1. La peggior Germania

Poco meno di un anno fa parlavamo in questo articolo della squadra che, di lì a poco, si sarebbe aggiudicata la Confederations Cup: una Germania delle riserve che con un gol di Lars Stindl si aggiudicò il torneo di preparazione ai Mondiali. Dal trionfo di Julian Draxler (capitano per l’occasione) e compagni, arriviamo oggi all’incredibile eliminazione ai gironi della Mannschaft. Un epilogo che alla vigilia appariva legato più alla superstizione che ad accurate previsioni. Dei segnali, sia chiaro, c’erano stati: dai dubbi su Neuer e i conseguenti mal umori di Ter-Stegen,  alle polemiche su Gundogan e Ozil, fino al pessimismo pre-mondiale del Ds Oliver Bierhoff. Le ragioni di un tracollo tanto inatteso potrebbero essere le più varie: la mancanza di un vero leader alla Lahm? Un sentimento di appagamento per una generazione di vincenti (Khedira, Neuer, Hummels, Muller) ? Probabilmente non esiste un unica risposta, certo è che le scelte di Loew faranno discutere e la clamorosa esclusione di Leroy Sanè sarà uno dei principali capi di imputazione per l’attuale Ct tedesco.

2. Stelle sbiadite

Alla fine della prima fase, possiamo dire di non avere ancora una favorita per la vittoria finale. Alcuni dicono Brasile, altri la sorpresa Croazia. L’unica “big” ad aver dominato il suo girone è stato il Belgio di Martinez. Ma il fatto che più balza agli occhi è la latitanza delle grandi stelle del Mondiali. Nonostante due pesanti eccezioni, come Ronaldo e Kane (9 gol in due), sono mancate le illuminazioni di Neymar, aggrappato alla leadership di Coutinho, di Griezmann, apparso sottotono e soprattutto di Leo Messi. Il numero 10 argentino ha trovato il gol contro la Nigeria, ma appare ancora un lontano parente del Lionel blaugrana. E le avanguardie tattiche e i comportamenti discussi di Sampaoli non sono sufficienti a giustificare la poca brillantezza della “Pulce”. Il calendario regala domani alle ore 16:00 proprio Le Petit Diable vs. La Pulga. Quale stella emergerà dal torpore iniziale?

3. Bocciati con lode

Alcune squadre, ormai già di ritorno dalla rassegna mondiale, hanno regalato grandi prestazioni e ottenuto risultati storici in Russia. La Corea del Sud di Son ha sicuramente scritto un pezzo di storia del calcio: la vittoria sui campioni in carica vale quasi quanto una qualificazione agli ottavi. Una nota di merito va riconosciuta anche alla Nigeria, che si è ritrovata ad un passo dalla qualificazione, svanita solo al gol di bomber (?) Rojo. E se il Senegal merita un capitolo a parte, non possiamo non citare l‘Iran di Carlos Queiroz. Una nazionale che ha stupito per organizzazione e potenziale e che è andata ad un passo dall’eliminare i campioni d’Europa. Bellissima sorpresa.

4. Non ci è piaciuto

La partita fra Belgio B e Inghilterra Riserve di ieri sera, seppur appassionante e interessante, ha ulteriormente mostrato come la formula degli ottavi preconfezionati porti inevitabilmente le squadre, specialmente quelle che concludono per ultime i gironi, a fare dei calcoli di opportunità. Osservando il tabellone, decisamente sbilanciato nella parte superiore, Gareth Southgate e Roberto Martinez non hanno sicuramente tentennato a schierare due formazioni piene di sostituti. E ora Kane e compagni hanno un percorso decisamente meno intricato dei belgi.    Altra nota negativa (negativissima si può dire?) è la regola che ha condannato il Senegal. É vero che agli uomini di Cissè sarebbe bastato pareggiare il gol di Mina per ottenere un posto agli ottavi, tuttavia è curioso che una squadra venga eliminata dai Mondiali sulla base di un criterio che, a differenza di gol fatti e punti, rientra nell’ambito di discrezionalità dell’arbitro. E assistere alla melina del Giappone è stata una tortura per ogni amante di questo sport.

5. Ci é piaciuto

I Mondiali di Russia 2018 passeranno alla storia per diversi motivi ( Granqvist che alza la coppa? Ronaldo vs Messi ai quarti? Inghilterra in finale?), ma la novità assoluta è il VAR. Promossa a pieni voti dopo la prima fase, l’assistenza video all’arbitro ha garantito una riduzione evidente degli errori e, nonostante l’aumento drastico del numero di rigori, lo spettacolo non ne ha assolutamente risentito. Infine una nota di merito spetta di sicuro anche all’organizzazione russa. Le strutture e i campi che stanno ospitando la rassegna mondiale hanno regalato partite sempre svolte all’interno di stadi suggestivi e terreni di livello mondiale. Una bella conferma per un movimento calcistico russo che cerca sempre di più di ampliare i propri orizzonti.

Infine, come possiamo non ammirare ancora una volta la prima trivela mondiale?