Una carriera poliedrica, come la sua travolgente personalità, difficile da ingabbiare e riassumere in una sola intervista. Con lui si potrebbe discutere ore e ore, provando ad assaporare le emozioni che ha vissuto e tentando di carpire qualche retroscena e aneddoto relativo a qualche celebrità. Nicoló Casolini ne ha fatta di strada da quando, giovanissimo, si faceva conoscere sulle reti dell’allora TSI con il programma “Le vostre vacanze”, che riempì l’estate 2004. Per la prima volta il pubblico ticinese saggiò il suo talento d’intrattenitore, ma ciò non bastò per convincere la dirigenza dell’ente radiotelevisivo dell’epoca a offrirgli un contratto. Uno smacco per Nicoló, che finì per andare a lavorare in una compagnia assicurativa, prima di trovare una nuova grande occasione.

La gavetta

È come se avessi esordito in Serie A – ci racconta Nicoló con un’immancabile metafora calcistica – per poi finire nelle leghe minori. Per fortuna dopo una decina di mesi arrivò una squadra come l’Atalanta a darmi fiducia. Mi ha dato la possibilità di giocare e crescere, le devo tantissimo.” La società bergamasca ovviamente non c’entra nulla, Nicolò trovò la sua “Dea” nelle redazioni di Radio3i e Teleticino. Artefice dell’operazione di rilancio, Marco Bazzi: “Fu lui a tirarmi fuori dal sarcofago quando la mia carriera sembrava già finita. Mi affidò il programma per giovani “Reverse” e poi in radio cominciai a seguire la cronaca, la politica e anche un po’ di sport. Luca Sciarini in seguito mi lanciò nella redazione sportiva e se oggi ho un certo taglio nel fare il giornalista, lo devo a Luca. Lui, Marco Bazzi e Sacha Dalcol sono stati i miei primi maestri”. A Melide, Nicolò fece la classica gavetta: “Le condizioni erano difficilissime. Nella stessa giornata magari facevi un pezzo dal Gran Consiglio, poi un’intervista per il FC Chiasso e infine ti capitava da raccontare pure un incidente.” Un’esperienza molto arricchente, multimediale, che portò Nicolò pure ad approcciare l’intrattenimento: “De Delirium è forse tutt’oggi la trasmissione dove mi sono divertito di più. L’imitazione di Giuliano Bignasca fu il mio cavallo di battaglia.“

Un sogno che si realizza

Con il terzino della nazionale Ricardo Rodriguez

Qualche anno dopo averlo messo in naftalina, dalle parti di Comano rivalutano il suo profilo e nel settembre 2011 Casolini sbarca nella redazione sportiva della RSI. A partire dal 2013, sarà la figura di Enrico Carpani a fungere da maestro per Nicolò, che ne parla con affetto: “Lui per me è stato come un padre.” Marco Filippini e Armando Ceroni si accorgono però da subito di avere tra le mani un grande talento, che lanciano ben presto nei bordocampo, a seguire il Basilea in Champions League e al seguito della Nazionale. Proprio la “Nati” rappresenta uno dei suoi più grandi amori e uno dei suoi principali successi professionali: “Nella prima partita (ndr: l’amichevole Svizzera-Germania del 2012, finita 5-3), realizzai un sogno di bambino per chi, come me, ha sempre giocato a calcio. Essere praticamente in panchina e vivere la partita con i giocatori, quei campioni che ho sempre ammirato dall’esterno.” 

