Dietro? Magari al suo fianco.
Donne, mamme, mogli e campionesse sotto lo stesso tetto di sportivi famosi.

In questo mese di novembre che ha visto le WTA and ATP Finals incoronare i tennisti più forti del momento, vogliamo dare spazio a due mamme illustri, ex tenniste, diventate famose ben prima di incontrare l’amore della loro vita in due sportivi altrettanti famosi.

Ana Ivanović

La tennista serba nasce a Belgrado nel novembre del 1987. A soli 5 anni, seguendo Monica Seles in televisione, comincia ad appassionarsi allo sport che la renderà numero uno al mondo nel 2008, a ridosso dei suoi 21 anni.

Fin da piccola Ana mostra tenacia e dedizione per l’allenamento, tanto che a soli 14 anni si trasferisce in Svizzera con la madre, per seguire allenatore e manager e per poter usufruire di infrastrutture più adeguate al suo talento.

Ana Ivanovic
Ana Ivanovic

Gli inizi:

Il debutto da professionista avviene nel 2003, ma è nell’anno successivo che il mondo del tennis si accorge della stella che stava nascendo. Nel 2004 infatti raggiunge la finale del torneo juniores di Wimbledon, uscendone però sconfitta. Nello stesso anno, agli Zurich Open, debutta tra le grandi e si inchina in due set (7-6, 7-6) a una più esperta Venus Williams. Questa sconfitta, seppur dolorosa, dà una svolta definitiva alla carriera della giovane serba, che conquistando fiducia in sé stessa raggiunge a soli 17 anni la Top100. Solamente un anno più tardi, Ana Ivanovic si issa tra le migliori 20 del circuito. 

L’incognita delle emozioni:

Motivazione e fiducia nelle proprie possibilità vanno spesso a braccetto con forti emozioni. Per sua stessa ammissione, Ana si definisce estremamente competitiva ed emotiva: talvolta in bilico tra essere grintosa e perdere i nervi. Ha sempre dichiarato di avere una grande ammirazione per Federer, Nadal e per il suo amico d’infanzia Djokovic, che con la loro esperienza riescono a controllare maggiormente le emozioni. Inoltre, la Ivanovic non nega che, dopo alcune sconfitte difficili da digerire, si è spesso rifugiata in un pianto liberatorio nello spogliatoio. Solo dopo anni di esperienza, la serba ha capito che l’avversario era una variabile indipendente dal suo volere.

Il successo:

Un inizio carriera fulmineo. Solamente tre stagioni per issarsi tra le dieci migliori tenniste del mondo. L’apice della carriera lo raggiunge nel 2008, decisamente il suo miglior anno in assoluto, quando conquista il Grande Slam sulla terra di Parigi. La vittoria al Roland Garros le consente di raggiungere a soli vent’anni, il primo posto della classifica WTA.

Alti e Bassi:

Vittorie importanti e tante attenzioni per una ragazza ancora giovanissima. Forse troppe emozioni, il peso del successo e alcuni infortuni l’hanno portata a un periodo non troppo felice, nel quale in due anni è passata da numero 1 a oltre la 60esima posizione in classifica. Solo nel 2014 Ana Ivanovic è riuscita a ritornare ai suoi massimi livelli, issandosi di nuovo nella Top10. Nello stesso anno, la serba comincia una relazione con l’ex calciatore tedesco, suo attuale marito, Bastian Schweinsteiger.

Alla fine del 2016, Ana annuncia il ritiro dalle competizioni, con la motivazione di non poter più garantire prestazioni competitive e all’altezza delle sue capacità.

Il dopo professionismo:

La vita dopo il tennis per Ana Ivanovic ha come centro d’attenzione la famiglia. Il matrimonio con Schweinsteiger nel 2016 e l’arrivo dei due figli, Luka nel 2017 e Stefan quest’anno, l’hanno portata in una nuova dimensione quale mamma e moglie. Il suo attaccamento alla famiglia, che da ragazzina ha fatto grandi sacrifici per permetterle di inseguire la sua grande passione, la porta ad un ritiro sereno, durante il quale può dedicarsi ai suoi affetti.
Al mondo del tennis manca il sorriso di Ana, ma le apparizioni pubbliche non mancano. La Ivanovic è infatti ambasciatrice UNICEF per la Serbia e mantiene collaborazioni con Adidas, lo sponsor che l’ha accompagnata durante tutta la sua carriera.

