Per la maggior parte della gente, il Natale è il giorno in cui ci si ritrova in famiglia, in cui ci si scambia i regali, un giorno di condivisione e in un certo senso anche di svago che interrompe il tran tran quotidiano. Per gli appassionati del pallone a spicchi però, il Natale può vuoler dire una cosa sola: Christmas Day Game! Se infatti nella maggior parte dei paesi il 25 dicembre è un giorno di vacanza, in cui nessuno lavora, vi sono delle eccezioni.

Lo sport ha sempre avuto una relazione di amore ed odio per il giorno di Natale, con molti atleti e federazioni intere che si rifiutano di disputare incontri il giorno consacrato alla famiglia. Il calcio inglese per esempio era solito giocare (sino agli anni ’50) il 25 di dicembre, ma poi la tradizione è andata scemando e ora si preferisce compensare con il Boxing Day. In America del Nord, dove il Natale è peraltro particolarmente sentito, la NHL non faceva distinzioni e giocava regolarmente il giorno di Natale. Perlomeno sino al 1972, quando tuttò venne a cessare definitivamente. La NFL ha avuto periodi alterni (negli anni ’70-’80 si evitava di giocare, spostando addirittura l’inizio della stagione), ma recentemente ha riaperto le porte ai match natalizi. Solo in un campionato però il Natale è tradizionalmente sinonimo di partite (e che partite!), la NBA.

È infatti dal 1947 (al secondo anno della sua esistenza) che la massima lega di pallacanestro del mondo fa disputare incontri il giorno del Sol Invictus. Col passare degli anni l’evento ha sempre più acquistato valore, tanto da farlo diventare un evento “di lusso”, riservato spesso e volentieri a squadre tra le più forti e seguite. E proprio per questa ragione in questo giorno si è potuto assistere ad alcuni incontri particolarmente memorabili. Per esempio nel 1984 Bernard King mise a segno ben 60 punti ma non poté impedire la sconfitta dei suoi New York Knicks contro i New Jersey Nets. La squadra della Grande Mela è curiosamente quella che ha disputato più incontri il giorno di Natale (51), cosa che farà anche nel 2017 in uno dei derby più classici con i Boston Celtics. Più recentemente, il 25 dicembre del 2004 vi fu il tanto atteso “showdown” tra Kobe Bryant (Los Angeles Lakers) e Shaquille O’Neal (Miami Heat), al primo incontro da rivali dopo la brusca separazione con relative polemiche tra i due. Come non menzionare poi il Natale del 2011 che, a seguito del lockout, fu addirittura la giornata d’apertura del campionato. Ancora più vicino ai giorni nostri è ormai diventato un appuntamento fisso (incluso quest’anno) il big-match tra i Cleveland Cavaliers e i Golden State Warriors, le due franchigie dominatrici della lega da 3 anni a questa parte.

La NBA può quindi a giusta ragione essere considerata un vero e proprio Babbo Natale del basket, che non relega il 25 dicembre a un giorno vuoto nel calendario stagionale, ma lo riempie anzi facendolo fruttare al meglio (anche economicamente). In chiusura, qualche fun fact relativo agli incontri natalizi in NBA:

-Nel 2004 si affrontarono Detroit Pistons e Indiana Pacers per la prima volta dopo l’ormai celeberrima rissa che coinvolse le due squadre e anche diversi tifosi. Non vi furono incidenti in questo caso.

-Nel 2008, nel superclassico tra Los Angeles Lakers e Boston Celtics, Phil Jackson ottenne la sua 1000a vittoria da allenatore. Nello stesso giorno, Shaquille O’Neal (all’epoca coi Phoenix Suns) sbagliò il suo tiro libero numero 5000 (secondo nella storia a farlo dopo Wilt Chamberlain).

-Russell Westbrook, Oscar Robertson, John Havlicek, Bill Cunningham e LeBron James sono gli unici giocatori ad aver realizzato una tripla doppia il giorno di Natale.

-Kobe Bryant ha disputato più incontri il 25 dicembre di qualunque altro giocatore (ben 16).

-I Miami Heat (10 vittorie e 2 sconfitte) e i Portland Trail Blazers (14-3) sono le squadre più in forma il giorno di Natale. I Seattle Supersonics/Oklahoma City Thunder (4-13) e i Denver Nuggets (1-4) quelle meno.