Autore: Davide Marino

L’Elogio della bellezza: Alla ricerca del secondo titolo

La nazionale spagnola ha segnato gli anni duemila grazie al suo calcio innovativo. È riuscita nell’ardua impresa di conciliare la bellezza del gioco con l’efficacia ed è qualcosa che accade raramente. Eppure l’opinione pubblica si divide in convinti innamorati e sostenitori di quel palleggio sempre tranquillo e chi invece definisce quella fitta rete di passaggi fine a se stessa e anche un po’ noiosa. Le furie rosse sono arrivati all’affermazione di questa filosofia dopo un lungo processo di formazione iniziato con Aragonés, incentivato e foraggiato da Guardiola e affermato in nazionale da Del Bosque e ora, dopo quattro anni...

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El tricolor: con la storia oltre l’ostacolo insormontabile

STORIA: 1999, Paraguay, Copa America. Essendo un classe 92 è facile avere fisime ingiustificate e inspiegabili e la mia fu per il Messico che in quel torneo arrivò 3º dopo aver perso la semifinale con il Brasile di Rivaldo e Ronaldo ma si consolò con la  finalina battendo il Cile di misura. A distanza di anni mi sono reso conto che quel Messico (probabilmente il più forte mai visto) aveva tante ragioni per essere ammirato, era la nazionale dei Jorge Campos famoso per i suoi completi a dir poco colorati e il numero nove indossato nel corso della sua...

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Addio a Quini, il gemello dimenticato del gol

Solo quello che ci è vicino da un punto di vista temporale viene ricordato. Non so se questa ingiustizia nei confronti di ciò che è più datato sia colpa di una memoria abituata più a vivere per contesti storici/attuali oppure la poca voglia di informarsi, conoscere e scoprire. Il calcio, e lo sport in generale, sono da sempre manifestazioni lampanti di questa abitudine; conta l’ultimo risultato, e ciò che è più contemporaneo viene sempre visto come qualcosa di superiore, a prescindere, agli antecedenti. Recentemente nel campionato spagnolo, grazie ai contemporanei Messi e Cristiano Ronaldo che annichiliscono record su record,...

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Viaggio nella Liga: I cinque diciotto dimenticati

Il nuovo anno è cominciato da poco più di due settimane, è il 2018 e nel calcio la numerologia ha sempre assunto contorni mistici, talvolta creando veri e propri must. Quante volte un numero di maglia indossato anche per caso da un giocatore finisce per diventare tratto distintivo di quest’ultimo e mai più abbandonato, tanto da associare per sempre quel numero solo ed esclusivamente a lui. Esempio principe di questo fenomeno è quello di Johan Cruijff che indossando per la prima volta il leggendario quattordici forse nemmeno pensava venisse cucito in maniera così salda, per sempre, sulla sua pelle....

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CORNER IN IMMAGINI

L’ANGOLO DELLE CITAZIONI

Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d’accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più~Bill Shankly

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