Il numero 19 è simbolo di personalità,  di una continua ricerca di originalità e indipendenza e al tempo stesso è un numero che esprime ambivalenza, condizione di dinamicità parallela. Il 19 è quasi l’opposto di sé stesso verrebbe da pensare. Ma in fondo è un bel numero il 19, sì! Perché nella vita bisogna schierarsi, essere determinati e prendere delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ma pur sempre scelte. E della dinamicità che ne resta? Beh, la dinamicità non è altro che la ricerca della sfida, la voglia di cambiare, mettersi e rimettersi in gioco.

Nel panorama calcistico probabilmente c’è qualcuno che indossa il 19 e ne rispecchia in sé stesso, in buona parte, il significato. A vedere il suo passato si potrebbe pensare ad un calciatore d’altri tempi, almeno di una ventina d’anni fa, quando le giovanili dei club italiani formavano i ragazzi che poi sarebbero esplosi nelle cosiddette big, tuttavia, nonostante l’ampio spazio temporale rispetto il ventennio scorso, per lui è andata proprio così. La prima tappa è Viterbo, poi di sfuggita Milano, Treviso, Pisa e infine Bari. In Puglia 38 partite da titolare su altrettante giocate dai galletti biancorossi, ben 3.420 minuti in campo e finalmente la chiamata importante. Torino, sponda bianconera: Juventus. Adesso è facile capire chi sia il nostro numero 19, inutile girarci intorno: Leonardo Bonucci.

Di Leo non si può certo dire che manchi di personalità. Per Leo non esistono vie di mezzo. La vita sul campo per lui è bianca o nera, a dire il vero con una breve parentesi rossonera, ma pur sempre senza mezze misure. Il 19 per lui sembra perfetto, come fosse un numero cucito sulla sua pelle, che abbia plasmato il suo carattere. Diretto, esplicito, forse alcune volte anche un pizzico troppo, Leo si schiera, sempre, bene o male che sia e nel dubbio sulla vostra fede calcistica lo immortaliamo con la maglia Azzurra, quella della Nazionale, quella maglia che una volta indossata copre o dovrebbe coprire ogni singola rivalità sportiva tra club, facendoci schierare tutti dalla stessa parte. Ah, ovviamente, Leo sta con noi!

 

“Non dobbiamo esaltarci per quello che abbiamo fatto, anzi, dobbiamo riflettere per cercare di migliorare le cose meno buone”