Autore: Umberto De Marchi

Cartavelina

Il 23 gennaio 1939, alle dieci della mattina, Gustav Hartmann arriva, come da abitudine, al Café Annahof, nel quartiere Favoriten di Vienna. Immediatamente, però, capisce che c’è qualcosa che non va: il suo amico Mathias non è al bancone, il bar è ancora chiuso. Le caffetterie viennesi, nel primo ‘900, divengono centri di ritrovo per i più grandi artisti, scrittori e pensatori del tempo. Da Gustav Klimt a Egon Schiele, da Adolf Loos a Lev Trockij. Ci si siede, si beve un caffè e si rimane per ore a discutere, a condividere informazioni, pensieri e opinioni sull’arte, la politica,...

Read More

Il catenaccio è nato in Svizzera

Quando nel 1925, l’International Board modificò la regola del fuorigioco, passando da 3 a 2 difensori come numero massimo per tenere in gioco un attaccante, la cosiddetta piramide (per semplificare, un 2-3-5) entrò in crisi. Le due risposte a questa necessità di innovazione furono il Sistema (3-2-2-3) e il Metodo (2-3-2-3). Entrambe le proposte fornirono un gran numero di prove a sostegno della propria superiorità sull’altra. Dalla grande Italia di Vittorio Pozzo per il Metodo all’Arsenal di Herbert Chapman per il Sistema. Un’ulteriore proposta si sviluppò in seno al Sistema, per diventare uno degli schemi più discussi e longevi...

Read More

Il leone della Sierra: da Lugano alla Champions League

Per il terzo giorno dell’avvento abbiamo scelto un bomber con un numero da difensore. Nella sua vita, Mohamed Kallon ha fatto di tutto. Ha girovagato per il mondo: dalla sua Sierra Leone alla Svizzera, all’Italia, alla Cina, all’India, agli Emirati Arabi e il ritorno in patria. Dopo essere stato acquistato dall’Inter, nel 1995, grazie a due stagioni di spessore fra le fila del Lugano, il giovane attaccante africano comincia a cambiare annualmente squadra. Sarà finalmente con Reggina e Vicenza che riuscirà ad affermarsi con 19 gol in due stagioni. Le sue caratteristiche da punta di sfondamento, rapido e potente convincono la dirigenza...

Read More

Il gioco dei silenzi

Nell’abbraccio commosso delle Finals 2014, fra Kawhi Leonard e Gregg Popovich, dopo la vittoria del titolo contro Miami, tutti abbiamo letto un futuro già scritto, come in una favola a lieto fine. L’inesorabile tramonto del glorioso triumvirato Duncan-Ginobili-Parker sarebbe stato accompagnato dall’alba di un nuovo ciclo degli Spurs, al sicuro nella grandi mani del numero 2, pupillo di Popovich. Una leadership che avrebbe visto come elemento di continuità quello che è un tratto distintivo degli Speroni: il silenzio. Un silenzio tradizionalmente interrotto dai monosillabi di Timmy e quelli di Coach Popovich.   A poco più di 4 anni da...

Read More

Run, Wilfried, run!

Non deve aver provato particolare gioia Peter Beardsley, quando, in una fredda serata di dicembre, dopo essersi sobbarcato circa 480 km di viaggio per arrivare in tempo al Monday Night di Championship, ha scoperto che il giocatore che era andato a visionare era squalificato. Qualcuno lo ha visto “visibilmente contrariato” (eufemismo molto british) nello scoprire che no, il diciottenne Wilfried Zaha non sarebbe sceso in campo. Poco male, rabbia smaltita nei 480 di ritorno, relazione compilata su Nathaniel Clyne e lieto fine: il Newcastle, di cui Beardsley era scout oltre che leggenda, non prenderà nessuno dei due. “Quando mi...

Read More

CORNER IN IMMAGINI

L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

Un giorno mia moglie è scoppiata a piangere e mi ha detto: “Tu ami il calcio più di me”. A essere onesti, le ho risposto: “Beh, è vero. Però amo più te del basket”~Charlie Winkler