Flavia Pennetta

La seconda tennista di cui vogliamo parlare è l’italiana Flavia Pennetta.

L’aneddoto che la lega alla Ivanovic è un episodio risalente al 2009. In quell’anno, le due tenniste si sono ritrovate a ridosso della Top10 con lo stesso numero di punti, ma poiché la WTA non ammette ex-aequo, la tennista italiana ha dovuto pazientare ulteriormente per poter scalzare proprio la Ivanovic dalla decima posizione ed entrare per la prima volta in carriera nell’ambita top ten mondiale.

L’italiana vanta una carriera di tutto rispetto, un carattere da peperino e una vita da mamma tutta da scoprire.

Il tennis:

L’ormai ex-tennista Flavia Pennetta nasce in Puglia nel 1982.
Anche la sua carriera comincia da giovanissima. Si appassiona al tennis facendo il tifo per sua sorella, sei anni maggiore di lei, sulla quale erano riposte le speranze della famiglia.  Flavia ricorda che ammirava sua sorella tanto da trattarla come una dea, e da voler proprio essere lei e fare le cose che faceva lei, come giocare a tennis. Solamente in seguito il questo sport è diventata la vera passione.
Nel 2009 diventa la prima italiana ad entrare nella Top10 in singolare. Due anni dopo, nel febbraio 2011, conquista il primo posto nella classifica di doppio.
La sua prima e unica finale di un grande Slam, arriva nel 2015 agli US Open. Flavia esce vittoriosa dalla finale tutta italiana contro la sua amica d’infanzia Roberta Vinci. Immediatamente dopo la partita, la Pennetta annuncia il ritiro dal mondo agonistico dopo 15 anni di carriera. Un ritiro, come lo definisce lei: senza rimpianti. Sempre convinta che il tennis le abbia dato più di quello che potesse aspettarsi.

Il libro “Dritto al cuore”: 

Nel 2011 esce il suo libro “Dritto al cuore”, nel quale l’italiana si racconta a cuore aperto al suo pubblico, descrivendo la sua vita da tennista, giramondo e quale ragazza diventata donna. Un misto tra gioie e dolori, vittorie e sconfitte, amori e tradimenti.  
Flavia descrive il suo percorso da ragazza a campionessa, passando attraverso emozioni forti e spesso contrastanti: “mi sento brava e viva – peccato non avere nessuno con cui condividere questa gioia” (…) vinco il torneo della mia vita, non ho un amore a cui raccontarlo – Le mie amiche mi telefonano urlando e io piango: commozione o nostalgia? – Non so scegliere tra le due sensazioni, superpotenza e malinconia – terribilmente sola e fragile – sono felice e inquieta (…) semplicemente vuota.”

Infortuni e malattie la tengono lontana dai campi per diverso tempo.
L’italiana contrae il tifo nel 2001, una malattia infettiva che la costringe a tre settimane in ospedale e cinque mesi di stop forzato. Durante questi mesi Flavia medita sulla sua carriera: “È come se scoprissi che il tennis è la mia passione, fino ad ora non ho dato il 100%. Mi sono lasciata portare dagli eventi, non li ho determinati”. Poi l’infortunio al menisco, l’operazione e la ripresa dell’attività agonistica.

Anche l’amore gioca un ruolo importante nella sua crescita.
Flavia s’innamora sempre di tennisti, passando da storie di gioventù, ad amori più importanti, tra cui la relazione con Carlos Moya. Su di lui, la Pennetta dice: “Ci assomigliamo, condividiamo lo stesso amore per la famiglia, la dedizione alle amicizie. La verità è che sto bene con Carlos (…) sto bene all’idea di noi due assieme, della nostra futura famiglia (…) voglio l’abito bianco, due bambini: Matteo e Zoe. Non ho nemmeno 23 anni e smetterei di giocare domani per realizzare questo sogno.” Qualcosa però durante l’estate del 2007 cambia. Moya viene paparazzato con un’altra. Flavia ne esce con il cuore spezzato, delusa ed incredula. Un’altra battuta d’arresto che la rende più forte e più matura.

Oltre al tennis:

Dieci anni dopo la delusione d’amore, la Pennetta si racconta insieme al marito Fabio Fognini, con il quale è sposata dal 2016. Un amore nato un po’ per caso, dopo anni di amicizia – una piacevole sorpresa per entrambi. Flavia ora è una mamma felice, con tanta voglia di dare una sorellina al suo piccolo Federico.

Flavia Pennetta
Flavia Pennetta