Il 2 Luglio 2000 la Francia si laureava campione d’Europa, con il famigerato golden gol di David Trezeguet che fece trionfare i galletti sull’Italia di Francesco Totti. La stagione appena conclusa aveva regalato un Real Madrid campione d’Europa, ma fuori dal quarto posto in una Liga che aveva visto il primo trionfo del Deportivo e la retrocessione dell’Atletico Madrid. La Premier si godeva il duo York-Cole, mentre Shevchenko si presentava con 24 gol alla sua prima stagione in Serie A. Il Pallone d’oro fu una battaglia a due fra Luis Figo e Zinedine Zidane.

Proprio il 2000 è l’anno che in questa stagione potrebbe regalarci, dopo 18 anni, nuove sorprese: una generazione di talenti che potrebbero definitivamente esplodere nell’orizzonte del calcio internazionale. Andiamo a vedere chi, dei veri e propri millennials, si appresta a diventare definitivamente grande.

1. Ryan Sessegnon

Partiamo da quello che è in assoluto il miglior giocatore nato nel 2000. Per lui parlano i numeri: 46 presenze lo scorso anno in Championship, 15 gol e 6 assist con il suo Fulham promosso in Premier. Numeri da capogiro per un terzino sinistro che, di partita in partita, si sta spostando sempre più nella zona offensiva del campo. Un’ evoluzione che ricorda molto quella di Gareth Bale nel Tottenham. Sessegnon è un esterno mancino a tutto campo, con uno spiccato senso del gol . La rapidità è la sua arma migliore, ma l’impatto in Premier lo costringerà sicuramente a irrobustire la sua muscolatura. Nelle prime partite in Premier League il giovane prodotto delle academy dei londinesi è prevalentemente entrato a partita in corso, trovando però un assist per Mitrovic nella partita con il Tottenham. Jokanovic gli sta preferendo lo scozzese Bryan come terzino sinistro e Luciano Vietto come esterno mancino offensivo nel suo 4-3-3. Tuttavia l’impressione è che il giovane numero 3 inglese possa scalzare entrambi e, superato il periodo di adattamento, dimostrare il suo feeling col gol anche nella massima serie. Se effettivamente le aspettative verranno confermate, c’è un allenatore pronto ad arricchire la sua collezione di terzini a tutto campo…

2. Jadon Sancho

Gennaio 2018: Sven Mislintat, capo scout del Borussia Dortmund, passa ufficialmente all’Arsenal. Dopo 11 anni di servizio per i gialloneri, il buon Sven decide nell’ultima sessione di mercato disponibile, di lasciare un regalo d’addio nella Ruhr e con 8 milioni strappa al Manchester City il suo talento più promettente. Miglior giocatore del mondiale U17, soprannominato “The Rocket“: Jadon Sancho. La personalità è l’arma in più dell’esterno inglese, che a pochi giorni dall’addio di Dembelè è sbarcato a Dortmund e si è preso la numero 7 del francese, passato al Barcellona. Sancho esordisce in Bundesliga a 17 anni 6 mesi e 26 giorni. Oggi, dopo 17 presenze, 1 gol e 7 assist in massima serie, l’esterno inglese vuole prendersi un posto da titolare a fianco di capitan Reus. Per ora Favre gli ha preferito Marius Wolf, classe ’95 ex Eintracht, e Christian Pulisic, spostato sull’esterno nel suo atipico 4-3-3. Ma i numeri sono tutti dalla parte di Jadon, che in questa stagione potrebbe essere l’asso nella manica dei gialloneri per impensierire la corazzata bavarese nella corsa al titolo.

