Nessuno nella gloriosa storia del Liverpool Football Club aveva vestito la maglia numero 30 fino al 1994. Non una rarità, come potremo sperimentare nelle prossime puntate di questa rubrica, se pensiamo che per anni il numero di maglia dei titolari era rigorosamente dall’ 1 all’11. Ecco quindi che solo a metà degli anni ’90 al portiere Tony Warner, in una delle competizioni, capitò di indossare per la prima volta la numero 30.

Warner, portiere inglese naturalizzato trinidadiano, non lascerà il segno nella storia dei Reds e concluderà la sua carriera ad oltre 44 anni, passando i suoi giorni migliori nel Millwall e dedicandosi in seguito alla carriera di allenatore dei portieri. La sua maglia numero 30 rimarrà senza proprietario solo fino al 1998 quando il difensore maliano Djimi Traorè la indossò. Ricordato dai tifosi inglesi per un clamoroso autogol contro il Burnley in FA Cup, Traorè giocherà più di 80 partite con i Reds, vivendo l’apice della sua carriera e conquistandosi la convocazione per la sua nazionale, per cui realizzerà anche un gol in sei presenze.

Chi invece non riuscì a giocare per la nazionale che aveva guidato da capitano nelle giovanili fu Carl Medjani, che ereditò la trenta di Traorè. Centrocampista nato a Lione, arrivò a Liverpool dall’St.Etienne nel 2003 come una promessa del calcio francese. Giocherà tuttavia una sola partita ad Anfield e troverà la sua dimensione all’Ajaccio, decidendo nel 2010 di optare per la nazionale algerina, grazie alle sue origini. Con la nazionale africana vanta più di 50 presenze, comprese quelle in due edizioni della Coppa d’Africa e una dei Mondiali e oggi milita nell’Ohod Al-Medina in Arabia Saudita.

Nel 2005, la numero 30 viene indossata da un giocatore di culto: nato a Maastricht ventisei anni prima della firma del celebre trattato, Boudewijn Zenden ha vestito le maglie di PSV, Barcellona e Chelsea fra le altre. Mezzo calciatore- mezzo judoka, si ritroverà al Barça come in nazionale chiuso da Marc Overmars, dopo che Louis Van Gaal lo aveva trasformato in terzino sinistro proprio in blaugrana. Autore di due gol agli europei del 2000 in cui la sua Olanda uscì per mano di Francesco Toldo, giocherà due stagioni importanti nel Liverpool di Benitez (allenatore di cui sarà il vice nel Chelsea), vincendo una Supercoppa europea, una Community Shield e una coppa d’Inghilterra fra 2005 e 2006.

Proprio nel 2006 arriva a Liverpool il numero 30 più inaspettato e particolare della lista. Attualmente vice di Samir Handanovic all’Inter, Daniele Padelli sbarca ad Anfield a 21 anni in prestito dalla Sampdoria, per fare il secondo di Pepe Reina durante l’infortunio di Dudek . Quel Liverpool perderà la finale di Atene contro il Milan di Pippo Inzaghi e pareggerà l’ultima partita di Premier contro il Charlton schierando proprio Padelli fra i pali in quella che fu la partita d’addio di Robbie Fowler. Un ricordo che provoca ancora i brividi all’ex portiere di Torino e Udinese.

Dopo il ritorno in Italia di Padelli, un altro portiere indossò la numero 30. Francese che giocherà come Medjani per una nazionale africana, Charles Itandje collezionerà 7 presenze in due stagioni per i Reds e proseguirà la sua carriera fra Turchia e Grecia oltre che nella nazionale camerunense, lasciando la famigerata numero 30 senza proprietario per tre stagioni.

È nel 2012, infatti, che il giovane centrocampista Suso indossa per la prima volta la maglia della prima squadra dei Reds, dopo aver vestito per due stagioni quella dell’under 23. Arrivato a 17 anni dal Cadice, viene inizialmente impiegato da regista e sarà solo all’Almeria che se ne scopriranno le doti da esterno offensivo con un bottino di 3 gol e 9 assist nel 2013- 2014. Ritornato ad Anfield non riuscirà ad imporsi, anche a causa di un infortunio e a gennaio 2015 passerà al Milan, lasciando la numero 30 ancora una volta vacante e ancora oggi da allora senza un proprietario.