Autore: Francesco Salonna

Less is more, bellezza di uno zero a zero

Less is more. Zero a Zero. Non sempre ciò che appare semplice è scontato, la semplicità spesso cela assurda complessità, equilibri incontrastabili ed inesorabilmente fragili, equilibri dove basta un non nulla affinchè tutto diventi tremendamente dinamico, equilibri flessibili, equilibri variabili, equilibri non proprio in equilibrio. Non è da tutti apprezzare questo paradigma di bellezza, probabilmente in molti apprezzano, infatti, l’opposto. E’ molto facile concepire, a primo impatto, come bello ciò che salta all’occhio in vivacità, in estrosità, ciò che viene, forse anche banalmente, captato da chiunque, ma non per forza deve essere così, che sia arte o architettura, musica...

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La scoperta, l’affermazione e la consacrazione: il 10 italiano

Come fosse meravigliosa arte rinascimentale, sequenza frammentata di poesia, attimi di costante fantasia, eppure il primo urlo in Europa non avviene nella terra d’origine, non stride nell’Italia della prospettiva e della pittura ad olio, no. Due tocchi leggeri per domare la palla, il terzo, invece, secco e deciso e rete che si gonfia sibillinamente, rete falciata da un sinistro sulla sua estremità più distante, rete dello stadio Geōrgios Karaiskakīs trafitta, dimora dei greci dell’Olympiakos, della cultura classica, sì, come se il destino si facesse beffe delle origini, ma al tempo stesso restituisse ciò che ha temporaneamente ed artisticamente sottratto,...

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Manifesto del portiere futurista

Otto milioni e mezzo di chilometri quadrati di estensione, duecento milioni circa di abitanti e tante tradizioni folcloristiche, eppure il Brasile non è solo samba e Carnevale di Rio. Il Brasile è anche sentimento, spesso un sentimento struggente, la saudade. Il Brasile è anche sport, arte, passione, musica. Il Brasile è eclettismo puro. E’ facile perdersi tra gli skyline delle città brasiliane. Affogare in una fantasiosa forma a mezza luna dalle facciate rivestite di rame invecchiato, il dinamico ed inusuale Hotel Unique di Ruy Ohtake a San Paolo, oppure tra le sensuali “sculture” architettoniche e la Brasilia di Oscar...

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Andre Gray, vita dietro un tatuaggio

E’ Natale, un freddo Natale inglese di sei anni fa a Wolverhampton ed è da poco passata la mezzanotte quando all’ingresso di un locale notturno un coltello si conficca e scivola lungo la guancia di un giovane appena ventenne. Il ragazzo in pochi istanti vede trasudare il proprio viso di sangue, tanto sangue, paura poca, d’altronde non è la prima rissa in cui si trova coinvolto. Il segno sul volto, anzi il solco, è profondo, ma paradossalmente anche fortunato, lascerà soltanto una cicatrice, un marchio indelebile su quel ventenne inglese. Un marchio indelebile come quello che sei anni dopo...

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Fernando Couto: l’ossimoro portoghese

Quella che stiamo per raccontare è una storia che avrebbe potuto percorrere svariate ed infinite strade, ma le possibilità, anche se molteplici, alla fine ne hanno tracciata una sola, ampia, seppur con alcune profonde buche, quasi fossero dei crateri, una lunga autostrada che ha il suo principio in Portogallo, si protrae sino in Italia, poi è la volta della Spagna e poi ancora torna nello Stivale d’Europa. E’ una storia intrisa di opposti, è un ossimoro, l’ossimoro portoghese. Per capire qualcosa facciamo un salto indietro nel tempo, pochi decenni, ma restiamo nella penisola iberica, restiamo in Portogallo, terra dove...

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CORNER IN IMMAGINI

L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.~Michael Jordan

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