“La mia carriera in tv ha avuto un’impennata anche grazie alla fiducia di Enrico Carpani”

I telespettatori che hanno regolarmente seguito le partite dei rossocrociati non hanno potuto fare a meno di apprezzare la vicinanza di Nicolò a numerosi giocatori della squadra. Un vero e proprio rapporto di amicizia costruito negli anni tra “Nic” e chi in quegli anni si stava lanciando alla ribalta . Al diretto interessato siamo obbligati a chiedere come abbia fatto… “Credo abbia concorso l’avere sempre giocato a calcio e poi l’aiuto di Valon, che mi ha introdotto nell’ambiente. Dzemaili e Mehmedi sono i primi con cui ho legato, ma poi è nata una simpatia anche con Xhaka, Rodriguez, Shaqiri, Gavranovic e Seferovic, che per esempio sento ancora tutte le settimane. Io l’ho sempre sostenuto.” Questo il segreto insomma, che il giornalista ticinese non ha mai sfruttato slealmente per divulgare notizie dall’interno: “Quando sono con loro, non parlo mai di calcio, sono un buon amico.” Tra i legami più stretti nel mondo del calcio, pure il giovane talento del Cagliari Nicolò Barella e il suo procuratore Alessandro Beltrami.

I grandi tornei e quella sfacciataggine…

Seguire la Nazionale per Nicoló ha significato anche confrontarsi con il ruolo d’inviato, nel quale ha sostanzialmente trovato la consacrazione. A Euro 2012 niente Svizzera, ma tante interviste con gli Azzurri e con un certo Cristiano Ronaldo, mentre nel 2014, la partita più emozionante della carriera: “Svizzera-Argentina, nonostante la sconfitta, me la porterò per sempre nel cuore, con quell’intervista a Messi che mi confessò di non aver mai sofferto così tanto durante una partita.” Una prima opportunità dalla grande visibilità, alla quale seguirà l’Europeo francese del 2016, in cui mettere in campo tutta la sua irriverenza e simpatia: “È stata la prima occasione nella quale ho proposto un’interpretazione del mio ruolo più goliardica, in particolare col celebre verso del lama. La mia sfacciataggine forse non era sempre stata apprezzata in precedenza, ma da quel momento ha trovato una nuova dimensione”. 

In Russia, con Ceroni, Laurenti, Gargantini e il cameraman Molinelli si è creata una grande squadra

L’irriverenza e la cultura sconfinata di Casolini acquistano sempre più autorevolezza anche al di fuori dello sport con “Politicamente scorretto” e “Ogni maledetto sabato”, prima di arrivare al Mondiale in Russia e al talk serale “Russo ma non dormo”. “La scorsa estate mi sono reso conto di avere infranto una grande barriera col pubblico. È stato anche un Mondiale duro, perché sono rimasto 38 giorni lontano da mia moglie Veronica e da mia figlia Nina, ma in tanti mi scrivevano e mostravano il loro apprezzamento. In Russia ho vissuto emozioni forti”. E a proposito di emozioni intense e irriverenza, Nicoló ha probabilmente esagerato un po’ una sera… “Quando tre poliziotti mi presero di forza nel parco, ebbi cinque minuti di vera paura – confessa, sdrammatizzando quella goliardata in un parco – Ero già pronto a chiamare Norman Gobbi per aiutarmi! Ecco, lì mi sono reso conto di essere andato oltre il limite, in un posto in cui non va fatto.”

Ai microfoni di Rete Uno, in compagnia di Giovanni Storti

La svolta: addio (?) sport

Un personaggio dinamico come Nicoló di starsene per anni a fare le stesse cose, non è probabilmente capace. Prova ne è che, quando la dirigenza RSI gli ha proposto una nuova grande sfida, lui ha deciso di coglierla al volo. “Maurizio Canetta e Milena Folletti, miei mentori, mi hanno lusingato. È stato difficile accettare, forse sarà traumatico all’inizio, ma ci sono tanti progetti in divenire. Non vedo l’ora!”. Proprio la scorsa settimana, il debutto nel nuovo “Borotalk”, mentre a fine aprile tornerà “Politicamente scorretto”. Le sorprese non mancheranno però: Nicoló ci svela in anteprima che in cantiere c’è un progetto di trasmissione tra la gente, un’altra sui mestieri e pure un programma per bambini, “un po’ alla Paolo Bonolis”. Proprio a proposito di televisione italiana, dopo il grande successo della scorsa estate, pare che qualche allettante offerta sia arrivata: “Mi sono arrivate un paio di chiamate dall’Italia, ma sarebbe stato un salto nel buio che non mi sentivo di fare. Essere uno dei tanti, ricominciare da zero… Una lusinga, ma ho detto di no. Voglio anche dare alla RSI, che mi ha dato tanto.”

