Jim Rohn, grande motivatore del passato e autore di alcune importanti pubblicazioni, un giorno disse: “Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere“. Affermazione che non posso che condividere. Ma come fare? Rispondere a questo quesito è abbastanza complesso; andiamo per ordine e in questo capitolo parliamo di “movimento”.
Il movimento è una delle nostre più importanti funzioni organiche e sarebbe sbagliato pensare che significhi esclusivamente compiere attività fisica. Il movimento è un concetto ambivalente. Da un lato è un insieme di azioni atte a provvedere ai propri bisogni essenziali, dall’altro è semplicemente sport. La predisposizione dell’essere umano al movimento è confermata dal fatto che il 70% della massa corporea è composto da muscoli, ossa, tendini e articolazioni.
“Movimento significa solo traslocazione nello spazio?” Ovvero muoversi, fare moto e tutte le attività correlate o che ne derivano? La risposta è no, infatti c’è movimento anche mentre il soggetto dorme o quando vi è il ”mantenimento di postazioni statiche che apparentemente non lo denotano” (Per approfondire si può leggere: “Lineamenti di teoria e metodologia del movimento umano”, Casolo F., 2010).

Oggi, rispetto alle generazioni passate, l’essere umano svolge sempre meno movimento. Le cause sono da identificare soprattutto nel mutamento della società (tipologia di lavoro, tecnologia, mezzi di trasporto, …). Anche se non è corretto parlare di movimento quale sinonimo di sport, l’attività fisica è sicuramente una fetta importante di questa nostra funzione organica, soprattutto – ma non solo – nella fascia di età evolutiva in cui l’attività fisica ha un valore che va oltre il semplice ”mantenersi in forma” poiché partecipa allo sviluppo del bambino per quanto riguarda l’aspetto motorio ma ha anche un ruolo nella comunicazione, nella socializzazione e nello sviluppo cognitivo. In uno studio pubblicato dall’Istituto svizzero tropicale e salute pubblica (ITSP) si evince però che, in media, tra un bambino di sei ed un bambino di dodici anni vi sia già più di un’ora (63 minuti per la precisione) di differenza d’attività fisica al giorno in favore del primo!

A dipendenza del tipo di movimento e dalla fase di vita in cui lo si compie, questo ha diverse funzioni e produce degli effetti su tutto l’organismo. A tal proposito, ricerche scientifiche hanno riscontrato effetti positivi su diversi apparati dell’essere umano, tra cui quello muscolare, cardiocircolatorio, osseo, … . Quest’ultimo, essendo un tessuto vivo e plastico subisce variazioni nel tempo e, come scoperto dal chirurgo Julius Wolf (da cui deriva l’omonima legge), “ogni stimolo funzionale porta ad una modificazione dell’osso”. Durante l’età evolutiva, il movimento collabora a far sviluppare l’osso in lunghezza e spessore, mentre nella fase adulta ne stimola la nutrizione e mantiene le condizioni funzionali. Nella fase d’età avanzata, invece, ne ritarda l’invecchiamento e previene l’osteoporosi (condizione in cui vi è una perdita di massa e densità ossea).

In conclusione, Arnolt-Schulze sostiene come deboli eccitamenti diano origine ad attività vitale, eccitamenti medi la stimolino, quelli forti la danneggino e quelli violenti la arrestino. La scelta dell’attività e anche l’intensità con cui la si svolge sono sicuramente aspetti da tenere in considerazione.

Quest’ultima riflessione vuole essere un monito importante per il mantenimento del proprio benessere poiché come disse J.Billings:

La salute è come il denaro, non abbiamo mai una vera idea del suo valore fino a quando la perdiamo”