Immaginate il suono sibillino di un vecchio video registratore che manda indietro una VHS, fermatevi e cliccate play al 31 dicembre 2019: “5, 4, 3, 2, 1… auguri! Buon anno, buon 2020, auguri, auguri!!”. Inizia sempre così un nuovo anno, pressappoco è sempre lo stesso format: la cena, anzi il cenone, l’attesa, gli auguri. Ed anche il 2020 è iniziato così, un anno come gli altri, sicuramente alti e bassi, cosa vogliamo che accada d’altronde?!

Studio, lavoro, hobby, sport. Per noi, che mastichiamo calcio, la pausa invernale vuol dire attesa, un occhio al mercato di riparazione, un occhio al calendario, la Champions e poi i soliti commenti: “Questo sarà un campionato combattuto!”, “La Juventus avrà filo da torcere, hanno scelto Sarri, ma il gioco non si vede”, “Conte guida l’Inter, Inzaghi fa volare la Lazio!”. E fondamentalmente tutto ci sta, perché, sì, questo è un campionato davvero aperto. Juventus, Lazio ed Inter se lo contendono alla grande. Diciamo la verità, quello italiano è, probabilmente, il campionato più interessante quest’anno, dato l’ampio largo preso da Liverpool e PSG in Inghilterra e Francia, la solita lotta a due in Spagna, dove l’assenza di Cristiano contro Messi rende il tutto meno avvincente, e poi la Bundesliga con un Bayern che inizia a primeggiare, come sempre d’altronde. Parallelamente la nostra testa va già anche al finale di stagione, alla Champions, all’Europa League, a quell’aria magica dei martedì e mercoledì di maggio, dove sai che se lì è arrivata la tua squadra del cuore, allora hai buone possibilità di custodire il sogno del trionfo sino in finale. Brividi, emozioni ed invece…

Ora immaginate sempre quello stesso suono di prima, fate scorrere la VHS in avanti e stoppate. Conoscete Everybody Hurts dei i R.E.M.? Ecco, se non la conoscete, allora cercatela, Spotify, YouTube, fate un po’ voi. Immaginate di far partire Everybody Hurts con il suo lento ritmo, caldamente triste, un po’ angoscioso, ma con un appello di speranza a resistere. Adesso, sempre con Everybody Hurts in background leggete queste parole: “L’Oms ha valutato che Covid-19 può essere caratterizzata come una pandemia”… non penso serva aggiungere altro, purtroppo. Sappiamo già tutto. Premete stop, fermatevi a riflettere, di tempo ne avrete abbastanza, 4 interminabili mesi.

20 giugno 2020, 19:30. Everybody Hurts termina, ora giù con qualcosa di diverso, qualcosa che sia confusamente energico, Pixies? Che ne dite di Where Is My Mind? Per me va più che bene: la Serie A riparte! Prima i recuperi dei match rimasti in stand by, poi undici giornate, tutte d’un fiato! Try this trick and spin it, yeah!

Questa ripresa è segnata dalla repentinità, tra goal e partite una dietro l’altra sembra che vogliano darci il pieno di emozioni, ciò che ci è stato tolto temporaneamente. In ognuno di questi 90’ si prova a pensare al rettangolo da gioco, ci si prova a distrarre e ci viene subito in soccorso l’Atalanta. Come non citare la ripresa post lockdown della Dea?! Un unico fattore comune per ogni partita dei nerazzurri di Bergamo: lo spettacolo, meccanismo tremendamente perfetto fino a poche partite prima dalla fine della stagione, complice forse un po’ di stanchezza fisica venuta fuori nel lungo periodo: terza posizione conquistata e accesso alla Champions League per il prossimo anno. Restando nelle parti alte della classifica la Juventus marcia a fasi alterne, ma resta sempre avanti e ci resterà sino alla fine: nono titolo consecutivo conquistato. Inter in seconda posizione, appena un punto dietro i bianconeri… ma siamo davvero sicuri che se la Juventus non avesse vinto il titolo in anticipo avrebbe dato via 6 punti nelle ultime due di campionato? Domanda senza risposta, un “se” appunto. La Lazio che tanto aveva fatto bene nella prima metà di stagione, alla ripresa farà fatica a trovare la giusta condizione, quarto posto, ma Immobile che tiene stretta a sé la Scarpa d’Oro, lasciando a debita distanza Cristiano.

Più giù in classifica il blocco Europa League composto da Roma e Milan. Rossoneri degni di nota, in termini di risultati fanno ancor meglio dell’Atalanta, non steccano un colpo post lockdown, appena tre pareggi e solo vittorie: rimonta. Napoli tra alti e bassi. Conquista la Coppa Italia ai rigori contro la Juventus, ma non va oltre il settimo posto in campionato. Da citare, invece, il Sassuolo di De Zerbi, altra squadra che ama giocare a calcio. Perde punti qua e là, distacco troppo ampio per puntare all’Europa, ma ampie potenzialità. Attacco virtuoso, da Caputo a Berardi, passando per Boga.

Centro classifica dove apre le danze il Verona al nono posto e chiude la Samp al quindicesimo.

A rischiare la retrocessione sono Torino e Genoa. I Granata chiuderanno a 40 punti, il Genoa a 39: border line. Resta l’amaro in bocca al buon Lecce che, come accaduto all’Empoli l’anno precedente, retrocede a fronte di un calcio propositivo, seppur con grossi limiti difensivi, i punti al Via del Mare saranno 35 a fine stagione e terz’ultimo posto in classifica. Fanalini di coda Brescia e Spal.

Adesso potete premere davvero stop, staccate, chiudete tutto: la stagione più lunga di sempre è finita!