero già dal mattino, il futuro del tennis italiano è nelle mani di un peccatore, questa la traduzione letterale di “Sinner”, che potrebbe ascendere presto all’Olimpo del tennis.