Storia

Tifare per l’Islanda è diventata una tendenza dopo gli Europei del 2016. E come biasimare chi si è innamorato dei geyser boys? Alla prima partecipazione assoluta, la nazionale della piccola isola scandinava (334mila abitanti, più o meno gli stessi di Bari) ottenne un’incredibile qualificazione ai quarti di finale dopo aver sconfitto l’Inghilterra. Eliminata dalla Francia, poi finalista, la nazionale di capitan Gunnarsson guadagnò l’affetto e il tifo di mezza Europa. Dopo l’impresa, però, l’allora Ct Lagerback terminò il suo incarico e la nuova guida tecnica fu affidata al suo vice: il dentista Hallgrimsson. Ci si aspettava una fisiologica ricaduta, dopo una campagna europea tanto inaspettata quanto entusiasmante. E invece fra pochi giorni l’Islanda esordirà ai Mondiali, divenendo la prima nazionale con meno di 1 milione di abitanti a parteciparvi.

 

La stella

La rosa di giocatori a disposizione del tecnico Hallgrimsson può vantare diversi punti di forza: dalla rocciosa difesa, ad un centrocampo fisico che può contare diversi interpreti, a partire da capitan Gunnarsson, fino al redivivo Halfredsson. E, nonostante l’attacco non sia sicuramente il reparto più ricco, non è da sottovalutare  il feeling con il gol ritrovato da Alfred Finnbogason, durante un’ottima stagione all’Augsburg in Bundesliga.

Tuttavia la vera punta di diamante de “I nostri ragazzi”(traduzione dello spigoloso soprannome Strákarnir okkar) rimane Gilfyi Sigurdsson, trequartista dal piede raffinatissimo, che solo un anno fa si è trasferito all’Everton in Premier League. La prima stagione coi Toffees non è sicuramente stata all’altezza delle aspettative, ma Sigurdsson ,con 19 gol all’attivo in nazionale, punta al record del mitologico Eidur Gudjohnsen, per entrare  definitivamente nella storia del suo paese. E chissà che qualche gol non arrivi proprio in Russia.

 

Il girone D e i bookmakers

L’Islanda è stata inserita nel girone più entusiasmante e complicato del Mondiale. Gunnarson&co dovranno infatti vedersela con Nigeria, Croazia e Argentina. Poteva andare meglio all’esordio, ma dopo la campagna europea di due anni fa, non possiamo porre limiti a questa nazionale, che comunque compirebbe un’impresa se dovesse superare la fase a gironi. La vittoria finale, data a 201, appare decisamente una missione impossibile, ma indichiamo l’Islanda come la possibile sopresa del girone D. Chissà che il rumore dei geyser non possa disturbare le melodie di Jorge Sampaoli…