Come ci insegna la mitologia greca, ogni Re ha un condottiero che si eleva sopra agli altri, rivelandosi fondamentale per la conquista di guerre o battaglie. Come Priamo re di Troia, che ebbe in Ettore, suo figlio, il condottiero di maggior spicco e Agamennone, Re degli Achei durante la Guerra di Troia, trovò in Achille la figura più importante del suo esercito, ma forse l’esempio più lampante può essere lo spartano Leonida che fu Re e grande condottiero. Così come il Re del tennis, Roger Federer ha il suo fido condottiero, il rovescio a una mano.

L’incontro tra il tennista svizzero e il rovescio a una mano regala alla storia il tennista più forte di sempre e uno dei colpi più sensazionali mai  eseguiti nel circuito. Questo colpo, con la modernizzazione del tennis e con i cambiamenti sia fisici che stilistici dei tennisti, stava e sta tuttora perdendo, con l’andare avanti del tempo, “seguaci”. Solo 27 tennisti tra i primi 100 del ranking mondiale utilizzano ancora il rovescio a una mano, tra i più famosi ed efficaci troviamo, oltre al nuovo N°1 del mondo, un altro svizzero, Stanislas Wawrinka, attuale N°13 del mondo, il francese Richard Gasquet, attuale N°34 nella classifica ATP e il giovane bulgaro Grigor Dimitrov (N°4). Ma è lampante come questo colpo trovi la sua maggior espressione con Roger Federer. L’eleganza e l’efficacia con la quale il Re effettua questo colpo non ha eguali; sono quasi certo che neanche il creatore del tennis si sarebbe mai immaginato che, nella storia, ci sarebbe stato un giocatore che trovasse la sua massima realizzazione in questo colpo. Nella maggioranza delle scuole tennis del mondo in pochi insegnano ai tennisti alle prime armi questo colpo, soprattutto per il difficile apprendimento e controllo, rispetto al più convenzionale rovescio a due mani. A tutti almeno una volta, vedendo un rovescio di Federer sarà venuta la smania di provarci, ovviamente con scarsi risultati. Evitando paragoni inutili e pretenziosi, anche per arrivare a un rovescio a una mano “umano” la strada è tutt’altro che semplice. Il colpo ha nei suoi movimenti una serie di difficoltà che inducono a optare per il rovescio a due mani. Per iniziare, il rovescio a una mano ti consente di essere più distante dalla palla in confronto a quello a due mani, ma richiede una rigidità di polso maggiore, un inarcamento della schiena con il petto in fuori, una posizione del corpo quasi perpendicolare alla palla e, cosa molto importante, la riuscita del colpo dipende quasi esclusivamente dalla conclusione. Cosa che rende questo colpo ancora più affascinante è che la conclusione dei colpi da fondo campo nel tennis avviene dietro il tennista oltre la spalla opposta al colpo, tranne che in uno. Il rovescio a una mano, che si conclude davanti al tennista sopra la spalla dove s’impugna la racchetta. Questa spiegazione ovviamente fa perdere tutta l’eleganza a questo colpo, ma questa complessità fa capire, ancora di più, quanto siamo fortunati a poterlo vedere messo in atto dal Re.

Purtroppo anche il Re del tennis, proprio come quelli greci, abdicherà. Così come per il suo condottiero più fedele, il rovescio a una mano. Augurandoci che sia più tardi che mai, la domanda sorge spontanea, ci sarà un altro Re pronto a rispolverare il condottiero? La risposta che mi sono dato è no. Questo tennis, ha in Federer la sua eccezione. Tralasciando il talento senza eguali, basti guardare la fisicità dei tennisti oggi, solo lo svizzero “stona” rispetto a tutto quell’ammasso di muscoli che sono gli altri top del ranking mondiale. Con il ritiro di Roger Federer finirà definitivamente un’era tennistica, lasciando spazio a un’altra tipologia di tennis che ha nella sua massima espressione forza, atleticità e potenza con eleganza e talento messi all’angolo. Solo il Re con il suo ineguagliabile talento, è riuscito e riesce tuttora a sopravvivere a questa rivoluzione del tennis, dovuta soprattutto (come in molti altri sport) al continuo aumento di partite e viaggi in giro per il mondo.

Dobbiamo ritenerci fortunati di poter raccontare ai nostri figli e nipoti, dell’incontro tra un ragazzo di Basilea e il rovescio a una mano. Diventando rispettivamente Re e condottiero.