Tra la Svizzera e la Russia c’è l’Irlanda del Nord. Stiamo naturalmente parlando di calcio: di Mondiali, di speranze, di sogni. Un sogno, quello dei campionati del mondo del 2018, a cui una delle due selezioni dovrà rinunciare. È la bellezza, la malvagità degli spareggi: una sì, l’altra no, una dentro, l’altra fuori. Svizzera – Irlanda del Nord però non è solo questo. È una contro il suo opposto: bello contro brutto, fantasia contro pragmatica. E non è detto che a vincere sia la favorita: per il contesto, il momento, l’attaccamento. Sì, l’Irlanda del Nord è più forte di ciò che si pensa. E potrebbe fare l’impresa.

In netta crescita – Come buona parte delle compagini del Nord, leggasi Galles e Islanda, eliminate solo in semifinale e ai quarti ai recenti Europei, si tratta di una selezione in forte crescita, che nel recente passato ha imparato ad abbinare i risultati a prestazioni sempre generose. Alcuni esempi? La prima partecipazione ad un Europeo con conseguente prima vittoria (2016) e il record di imbattibilità stabilito nello stesso anno con dodici partite senza sconfitte. Numeri che non devono far paura alla Svizzera, ma che dovrebbero perlomeno metterla in guardia.

Corsa e fisicità – Guidata dal pittoresco Micheal O’Neill, recentemente arrestato nei pressi di Edimburgo per guida in stato di ebbrezza, l’Irlanda del Nord possiede alcune caratteristiche che potrebbero fare del male alla Nati. In primis fisicità e corsa, qualità che – fatta eccezione per pochi elementi – non sorridono agli uomini di Petkovic, architetto di una squadra che tende a piacere e piacersi palla a terra. Ad immagine di diversi giocatori chiave, come Mehmedi, Shaqiri e Rodriguez tanto per citarne alcuni, che saranno chiamati a correre e rincorrere, ad essere per una volta più brutti che belli. Insomma, la chiave per vincere risiederà nello spirito di sacrificio: l’esuberanza nord-irlandese obbligherà la Nati ad un’ulteriore salto di qualità sotto questo punto di vista. Altrimenti sarà dura, durissima.

Il fattore Behrami – Non giriamoci attorno: quelle di Belfast e Basilea saranno, calcisticamente parlando, due battaglie. Chi si tira indietro perde e, guardando la sfida da questa prospettiva, la selezione che ha maggiormente da rimetterci è quella Svizzera. C’è un però: di nome fa Valon Behrami. Nelle cinque partite con il ticinese, la Nazionale ha subito solo due gol, entrambi nella sfida vinta in trasferta contro l’Ungheria nella seconda giornata. Senza Valon, invece, ha incassato addirittura un gol a partita di media. Coincidenze? Difficile dire, ma l’equilibrio garantito dalla presenza del giocatore dell’Udinese è sotto gli occhi di tutti. Vladimir Petkovic si aggrappa anche ad un suo ritorno lampo per riuscire a tirare fuori il meglio da tutti. Intanto però mancherà a Belfast, si spera non a Basilea.

Jonny Evans e Gareth McAuley – L’Irlanda del Nord è squadra rognosa e organizzata, che fa affidamento soprattutto sulla sua coppia di centrali, formata dall’ex Manchester United Jonny Evans e dal veterano Gareth McAuley. I due, assieme al centrocampista del Southampton Steven Davies e alla punta dei Queens Park Rangers Conor Washington, sono gli uomini chiave nello scacchiere di Micheal O’Neill. Sbagliano loro, la piramide cade. Il problema? Difficilmente succede, praticamente mai. A testimoniarlo sono i sette clean sheet del portiere Michael McGovern, altro elemento di spessore, nelle dieci partite di qualificazione. Troppa l’esperienza e l’intesa acquisita dai centrali, compagni di squadra e fianco a fianco pure nella difesa a tre del West Bromwich in Premier League. Anzi, spesso e volentieri riescono a finire sul tabellino. Il motivo? Altezza e peso da far valere nell’area avversaria. Già, anche lì la Svizzera dovrà fare molta attenzione. E i saltatori, nella selezione di Petkovic, non sono molti…

La Green and White Army

Belfast vs Basilea – “Un fattore decisivo sarà sicuramente il fatto di non concedere reti a Belfast, dove negli ultimi quattro anni abbiamo perso solo una volta”, ha detto il commissario tecnico dell’Irlanda del Nord appena dopo il sorteggio. Ed è vero. Di fronte alla Green and White Army (così vengono chiamati i tifosi nord-irlandesi) i suoi uomini hanno sfoggiato quasi esclusivamente sorrisi, uscendo sconfitti dal girone di qualificazione unicamente dall’inarrivabile Germania. Altrettanto, anzi, meglio, ha fatto la Svizzera in casa propria. Importante sarà dunque uscire dalla gara d’andata con un risultato che sia almeno a specchio. Perché poi, superare più volte quei colossi di Jonny Evans e Gareth McAuley, non sarà impresa semplice, nemmeno con la spinta dei 38’000 del San Giacomo.

Diffide e sostituti – Già senza Valon Behrami e Johann Djourou, la Svizzera potrebbe ritrovarsi di fronte ad un’ulteriore (grave) complicazione dopo la gara di Belfast. Sì perché Ricardo Rodriguez – oltre a Admir Mehmedi, Blerim Dzemaili, Micheal Lang, Remo Freuler e Denis Zakaria – è diffidato e in caso di ammonizione salterà la sfida di ritorno. Il problema? Francois Moubandje, suo naturale sostituto, si è recentemente infortunato ad una caviglia con il Tolosa e non è stato nemmeno convocato. Altri terzini sinistri, affidabili e con una certa esperienza alle spalle non ce ne sono. E infatti Vladimir Petkovic non ha chiamato nessuno. Fai il bravo Ricardo.

Probabili formazioni
Irlanda del Nord (4-3-3): McGovern; McLaughlin, McAuley, Evans, Brunt; Norwood, Evans, Davies; Dallas, Washington, Magennis.
Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Akanji, Schär, Rodriguez; Freuler, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili, Zuber; Seferovic.

11 vs 11 – Corner (4-3-3): Sommer; Lichtsteiner, McAuley, Evans, Rodriguez; Behrami, Xhaka, Davies; Shaqiri, Seferovic/Washington, Zuber