Quando nel 1898 il campionato italiano di calcio vide la luce, frutto di un ambizioso progetto della neonata FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), le aspirazioni generali degli addetti ai lavoro erano imponenti. Seppur la volontà di formare concretamente un torneo a cadenza annuale in una Penisola fresca di unificazione fosse da molti definita una totale utopia, Mario Vicarj – primo Presidente della Federazione – diede vita a una competizione che, ancora oggi, è più che mai radicata nella quotidianità dei cittadini. Molti i campioni che in più di un secolo di Serie A hanno indossato maglie di club italiani: fin dalla memorabile epoca di Facchetti, passando per il magico periodo firmato Van Basten, per arrivare agli anni di Zinédine Zidane e, più recentemente, del lusitano Cristiano Ronaldo.

Di acqua sotto i ponti da quel giorno di fine Ottocento ne è dunque passata molta e pochi giorni fa, agli albori del nuovo decennio, il quarantaduenne Gianluigi Buffon è diventato il calciatore con più presenze nel massimo campionato italiano. Con la partita numero 648 in A, Gigi ha superato ufficialmente Paolo Maldini, un altro mostro sacro del calcio tricolore, ritiratosi nel 2009 dopo il suo 647° match. Venticinque fin’ora le valorose stagioni trascorse da Buffon in Serie A, tutte consecutive se non contiamo l’annata parigina giocata tra i pali del Paris Saint Germain, nella stagione 2018-2019. Fu Nevio Scala, nel 1995, che lo fece debuttare tra i big con la maglia del suo Parma. L’allenatore veneto, rimasto incantato vedendo un giovane portiere con un così spiccato senso della posizione nelle giovanili del club, ha un’ulteriore conferma dell’eccezionalità del ragazzo quando, nella sua prima partita da titolare, risulta essere uno dei migliori in campo lasciando inviolata la porta emiliana nello 0-0 casalingo contro il Milan di Baggio e Weah.

Un giovane Buffon con la casacca del Parma


Un inizio memorabile di una carriera strabiliante, ricca di soddisfazioni e trionfi, ma anche di alcune controversie.
Dopo l’esordio, il portiere conquista nel giro di poco un posto da titolare e, apostrofato eroicamente come “Superman” dalla tifoseria Ducale, mette in bacheca i primi trofei: una Coppa Italia e una Supercoppa nazionale, oltre che all’epica Coppa UEFA vinta sotto la guida dell’inimitabile Alberto Malesani. Nel luglio 2001 Gigi passa alla Juventus per l’esorbitante cifra di 75 miliardi di lire, una somma fino ad allora mai spesa per un estremo difensore. Nei primi cinque anni a Torino un perseverante Buffon impreziosisce il proprio palmarès aggiudicandosi i suoi primi tre Scudetti e altre due Supercoppe, diventando per molti il miglior portiere in attività.

Lo scandalo Calciopoli, nell’estate 2006, scuote l’opinione pubblica di tutto il mondo. Con la fitta indagine in corso da parte dei magistrati e gli occhi della stampa internazionale puntati addosso, la Nazionale italiana – con Gigi titolarissimo in porta – parte per il ritiro dei Mondiali in Germania. Un gruppo, quello Azzurro, che nonostante tutto crede di poter dire la propria nella competizione, nonostante definito simbolo di uno Stato corrotto e ormai sportivamente alla frutta. Franz Beckenbauer, poco prima dell’inizio del torneo dichiara sicuro “L’Italia pagherà in campo lo scandalo calcio. Consideravo l’Italia tra le grandi favorite per il titolo. Ma il caos scoppiato danneggerà la squadra azzurra. I calciatori avranno la testa altrove.

Buffon e compagni debuttano nel Mondiale il 12 giugno 2006 contro gli africani del Ghana, in una partita dominata e vinta per due reti a zero. Seguirà alla vittoria un cammino eroico e inatteso da tutti che raggiunge l’apice il 9 luglio seguente, quando, dopo un incontro infinito giunto ai calci di rigore, la Nazionale francese soccombe alla rabbiosa carica degli Azzurri. La risolutezza e la crescente fiducia in sé stesso del portiere italiano saranno imprescindibili per il mister Marcello Lippi, condottiero di un’impresa che viene ricordata con entusiasmo ancora oggi.
Conclusa l’illustre manifestazione, il Tribunale Sportivo condanna con una severa sentenza la Juventus alla retrocessione in Serie B, revocandogli inoltre l’ultimo Scudetto vinto.

L’epica parata su Zidane durante la finale dei Mondiali 2006


Gigi non abbandona la sua amata Juve neppure in una situazione così difficile e, dopo un solo anno nella serie cadetta, torna ad essere un superbo punto di riferimento nel “calcio che conta“. La società piemontese rinasce come una fenice dalle proprie ceneri, trascorrendo alcuni anni di transizione prima di confermarsi come un avversario da battere sia in Italia che nelle manifestazioni internazionali. Ritagliatosi sempre più posto nelle gerarchie bianconere, Buffon mette in bacheca dal 2011 in poi ben sette campionati di Serie A, quattro Coppe Italia e tre Supercoppe nazionali, conseguendo nella stagione 2015-2016 il record di imbattibilità in Italia (974 minuti). Anche la succitata stagione nel PSG arricchisce la sala trofei di Gigi, che in terra transalpina si aggiudica una Ligue 1 e una Supercoppa francese.

Tornato alla Juventus all’inizio dell’attuale stagione calcistica e divenuto, come detto, il giocatore con più partecipazioni di sempre nel campionato italiano, Gianluigi Buffon ha rinnovato alcune settimane fa il proprio contratto fino al termine della stagione 2020-2021, rimandando un addio al professionismo che purtroppo, per forza di cose, non dev’essere troppo lontano. Certo è che Gigi verrà ricordato negli annali sportivi come un eterno ragazzino: innamorato pazzo, come il primo giorno, di quella porta da difendere con le unghie e con i denti, fino al triplice fischio finale.

“Con queste mani, le mie mani, ho combattuto e sono diventato grande. Ho vinto e perso. Ho superato limiti e sfidato l’impossibile. Ho parato palloni e paure.”

Gianluigi Buffon