La storia

Dilettantismo, semi-professionismo e professionismo: ruota intorno a queste tre parole la storia dei Diables Rouges, la storia della Federazione calcistica belga, la storia, più semplicemente, del Belgio.

L’esperienza internazionale del Belgio, dopo l’esordio ufficiale, datato 1° Maggio 1904, inizia proprio in casa. È il 1920 e ci troviamo nelle Fiandre, Olimpiadi di Anversa per la precisione, e qui il Belgio vince la medaglia d’oro contro l’allora Cecoslovacchia. Vittoria che potrebbe fregiare il Belgio del primo Mondiale, seppur come riconosciuto dalla Fifa: Mondiale per dilettanti, ma non andrà esattamente così, infatti, a differenza dell’Uruguay, in Belgio non si considererà mai questa vittoria alla stregua della conquista di una Coppa del Mondo.

Negli anni successivi le fortune dei Diavoli Rossi saranno molto scarse: quattro partecipazioni ai Mondiali e quattro eliminazioni al primo turno, 1930, 1934, 1938 e 1954, d’altronde erano pur sempre ancora dei “dilettanti”, così la prima svolta, per lo meno sulla carta, si ha al Mondiale del 1970. In Messico il Belgio si presenta da semi-professionista, ma il succo non cambia: ennesima disfatta ai gironi. È tempo di cambiare: subito dopo, la federazione introdurrà il professionismo a pieno titolo.

Spagna 1982: professionismo e tre vittorie su tre al primo girone per il Belgio; cadono rispettivamente Argentina, El Salvador ed Ungheria, peccato solo per la seconda fase a girone; fase che vedrà capitolare la Nazionale belga al cospetto di Polonia ed Unione Sovietica.

Al Mondiale del 1986 si accede, invece, battendo i cugini olandesi e ci si fermerà solo in semifinale, ci si fermerà davanti la doppietta albiceleste di Maradona, chiudendo la competizione al quarto posto.

Gli anni seguenti saranno invece abbastanza negativi per il Belgio, delusioni agli ottavi di finale ad Italia ’90, stesso esito ad USA ’94 ed eliminazione al primo turno in Francia nel 1998, mentre nel 2002 ci si ferma di nuovo agli ottavi, questa volta a sbarrare la strada dei Diavoli Rossi ci penserà il Brasile ed un goal regolare annullato al centrocampista belga Marc Wilmots.

Negli anni a segure: il baratro.

Ma, come spesso accade, dopo le difficoltà si trovano le forze per rialzarsi ed in Belgio, di forze, ne hanno trovate abbastanza, elenchiamone alcune, giusto per rendere l’idea: Thibaut Courtois tra i pali, il trio VertonghenAlderweireldKompany in difesa, la qualità di De Bruyne a centrocampo, di Eden Hazard, Mertens e Lukaku in avanti, senza dimenticare il contrastante Nainggolan, spesso però escluso dalla Selezione. A tal proposito, è giunta proprio ieri la notizia della clamorosa esclusione del romanista!

Il Belgio si presenta così ai Mondiali in Brasile del 2014 e fa abbastanza bene, qui si fermerà ai quarti contro l’Argentina, futura finalista.

Ad i Mondiali del 2018 i Diavoli Rossi si annunciano con un super biglietto da visita: prima formazione europea a qualificarsi per la competizione e nella prima fase a girone li attenderanno Panama, Tunisia ed Inghilterra.

La stella

Esiste una stella nel Belgio? Solo una? Proprio no, assolutamente no. Il talento a disposizione del CT, Roberto Martínez, è tanto, tantissimo. Per essere abbastanza diretti ed emblematici diciamo apertamente che potenzialmente il commissario tecnico avrà problemi di abbondanza. Tuttavia, se dobbiamo esser categorici, senz’altro le stelle sono due ed entrambe militano in Premier League: Kevin De Bruyne ed Eden Hazard, saranno loro due a dettar fantasia e ritmo di gioco, mentre spetterà quasi certamente a Romelu Lukaku buttarla in rete, ma siamo sicuri che il lavoro del centravanti, con alle spalle due talenti cristallini come quelli citati, sia un attimo più semplice del solito.

Pronostico bookmakers

Pronostico del Belgio ai Mondiali 2018? Beh, se i bookmakers ti danno a 13 volte la posta, questo qualcosa vorrà dire. Ad occhio e croce i Diavoli rossi dovrebbero raggiungere senza troppi problemi i quarti di finale, ma se dovessero gettare il cuore oltre l’ostacolo, allora forse potrebbe realizzarsi qualcosa di memorabile, una sorpresa gradita probabilmente da tutti, eccetto i loro avversari chiaramente, una vittoria che resterebbe impressa nella mente di tutti, come la Danimarca ad Euro92? Forse. In ogni caso attenzione a non esaltarsi troppo. Il talento c’è e su questo non si discute, ma il calcio è imprevedibile e sarà il campo ad aver l’ultima parola, come sempre, ogni volta tremendamente cinico.