Qualche giorno fa France Football ha comunicato che nel 2020 il Pallone d’Oro non verrà assegnato a causa della pandemia legata al coronavirus. La notizia, come sempre, ha spaccato in due l’opinione pubblica, tra favorevoli e contrari. C’è inoltre chi, come il Barcellona, non ha saputo resistere, gettando per l’ennesima volta benzina sul fuoco sull’eterno dualismo tra Messi e Ronaldo. Sul profilo Twitter della società blaugrana è apparso un post in risposta a France Football: una foto della Pulce con i suoi sei Palloni d’Oro e la scritta “Tanto lo sappiamo chi è il migliore”.

Peccato per l’annullamento, perché l’assegnazione 2020 sarebbe potuta essere anche molto intrigante. Dopo i tanti anni di duopolio tra il fenomeno argentino e quello portoghese, fatta eccezione per il 2018, quest’anno sarebbero potuti essere davvero molti i pretendenti. Oltre ai due noti, che di riffa o di raffa, alla fine ci sono sempre, potremmo già citare senza dubbio il duo madrileno composto da Benzema e Sergio Ramos, il polacco Lewandowski e mezzo Liverpool. La Champions avrebbe poi potuto regalare qualche altro candidato, come il giovane virgulto Mbappé se il PSG dovesse trionfare, o De Bruyne se si caricasse sulle spalle mezza Manchester e consegnasse tra le mani di Guardiola il trofeo. Tra i meno blasonati, occhio all’Atalanta, che se dovesse smentire la profezia di Domenech, potrebbe davvero sognare la finale e avrebbe potuto ambire almeno a un rappresentante sulla lista (Gomez, Muriel, Zapata o Ilicic).

Così non sarà, perché il prossimo inverno non assisteremo a nessuna serata di gala a Zurigo. Ma quest’anno potrebbe essere un’indicazione di quello che sarà il futuro a medio termine. Il divario tra Messi-Ronaldo e gli altri è stato praticamente annullato e si potrebbe tornare alla situazione precedente all’era dei due super campioni, quando c’era un’alternanza annuale nell’assegnazione e i pretendenti erano molti.

E quale occasione migliore allora se non per fare un salto indietro nel tempo e andare a spulciare tra le assegnazioni del passato per scovare qualche curiosità. Tra vittorie risicate e ampie, dal 1956 ad oggi sono molte le cose che si potrebbero dire.
Partiamo proprio alla prima edizione, vinta dall’inglese Matthews. Di lui abbiamo già scritto e detto molto, come potete vedere a questo link. Vale la pena ricordare che è tuttora il più anziano ad aver vinto il trofeo, portato a casa a 41 anni e 11 mesi. Quella del ’56 fu un’edizione molto combattuta, con il britannico a spuntarla di tre voti su Di Stefano e 14 su Kopa. Fino al 1961, poi, le assegnazioni furono tutte piuttosto chiare, con scarti non così ridotti. Dopo la delusione per il secondo posto del 1956, la Saeta Rubia si prese il trofeo l’anno successivo, raddoppiando nel ’59. Lo stesso Kopa vinse invece nel 1958 e nel 1960 fu la volta di Suarez. Come detto, tutti successi piuttosto netti.

I numeri tornano a farsi vicini l’anno sucessivo: Sivori si impone con 46 preferenze, 6 in più di Suarez, che sfiora il secondo titolo consecutivo. Una menzione particolare va fatta naturalmente al 1963, con la vittoria del primo e unico portiere: Yashin. Tre anni più tardi è lotta serratissima tra Charlton ed Eusebio. A spuntarla per un solo voto (81 a 80) fu il primo, che nello stesso anno vinse anche la Coppa del Mondo. In un’altra sola occasione è successo che tra il primo e il secondo classificato ci sia stato un solo punto: nel 1996, l’anno delle polemiche. Per gli juventini quel Pallone d’Oro spettava di diritto a Del Piero, che invece arrivò quarto, come nel 1995. A vincere fu Sammer, che negò il trofeo al 19enne Ronaldo.

 

Per quel che concerne le vittorie con distacchi ampi o abissali non nel recentissimo passato, vanno citati sicuramente il trionfo del 1957 di Di Stefano (72 voti contro i 19 di Wright), quello del 1975 di Blokhin (122 voti contro i 44 di Beckenbauer), quello del 1980 di Rummenigge ( 122 voti contro i 34 di Schuster), quello del 1991 di Papin (141 voti contro i 42 di Matthäus). Senza rivali il Luis Nazario da Lima versione 1997: il Fenomeno si impose con 224 voti, precedendo Mijatovic, fermo a 68 preferenze.

Raramente la stessa squadra è riuscita a occupare l’intero podio. È successo due volte al Milan, con Van Basten che nel 1988 ha preceduto Gullit e Rijkaard e nel 1989 lo stesso Cigno ha battuto i compagni Baresi e Rijkaard. La stessa impresa è riuscita anche al Barcellona, che nel 2010 ha piazzato Messi, Iniesta e Xavi nei primi tre posti. Quell’edizione è probabilmente la più contestata della storia, per lo meno recente, del Pallone d’Oro. Nell’anno della cavalcata dell’Inter verso il triplete, nessun nerazzurro venne preso in considerazione per il successo finale, malgrado quell’anno Sneijder arrivò anche in finale del Mondiale, vincendo la classifica marcatori del torneo assieme a Müller, Villa e Forlan. Ancor più clamore fece l’esclusione dalle nomination di Milito, eroe nella notte di Madrid con la doppietta decisiva che diede la Coppa dalla grandi orecchie all’Inter.

L’ultimo fatto curioso che riportiamo riguarda l’Olanda. Un paese con grandissima tradizione e campioni del calibro di Cruijff, Van Basten e Gullit, capaci di conquistare assieme sette Palloni d’Oro. Ebbene, con il secondo posto del 2019 di Van Dijk, gli olandesi hanno interrotto una maledizione che durava dal 1993, quando Bergkamp finì secondo alle spalle di Baggio. Da allora nessun tulipano è più riuscito a salire sul podio… e pensare che qualche calciatore buono l’hanno sfornato anche negli ultimi 30 anni. Oltre al già discusso numero 10 nerazzurro, citiamo Robben, Seedorf, Van Persie, Van Nistelrooy, Kluivert, Overmars, Van der Saar.

Il 2020 sarebbe forse potuto anche essere l’anno del forte centrale del Liverpool, che avrebbe riportato il trofeo in Olanda dopo 28 anni, ma mai lo sapremo, perché gli organizzatori hanno preferito annullare il tutto per “preservare e proteggere la credibilità e la legittimità di un premio così importante”.

E ci scuserà France Football se alla parola “credibilità”, a noi, scappa un sorrisetto.