“This flower is scorched, this film is on
It’s on a maddening loop, these clothes
These clothes don’t fit us right
I’m to blame
It’s all the same
It’s all the same”

R.E.M. – Country Feedback

Michael Stipe dona voce a questi versi ed i R.E.M. melodia. Malinconica e straziante, parallelamente stanca e sfinita, ma, forse, con un barlume di vaga speranza lasciata intendere a chi ci si vuol aggrappare. Quando, inabissata nel ghiaccio, la Renania si defila per lasciar posto alla Baviera, nel tempo in cui il giallo si tramuta in bianco ed il nero in rosso, quando apparentemente ritorni proprio dove sei partito, ma poi la malinconia. L’affetto si tramuta progressivamente in elegante distacco, i giorni si ripetono e la maglia, quella nuova vecchia maglia, sembra non sia più cucita per te, non ci stai più dentro, non vuoi starci più, te ne sei pentito forse di averla scelta nuovamente, credi di aver sbagliato, ma è la vita. È sempre così. Sei in un loop.

“You come to me with a bone in your hand
You come to me with your hair curled tight
You come to me with positions
You come to me with excuses
Ducked out in a row
You wear me out
You wear me out”

R.E.M. – Country Feedback

Hai chiesto una nuova esperienza e sei stato accontentato. Sei rimasto fermo sulla tua posizione, ne sentivi l’esigenza, volevi di nuovo metterti alla prova. Ti sei scusato ed hai elencato una ad una le motivazioni che ti hanno spinto a voler andar via. Hai chiesto scusa perché sei stato la bussola per i tuoi compagni e loro la luce per te, avete vinto tanto insieme, ma volevi alzare quell’asticella ancora un po’, non ti bastava più, forse. Pensavi di essere stanco.

“We’ve been through fake-a-breakdown
Self-hurt, plastics, collections
Self-help, self-pain
EST, psychics, fuck all
I was central, I had control
I lost my head
I need this, I need this
A paperweight, junk garage
Wedding ring, a honey pot
Crazy, all the lovers have been tagged”

R.E.M. – Country Feedback

Quando sei ritornato nel posto da cui eri partito l’orgoglio la faceva da padrone. Die Mauer: ti chiamavano “il muro” lì ed hanno continuato a chiamarti “il muro” anche qui. Non è stato un vero tradimento, in fondo, è il tuo lavoro. Cuore e ragione. Hai riflettuto intere notti se dar fiducia all’uno o all’altra. Quale delle due perverse parti avrà prevalso? Non lo sai, non sei mai riuscito a capirlo all’inizio. Solo con il tempo hai, probabilmente, metabolizzato che era stata la ragione a riportarti qui. Hai cercato in tutti i modi di convincerti di aver fatto la scelta giusta, anche se il sentimento dicesse altro. Lì eri la bussola, eri il centro, il tuo animo era tinto di giallo e di nero davvero, realmente, ed in quella parentesi sei salito anche sul Tetto del Mondo. Tutto ciò ti serve, ti serve ancora, ne hai bisogno nuovamente. La ragione non può prevalere sul cuore, no.

“A hotline, a wanted ad
It’s crazy what you could’ve had
I need this, I need this”

R.E.M. – Country Feedback

Una sottile linea di equilibrio. Ora stai pensando a tutto ciò che avresti potuto avere, solo se fossi rimasto lì. Sarebbe bastato poco, sarebbe bastato che il cuore fosse prevalso sulla ragione. Tu sai di aver di nuovo bisogno del muro giallo, della passione della Ruhr, delle 24.454 persone che adorano te ed i tuoi compagni. La Südtribüne ti ha amato e lo farà ancora, basta poco. Ti serve tutto ciò, il loro amore è una necessità ed allora vai!

Mats, il Borussia è di nuovo tuo.