Il calcio è bello, divertente, appassionante, ironico, maligno, crudele, polemico, talvolta ignorante e maleducato…ma a noi piace anche per questo. Non è solo sport, è una bomba a orologeria di emozioni ad arte.

Questo articolo vuole essere il primo di una rubrica semplice basata su 7 mie considerazioni (soggettive, parziali e quindi assolutamente criticabili e opinabili) su quello che è e circonda la Serie A.

Perché 7? Perché è il mio numero preferito ed è stato ed è tutt’ora il numero di grandissimi giocatori, su tutti Garrincha e (mio parere e quindi discutibile) una menzione particolare va a Robert “Bobby” Pirès.

Il 7 è un numero magico, istrionico ed eclettico. Un numero che incanta e che sa ingannare, vedere per credere: Geoffrey Kondogbia ne è la prova.

 Fatta questa tediosa introduzione, direi che è ora di cominciare: diamo inizio a 7 considerazioni sui migliori talenti – secondo il mio modesto parere –  candidati campioni della Serie A stagione 2019-2020.

  1. Federico Chiesa, classe 1997, Fiorentina. Reduce da un’esaltante tripletta, Federico corre e corre e corre durante le partite. E cade, cade e cade e cade durante le partite. La tripletta contro il Bologna dell’ultima giornata è stata formidabile, ma che dire della sua stagione? Troppo altalenante, incarna lo specchio della Fiorentina. Nel 2020-21 sarà ancora a Firenze? Per la sua maturazione calcistica, gli consiglio di sì (vedi Bernardeschi…)
  2. Dejan Kulusevski, classe 2000, Juventus. Forte è forte, a Parma ha dimostrato tocchi decisamente interessanti. Ma è forte per davvero? Basta una stagione a consacrare qualcuno a fulgido campione del futuro? Io dico di no. L’anno prossimo alla Juventus occuperà la fascia destra o quella sinistra della panchina?
  3. Marash Kumbulla, classe 2000, Hellas Verona. Sono di parte (mia moglie è veronese), ma che stagione ha fatto l’Hellas? Occhi fuori dalle orbite, soprattutto per questo ragazzino di oltre 190 cm d’altezza. Nella difesa a tre ha fatto faville, ma può reggere la pressione di grandi palchi? Ascolta un cretino (cit. Micio), resta a Verona un’altra stagione: si mangia bene, il vino è buono e le donne sono stupende.
  4. Musa Barrow, classe 1998, Bologna. Ecco, questo per me è il vero fenomeno di questa lista: il Black Panther della Serie A. Ha i muscoli in Vibranio e sono sicuro che i suoi tiri farebbero impallidire persino Thanos. Perché l’Atalanta lo abbia venduto mi è ignoto… tenetelo d’occhio.
  5. Andrea Pinamonti, 1999, Genoa. Da cuore nerazzurro e malato fantallenatore, ho scommesso sul Pina dapprima credendoci, poi sperandoci. Andrea ha sicuramente patito l’annata difficoltosa del Grifone che agli ultimi sospiri combatte per non retrocedere. Cosa gli riserba il futuro? Spero non poco quanto il suo bottino stagionale (5 reti in campionato).
  6. Sandro Tonali, 2000, Brescia. Alzi la mano chi ha scommesso sulla retrocessione del Brescia. Un disastro: floppone Balotelli, Corini-Grosso-Corini-Lopez, imbarcate su imbarcate. Ma c’è lui, il Gattuso/Pirlo del futuro. Come molti, nel post lockdown non ha brillato, ma questo ragazzo è fenomenale. Don Beppe fammi contento.
  7. Nicolò Zaniolo, 1999, Roma. Eccolo qui il pupillo del Colosseo, colui sulle quali gravano le speranze giallorosse. Colui che infiamma il campo quanto le discoteche romane. Si darà una calmata? Ma certo, anche Supermario era così e poi… no aspetta: è ancora così. Nicolò, metti presto la testa a posto che ti aspetta una grande carriera.