La montagna

Il Cervino (Matterhorn), con i suoi 4478 metri e la sua peculiare forma piramidale, è conosciuto in tutto il mondo ed è uno dei pendii più interessanti e belli delle Alpi. Ai suoi piedi si trovano due località turistiche molte note: Zermatt sul versante svizzero, e Breuil-Cervinia su quello italiano.

Mentre Svizzera e Italia possono vantarsi di possedere una delle montagne più belle d’Europa, anche il continente africano potrebbe reclamare un po’ di merito. Infatti, studi geologici hanno rivelato che parte della roccia che costituisce la montagna proviene dallo scontro tra la placca tettonica africana e quella europea, avvenuto milioni di anni fa.

In tempi più recenti invece, il 14 luglio del 1865, esattamente 155 anni fa, l’inglese Edward Whymper conquistò per la prima volta la vetta insieme ad altri sei alpinisti.

La conquista

La sommità del Cervino era considerata irraggiungibile e avvolta dal mistero. Diversi alpinisti, tra cui Edward Whymper e l’italiano Jean-Antoine Carrel, avevano già effettuato svariati tentativi dal versante italiano, non riuscendo però a conquistarne la vetta. I due avevano un patto: espugnare insieme e per primi la Gran Becca (così chiamata in Val D’Aosta).

La prima ascesa avrebbe infatti dato fama ad uno dei due versanti della montagna. La rivalità tra Breuil e Zermatt sarebbe diventata ancora più aspra. L’italiano Carrel sperava di poter riuscire nell’impresa dal lato italiano per rendere onore alla sua patria. Ma qualcosa in quel luglio 1865 cambiò le carte in tavola.

Whymper venne a sapere che Carrel stava effettuando l’ennesima salita dal versante italiano, nonostante l’inglese, dopo uno studio approfondito delle creste, avesse provato a convincerlo a fare un tentativo partendo dal versante svizzero. Whymper decise così di provare l’ascesa da Zermatt insieme a Charles Hudson, Lord Francis Douglas, Robert Hadow, la guida alpina francese Michel Croz e le due guide alpine di Zermatt, padre e figlio Taugwalder.

La spedizione da Zermatt fu un trionfo. I sette alpinisti arrivarono in vetta il 14 luglio, ben prima del gruppo di Carrel. La giornata fu storica ma sfortunata. Un passo falso, la corda si spezzò e parte della cordata precipitò nel vuoto. Quattro dei sette alpinisti arrivati sulla cima persero la vita durante la discesa. Una disgrazia dalla quale si salvarono solo l’inglese Whymper e le due guide alpine svizzere Taugwalder. La notizia di questa tragedia si diffuse molto velocemente, e con essa Zermatt conquistò grande notorietà. Per onor di cronaca, tre giorni dopo la prima ascesa, anche Carrel e i suoi compagni conquistarono la vetta.

Zermatt, ad oggi, rimane raggiungibile solamente con i mezzi pubblici. Questo villaggio alpino, quasi completamente senza auto, attira ogni anno migliaia di turisti da ogni parte del mondo, intenzionati a praticare alpinismo e arrampicata o semplicemente a godersi il magnifico panorama.

Il simbolo

Non sono mancati i libri e i film che hanno descritto questa impresa.
Sei anni dopo l’ascesa, Edward Whymper, scrive un libro descrivendo e illustrando i diversi picchi scalati e la sua avventura tra le Alpi (Scrambles amongst the alps). Nel 1928, il film muto Der Kampf ums Matterhorn con protagonista l’attore Luis Trenker ne descrive la conquista. Dieci anni dopo, lo stesso Luis Trenker, decidere di proporre due nuove versioni del film La grande conquista, una tedesca e una inglese (Der Berg ruft  e The challenge), quale regista ed attore.

Negli anni, alcune aziende svizzere di cioccolato e birra hanno approfittato della notorietà della montagna per farsi pubblicità. In sostanza, il Cervino offre da ormai più di 150 anni un ottimo biglietto da visita per la Svizzera.