“L’infotainment mi ha sempre stuzzicato. Questo è il momento giusto”

Certo è che immaginare un “malato” di calcio come lui lontano dai campi, ci sembra difficile. “Non avendo la mira di fare il telecronista, credo che il mio ruolo nello sport avesse una data di scadenza correlata alla mia vicinanza di età con gli sportivi. Lavorare col mio stile, non so quanto potesse durare ancora senza risultare patetico. Credo sia l’anno giusto per il cambiamento.”

Dopo una carriera così intensa, nulla è però da escludere, gli appassionati di sport potrebbero comunque tornare ad apprezzare indirettamente il talento di Nicoló Casolini anche in futuro: “Non posso escludere un impegno come in “Russo ma non dormo”.” Nell’attesa di scoprire davanti alla tv quali avventure lo coinvolgeranno, gli rubiamo ancora un po’ di tempo per toglierci qualche altra curiosità.

Enrico Mentana, ospite al talk show di RSI La1 “Politicamente scorretto”
  • Quali sono i personaggi più incredibili che hai intervistato?Oliviero Toscani, Enrico Mentana, Franco Mussida, Mogol, Nanni Moretti, Alessandro Baricco, Franz Beckenbauer, Gianni Infantino, Massimo Boldi.”
  • Un momento inaspettato? Quando David Beckham mi autografò il braccio… gli dissi che me lo sarei tatuato l’indomani. “You’re crazy man!” mi rispose sorridendo.
  • Le interviste più difficili? Stephan Lichtsteiner, Dario Cologna, Valerio Scanu, Renato Pozzetto. Tante volte mi hanno messo in difficoltà, probabilmente per un’incompatibilità tra la mia sfacciataggine e la loro riservatezza.”
  • E Angelo Renzetti…? Ah no, con lui è come in un amore. Ogni tanto ci si prende, ma è il gioco delle parti. Come Lupin con Zenigata.”
  • Come hai fatto a diventare un’autentica enciclopedia di storia sportiva, ma anche culturale? È una questione di memoria, ho una grandissima fortuna. Devo anche ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre trattato da adulto e abituato a vedere e leggere “cose da grandi”, spiegandomi tutto.”
Il memorabile incontro con David Beckham
  • Chi ti ha ispirato nella tua carriera? Sicuramente Marco Civoli, diventato anche un buon amico, Sandro Ciotti e in un certo senso ho sempre ammirato il modo fuori dagli schemi di Armando Ceroni. Per l’intrattenimento direi la Gialappa’s all’inizio e negli ultimi anni Chiambretti, o per le imitazioni Teo Teocoli.”
  • Cosa rispondi a chi afferma che il giornalismo sportivo è un giornalismo di “Serie B”? Non è di Serie B perché è uno dei pochi settori che ti consente di vivere sempre sul pezzo l’attualità. Ti porta una freschezza nelle dirette che altri settori non hanno. Pensate ai telecronisti che devono parlare per 90 minuti.”
  • Dicci la verità: hai lasciato lo sport perché il prossimo europeo itinerante ti impedisce di trovare un singolo animale di cui andare a caccia… “Spero di trovare un animale clamoroso… magari in Azerbaigian?”
  • Sognavi di fare l’inviato dalla finale di un Mondiale di calcio e ci sei riuscito. E ora?  Da grande sogno di fare le interviste alla notte degli Oscar. Vorrei far fare il verso del lama a Leonardo di Caprio!”