3. Alphonso Davies

Non ha ancora compiuto 18 anni, eppure Alphonso Davies ha già vissuto più vite. Originario della Liberia passa l’infanzia in Ghana, da rifugiato. Poi l’asilo politico in Canada, dove la vita è molto diversa e Alphonso si può dedicare alla sua passione: il calcio. Da lì in poi, velocemente, come in campo, Davies brucia le tappe: 6 presenze con la nazionale maggiore del Canada (il più giovane di sempre) e 3 gol. Già 59 presenze in MLS, 6 gol e 10 assist per un esterno che viene talvolta impiegato da terzino ( come contro la Juve, quando ha seminato in velocità Alex Sandro...). La sua duttilità tattica e un atletismo prorompente hanno attirato le attenzioni del Bayern Monaco, che ha ceduto Bernat e in silenzio sta preparando il prepensionamento di Robben e Ribery. 10 milioni di euro, bonus esclusi e Alphonso sarà a disposizione di Kovac dal 1 gennaio 2019. Il canadese dovrà sicuramente superare l’impatto con un campionato e un ambiente profondamente diverso dalla Vancouver dei suoi Whitecaps. Ma con i recenti acciacchi di Alaba e degli esterni offensivi non più giovanissimi, ci potrà essere spazio anche per il giocatore più pagato della MLS.

4. Callum Hudson-Odoi

Ancora diciasettenne, Callum Hudson-Odoi vanta 12 presenze e 11 gol nella Youth League, un esordio in finale della Community Shield contro il City e un ambito ruolo di riserva del trio HazardWillianPedro nel Chelsea post-Conte. Maurizio Sarri infatti lo ha definitivamente aggregato alla prima squadra, con la possibilità di imparare da uno dei migliori nel ruolo come Eden Hazard. Proprio nell’esordio d’agosto contro il City, Hudson-Odoi non si è tirato indietro e si è messo nei panni del numero 10 belga. Regista esterno, il giovane inglese ha impegnato più volte Kyle Walker, arrivando a concludere due volte verso la porta dei Citizens. Con l’inizio della Premier (e che inizio per i Blues!), Hudson-Odoi però non ha ancora trovato minutaggio in prima squadra, ma la stagione dei londinesi sarà lunga e se Sarri dimostrerà di aver definitivamente abbandonato la filosofia degli 11-titolari-inamovibili, Callum potrà ritagliarsi dei minuti per impressionare il tecnico toscano.

5. Vinicius Jr & Paulinho

Non poteva mancare, in questa short-list di talenti classe 2000, una rappresentanza brasiliana. Certo, è rischioso aumentare l’hype attorno ai giovani talenti che arrivano in Europa dal Sud America. Eppure l’attrazione magnetica del Football Manager che risiede in ognuno di noi ci rende dipendenti dalla “Sindrome di Neymar”, per cui ogni giovane talento verdeoro di cui troviamo su YouTube un video con musica da discoteca e skills futili, è automaticamente un fenomeno. A smentire (speriamo) questa teoria, ecco Paulinho e Vinicius Jr, due delle stelle più brillanti del calcio brasiliano giovanile, le cui carriere sembrano destinate a correre parallelamente. Simili per struttura fisica e posizione in campo (entrambi esterni offensivi), spicca il feeling che hanno in comune con il gol. Entrambi si sono messi in mostra con il Brasile U17 e sono messi talmente a confronto da essere intervistati contemporaneamente a fine partita, per par condicio. Durante l’ultima finestra di mercato si sono spostati in Europa: Vinicius al Real Madrid e Paulinho al Bayer Leverkusen. Per tutti e due l’ambientamento non sarà facile e un alone di dubbio li seguirà fino al primo gol, ma entrambi sembrano avere il carattere e le capacità per adattarsi alle necessità di un calcio più concreto e tattico del futbol carioca. Per Vinicius la strada sarà ancora più tortuosa, data la cifra e il club nel quale è sbarcato. Ma visto l’inizio di stagione delle Aspirine, anche per Paulinho non sarà così semplice dimostrare il suo valore in Europa. Si sa, la reputazione di un giovane talento brasiliano semisconosciuto è un pendolo che oscilla fra Neymar e Gabriel Barbosa…