Autore: Fabio Dotti

Blazevic, tra oroscopi e vini

“Andavo da un club all’altro e cercavo di convincerli dicendo di essere bravissimo, che se ne sarebbero accorti presto se mi avessero preso, ma nessuno mi voleva. Poi ho capito che non bisogna mai farsi avanti: devono essere gli altri a venire da te”.  Semplice, preciso e cristallino, ma soprattutto firmato Mirosalv Blazevic, l’allenatore degli allenatori. Personaggio estroverso, sfacciato e fuori dagli schemi, “Ciro” nasce a Travnik, in Bosnia, il 10 febbraio del 1935. Calcisticamente è un semplice comprimario, le luci della ribalta non sono puntate certamente su di lui. Meglio, molto meglio, in panchina. La sua prima avventura...

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L’ultimo ruggito di Bolt: nuovo record sui 100 metri!

Londra 2017 – Gli atleti sono già tutti in posizione, lo stadio olimpico di Londra sembra il luogo del raduno nazionale dei sordomuti, da quanto è silenzioso. L’attesa è tutta per lui, l’uomo che scatterà dalla corsia tre: Usain Bolt. Il giamaicano è alla caccia dell’ultima impresa, dell’ultima apnea prima di prendersi per l’ennesima volta le prime pagine dei quotidiani. L’aveva annunciato qualche mese prima: “Dopo i Mondiali mi ritiro, so quando dire basta”. Vuole salutare tutti come si era presentato, vincendo. Stravincendo. Pochi istanti allo sparo, giusto il tempo di dare un’occhiata a destra e una a sinistra....

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Allenare la mente

A chi gli domandava il segreto dei suoi capolavori, Michelangelo rispondeva che l’opera d’arte fosse già all’interno del marmo stesso e che lui non faceva altro che scalpellare per farla emergere. Stefano Tavoletti non è uno scultore, o per lo meno non nella sua accezione più comune. È un allenatore della mente, un mental coach.Mental coach. Una figura che è diventata sempre più centrale nel mondo del calcio. Eppure c’è ancora molta confusione attorno a questa professione. Spesso si pensa che un mental coach sia semplicemente un motivatore, una persona che sprona un atleta prima della competizione a dare...

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Verranno a chiederti del nostro amore

“Se anche la Sampdoria dovesse vincerequesto benedetto scudetto, sarebbe il decimoche arriva nella città di Genova.Ora, noi ne abbiamo portati nove…e che ne portino uno anche loro!”(Luigi Ferraris. Genova. 1991) 5 gennaio 1947. Al cospetto del Genoa arriva la squadra più forte d’Italia, il Torino di Mazzola e Gabetto. Sugli spalti un figêu di 7 anni assapora per la prima volta le emozioni che sa regalare uno stadio. È lì con il papà e il fratello maggiore, granata sfegatati. Mancano pochi minuti al termine e gli ospiti sono avanti per 3-0. La partita sembra non avere altro da dire....

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L’adulto che giocava tra i bambini

Sarebbero davvero tante le partite memorabili da ricordare di lui, alcune famose, altre indimenticabili. Per parlare del numero 21 che ho scelto però voglio parlarvi di una partita apparentemente come tante, quasi anonima: Juventus – Bologna, 21 settembre 2011, risultato finale: 1-1. Il numero 21 è naturalmente lui, Andrea Pirlo, il Maestro. Come dicevo, non è una partita che molti ricorderanno. Era la prima Juve di Conte, quella degli “invincibili”, si era a inizio campionato e ancora nessuna sapeva dove poteva arrivare quella squadra. Pirlo lo conoscevo, certo, lo invidiavo agli amici milanisti negli anni precedenti. Di lui mi...

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L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

Ci si può drogare di cose buone… E una di queste è certamente lo sport~Alessandro Zanardi