Per chi si approccia al calcio non c’è sogno più grande di quella maglia rossa, quella della Nazionale svizzera. Rappresentare il proprio Paese in patria, in Europa e nel mondo è motivo di grande orgoglio, nonché un lusso per pochi. Chi gioca nel Team Ticino non è escluso da questa dinamica e, anzi, preparare i ragazzi per le nazionali giovanili di categoria è uno degli obiettivi del sodalizio. Nel nostro “viaggio rossocrociato” abbiamo incontrato il portiere Lucio Soldini, che nonostante la giovane età (classe 2001) ha già avuto il privilegio di indossare quella magica maglietta rossa.

Hai avuto la possibilità di giocare in Nazionale. Raccontaci come è andata.
Sì, effettivamente ho avuto la fortuna di indossare più volte la maglia della Nazionale. È sempre una grande emozione giocare contro altri paesi, altre filosofie di gioco e altre culture. Inoltre grazie a queste partite ho potuto vedere tanti paesi come Scozia, Galles, Italia, Repubblica Ceca, Belgio e Malta. Sono sempre delle esperienze calcistiche e di vita arricchenti. Devo dire che sono stati momenti bellissimi che ricorderò per tutta la vita.

Quali sono i tuoi obiettivi?
Lavoro ogni giorno, sul campo e nella vita, per migliorarmi costantemente sia calcisticamente che come persona.

Qual è il tuo idolo e la tua squadra del cuore?
Il mio idolo è Buffon, un portiere di grande costanza, personalità e ambizione, basti pensare che sono vent’anni che si esprime ad altissimi livelli. Mentre la mia squadra del cuore è l’Inter. Mi sono legato indissolubilmente ai colori nerazzurri con la vittoria in Champions League del 2010 contro il Bayern Monaco.

Faresti di tutto per diventare un calciatore professionista?
Sì, assolutamente. Per diventare un calciatore professionista farei di tutto e mi sto impegnando in questa direzione.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Fra 10 anni mi vedo ancora su un campo da calcio. A giocare e fare quello che più amo.

Se tu non dovessi farcela con il calcio cosa vorresti fare nella vita?
Mi piacerebbe lavorare all’aria aperta. Avere un impiego che implichi l’utilizzo della mente e che mi piaccia. Non voglio un lavoro triste in cui aspetto tutta la settimana il weekend per staccare.

Facciamo un passo indietro, quali sono le tue caratteristiche?
Non è facile tracciare il proprio identikit. Sono un giocatore non dotato di grande fisicità, ma con una una discreta tecnica e una buona esplosività fra i pali. Credo che quest’ultima sia una delle mie qualità più importanti.

Come sei fuori dal campo da calcio?
Sono un ragazzo molto tranquillo, nei momenti liberi mi piace stare con gli amici all’aria aperta.