È con la più ampia delegazione mai inviata a dei Giochi Olimpici invernali, composta da ben 171 atleti di diverse discipline, che la Svizzera si presenterà a PyeongChang 2018, sede della ventitreesima edizione delle Olimpiadi dal 9 al 28 febbraio. L’obiettivo dichiarato dal capo delegazione Ralph Stöckli, già bronzo nel curling a Vancouver 2010, è quello di mettersi al collo almeno 11 medaglie per poter valutare come positiva la spedizione in Corea del Sud. In attesa di scoprire chi sarà il portabandiera – in Russia fu Simon Ammann, oggi alla sesta Olimpiade –  la selezione rossocrociata sarà chiamata ad emulare quanto raccolto a Sochi quattro anni fa, quando arrivarono 6 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Il sogno, che nessuno vuole rivelare, resta però quello di eguagliare e superare il record di Calgary 1988, edizione che fruttò ben 15 medaglie, 5 per ogni metallo. I tempi potrebbero essere finalmente maturi? Forse. Ma scopriamo chi, a PyeongChang, potrebbe entrare nella storia.

Sci Alpino

Lo sci alpino, capace di regalare ai rossocrociati ben 59 medaglie (20 O, 19 A, 20 B) in tutte le edizioni invernali dei Giochi, è sicuramente uno degli sport più attesi dagli appassionati. E, pure quest’anno, ci si aspettano grandi cose dagli atleti elvetici. In primis da Beat Feuz, sul podio in quattro occasioni su sei in discesa in Coppa del Mondo, e dominatore della disciplina insieme al norvegese Aksel Lund Svindal. Una medaglia del bernese, visto lo strepitoso periodo di forma che sta attraversando, sembra poco più di una formalità. In campo maschile da tenere d’occhio c’è pure Daniel Yule, quinto nella classifica di specialità di slalom, che dovrà però fare i conti con lo strapotere di Marcel Hirscher e Henrik Kristoffersen. Reciteranno invece il ruolo di outsider soprattutto Justin Murisier (gigante) e Mauro Caviezel (combinata). Tra le donne le attese sono riposte principalmente in Wendy Holdener, otto podi in stagione tra slalom e combinata; e nella ticinese Lara Gut, leader della classifica di Super G e in ripresa dopo il brutto infortunio della scorsa stagione. Cercherà una medaglia anche la polivalente Michelle Gisin che, così come la giovanissima Mélanie Meillard, dovrà superarsi per riuscire nell’impresa.

Sci di Fondo

Re del Tour de Ski 2018 e campione olimpico in carica nello Skiathlon e nella 15km classica, Dario Cologna cercherà di ripetersi in Corea del Sud. Il grigionese, che vanta pure un oro a Vancouver 2010, sembra avere tutte le carte in regola per riuscirci, dopo una stagione in crescendo recentemente firmata dalla vittoria nella 15km di Seefeld (25° affermazione in Coppa del Mondo). Su di lui sono riposte la maggior parte delle speranze, ma pure in campo femminile la selezione potrebbe possedere gli argomenti necessari per stupire. Laurien Van der Graaf è infatti reduce dalla migliore stagione della propria carriera, nella quale ha colto il suo primo successo in Coppa del Mondo (Seefeld, sprint a tecnica libera) e una tappa del glorioso Tour De Ski (stessa disciplina a Lenzerheide). Riproporsi sui migliori livelli nella rassegna dei cinque cerchi sarà difficile, ma non impossibile.

Salto

Simon Ammann, portabandiera a Sochi 2014, ha sicuramente perso lo smalto dei giorni migliori. A confermalo sono le sue prestazioni in Coppa del Mondo: una vittoria manca ormai dal 2014, quando si impose a Kuusamo. Un quattro volte campione olimpico, due volte a Salt Lake City e altrettante a Vancouver, non può però che essere preso in considerazione per un posto tra i migliori. Servirà il miracolo, certo, ma i suoi recenti risultati stagionali, con il quinto posto di Zakopane, lasciano un barlume di speranza. La quinta medaglia olimpica sarebbe il coronamento di una carriera incredibile.

Snowboard

In attesa di conoscere le condizioni di Iouri Podlatchikov, punta di diamante nell’Halfpipe ma caduto rovinosamente nell’ultima prova di Coppa del Mondo ad Aspen, la selezione elvetica potrà sicuramente puntare su Nevin Galmarini per una medaglia. Argento a Sochi nello slalom gigante parallelo, il 31enne punta a riconfermarsi dopo una stagione che l’ha visto concorrere con i migliori. Difficile invece sarà il compito in campo femminile per Patrizia Kummer, olimpica a Sochi nella stessa disciplina, ma reduce da una stagione in chiaro-scuro. Le sorprese, in ogni caso sono sempre dietro l’angolo, a partire da Dario Caviezel e Julie Zogg, entrambi protagonisti di buone prove in Coppa del Mondo nel gigante parallelo.

Hockey

Per la prima volta dopo cinque edizioni senza i giocatori della National Hockey League, la corsa per il titolo olimpico si fa più incerta che mai. La scelta probabilmente è favorevole alla selezione elvetica guidata da Patrick Fischer, ma l’impressione è che le altre Nazionali al via abbiano comunque qualcosa in più sotto tutti i punti di vista. A partire dalla Russia, data come la favorita numero uno. Per un posto tra i grandi ci vuole l’impresa, quella che riuscì ai Mondiali di Stoccolma del 2013, quando arrivò un’inaspettata medaglia d’argento. Chiamate a ripetersi saranno invece le ragazze di Daniela Diaz, terze a Sochi 2014, che dovranno confermare i progressi di un hockey femminile svizzero in continuo sviluppo. Non sarà semplice: la concorrenza è più agguerrita che mai.

Freesytle

Le soddisfazioni principali, in uno sport in cui si presenteranno al via nelle gobbe anche i ticinesi Deborah Scanzio e Marco Tadé, potrebbero giungere dallo Ski Cross con Alex Fiva e Marc Bischofberger in campo maschile, e Fanny Smith in quello femminile. I tre, da anni tra i migliori al mondo, hanno ottenuto risultati di livello nel corso della stagione attuale. Altri nomi è meglio non farne, in uno sport in cui la classica giornata di grazia potrebbe regalare diverse sorprese.

Altre discipline

Qualche flebile speranza sembrano poterla regalare Selina Gasparin, Silvana Tirinzoni e Peter De Cruz con le rispettive squadre. La biathleta, vice campionessa olimpica in carica, non è più tornata sui migliori livelli, mentre i due skipper e le loro rispettive squadre dovranno probabilmente sperare in un passo falso delle compagini più agguerrite per regalarsi una storica medaglia.