Nel 2005, dopo 20 anni di onorato servizio ai comandi di Alex Ferguson, Roy Keane lascia il Manchester United. E solo un anno prima, era stato il turno di Nicky Butt: due addii che lasciano malinconicamente solo Paul Scholes nella mediana dei Red Devils. Sir Alex, però, ha già deciso di offrire proprio la numero 16, orfana di Keano ad una delle promesse della Premier League. E così il 31 luglio 2006, Michael Carrick diventa un nuovo giocatore dello United.

 

Un goffissimo Michael Carrick viene presentato ai media

Saranno passati 12 anni quando, come annunciato, a giugno 2018, Carrick si ritirerà, concludendo una carriera incredibile: tanti trionfi, molti infortuni, pochi (ma bellissimi) gol, una professionalità e una intelligenza che lo hanno reso uno degli uomini più carismatici dello United moderno. Vincitore di 5 Premier League, 1 Champions League, 1 FA Cup e 1 Europa League, Carrick pur contando solo 34 presenze in Nazionale, è uno dei migliori centrocampisti che l’Inghilterra abbia mai avuto.

Carrick è un centrocampista difensivo, ma ridurre tutto ciò che lui sa fare a questa definizione è quasi offensivo. Nella stagione 2007-2008, l’ex Tottenham e West Ham, è impiegato nel 4-4-2 di Ferguson, come mediano al fianco di Paul Scholes. E le sue abilità nel coprire tutta l’ampiezza del centrocampo, permettono ai Red Devils di schierarsi con un 4-1-3-2 e reggere il peso di un attacco formato da Tevez, Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney. Carrick è una delle pietre angolari di quella straordinaria formazione che nella notte di Mosca vince la Champions.

 

21 Maggio 2008 – Il Manchester United vince la Champions League

Carrick è un giocatore ordinato, elegante, imponente ed estremamente calmo. Infonde tranquillità a tutta la metà campo difensiva dei Red Devils, assicurando “distruction & construction“. È un giocatore totalmente diverso dal suo predecessore Roy Keane: l’irlandese pressava (e picchiava) gli avversari, mentre lui pressa gli spazi: soffoca le vie di fuga per le trame avversarie e, in questo modo, ricopre porzioni di campo chilometriche. Distrugge e ricompone, scompone e riordina.

Carrick non sbaglia mai un passaggio

Ciò che, però, lo rende unico è il suo brillante senso della posizione: controlla e porziona gli spazi, aprendo e chiudendo le vie di fuga per i compagni. E se questi spazi sono trafficati, ecco l’arma in più: ha un piede delicatissimo che gli permette di raggiungere anche il compagno più lontano, rendendolo un mediano potenzialmente ancora più completo di Busquets. Un mediano creativo, che può alternativamente rifornire di palloni puliti la propria trequarti o, scavalcarla, servendo un attaccante. Un giocatore unico.

Il 31 giugno, Carrick dirà addio al calcio giocato, per diventare allenatore delle giovanili dello United. Si concluderà così una carriera passata alla penombra di grandi campioni, anche a causa di numerosissimi infortuni, che ne hanno limitato l’utilizzo negli anni. Non ci resta perciò che godere delle ultime apparizioni di uno dei giocatori più incredibili del calcio inglese: “The Underrated One“, Michael Carrick.