Autore: Fabio Dotti

Verranno a chiederti del nostro amore

“Se anche la Sampdoria dovesse vincerequesto benedetto scudetto, sarebbe il decimoche arriva nella città di Genova.Ora, noi ne abbiamo portati nove…e che ne portino uno anche loro!”(Luigi Ferraris. Genova. 1991) 5 gennaio 1947. Al cospetto del Genoa arriva la squadra più forte d’Italia, il Torino di Mazzola e Gabetto. Sugli spalti un figêu di 7 anni assapora per la prima volta le emozioni che sa regalare uno stadio. È lì con il papà e il fratello maggiore, granata sfegatati. Mancano pochi minuti al termine e gli ospiti sono avanti per 3-0. La partita sembra non avere altro da dire....

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L’adulto che giocava tra i bambini

Sarebbero davvero tante le partite memorabili da ricordare di lui, alcune famose, altre indimenticabili. Per parlare del numero 21 che ho scelto però voglio parlarvi di una partita apparentemente come tante, quasi anonima: Juventus – Bologna, 21 settembre 2011, risultato finale: 1-1. Il numero 21 è naturalmente lui, Andrea Pirlo, il Maestro. Come dicevo, non è una partita che molti ricorderanno. Era la prima Juve di Conte, quella degli “invincibili”, si era a inizio campionato e ancora nessuna sapeva dove poteva arrivare quella squadra. Pirlo lo conoscevo, certo, lo invidiavo agli amici milanisti negli anni precedenti. Di lui mi...

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Il Lugano di domani

Abbiamo approfittato dei dati pubblicati dalla SFL sull’affluenza negli stadi svizzeri per parlare un po’ del “Pianeta Lugano” con Luca Pedroni, responsabile del marketing del club. Non ci sono grosse novità per quel che concerne il pubblico: il trend negativo degli ultimi anni è stato confermato anche al giro di boa. La media a Cornaredo è di 3’181 persone a incontro, circa 600 in meno della passata stagione e 900 rispetto al 2016-2017. Ma come detto, a Lugano è in corso un processo di crescita non indifferente, forse una prima a livello ticinese per quel che concerne il mondo...

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No, non è Cruijff

E invece sì, è ovviamente lui. Chi mi conosce sa quanto veneri e ami calcisticamente parlando Johan Cruijff. Più di una volta mi è stato detto: “Non trovo il tuo articolo su di lui”. Semplice, non c’è. Non c’è perché, come disse De André del suo Genoa, “sono troppo coinvolto”, non riesco a scrivere, sarei inadatto. Ci provo allora in queste poche righe dell’Avvento a rendere un pochino omaggio a quello che per me è il calciatore più geniale della storia. Non c’è discussione, il 14 è lui. Poi vengono tutti gli altri. Attorno a questo numero si è creata quasi un’aurea...

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Una fascia inusuale anche per uno come lui

“Che meravigliosa partita, ascoltatori italiani”, così Nando Martellini commentò il definitivo 4-3 di Rivera. L’avete già capito, è la “Partita del secolo”, è Italia – Germania Ovest, è la semifinale del Mondiale 1970. 4 come le reti degli Azzurri? No. 4 come il numero di maglia di sua maestà Franz Anton Beckenbauer, uno degli eroi di quella partita incredibile, ricca di colpi di scena e caratterizzata dalle consuete polemiche che nascono quando a sfidarsi sono quelle due super potenze calcistiche europee. Il Keiser si lussò una spalla durante il match, ma non lasciò i suoi compagni da soli (complice il...

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