Eccomi qui, alla fine di un lungo periodo di gare, a riassumere quello che ho vissuto in questi mesi.

A inizio stagione il mio obiettivo era quello di prepararmi per un triathlon 70.3 che prevede 1.9 km a nuoto, 90 km in bici e 21 km a corsa. Personalmente, un anno fa non credevo potesse essere una gara nella quale trovare delle buone sensazioni, invece sorprendentemente è accaduto il contrario.

La prima gara alla quale ho partecipato su questa specifica distanza è stata in Emilia Romagna; una gara del circuito “Challenge”, dove il percorso presentava una tratta in mare aperto, una tratta in bici nell’entroterra romagnolo e una mezza maratona sulla riviera fra Rimini e Riccione. È stata la mia prima gara su queste distanze, dura, ma che allo stesso tempo mi ha dato l’opportunità di fare il punto della situazione sul mio stato di forma in vista del prossimo obiettivo… Il terzo posto di categoria mi ha anche permesso di strappare la qualifica per le finali del circuito “Challenge” a Samorin, in Slovacchia, che si svolgeranno il 2 giugno 2019.

Il grande obiettivo, per il quale mi ero preparata duramente, è arrivato il 6 giugno; l’ Ironman 70.3 a Rapperswil. Anche in questo evento mi attendevano 1.9 km a nuoto, 90 km in bicicletta e 21 km a corsa ; queste sono infatti le distanze effettive del triathlon « middle distance » che equivale alla metà di un Iron-Man (la gara di triathlon più lunga- http://ap.ironman.com/events/triathlon-races.aspx#axzz5HlxqA9Pp).

Purtroppo la gara non è andata come speravo: dopo una buona tratta a nuoto, sono regolarmente partita in bici, ma sin dai primi chilometri ho notato un problema alla mia ruota posteriore, che non permetteva a quest’ultima di ruotare correttamente. Ho dovuto perciò fermarmi più volte, per provare a sistemare il problema meccanico, ma i vari tentativi non hanno portato a un miglioramento.

In quel momento, quando in gara ti trovi davanti a un problema, il mentale diventa più forte dello stato fisico: se la testa ti frena, diventa quasi impossibile resistere alla fatica. La mia voglia di arrivare al traguardo era però maggiore rispetto alla delusione dell’imprevisto. La gara l’ho conclusa, non con il tempo che speravo, ma questo non mi importa. È già stata una vittoria riuscire a prevalere sul mio stato mentale e a passare il traguardo.

Questa gara, pur non essendosi conclusa come speravo, mi ha permesso però di strappare la qualifica per le finali mondiali di Ironman 70.3, che si terranno il 2 settembre a Porth Elizabeth sulla costa sudafricana.

È il primo anno che mi concentro unicamente sul triathlon. In questi mesi ho imparato molto su questo bellissimo sport: ho imparato ad allenarmi, cercando di programmare una struttura di allenamenti corretta, in grado di farmi sopportare l’affaticamento (soprattutto grazie ai consigli del mio allenatore Igor Nastic), permettendo al mio corpo di recuperare senza il rischio di cadere nell’over-training. È uno sport intenso, dove spesso senza accorgersene si cade in un burn-out fisico a causa di un sovraccarico eccessivo di allenamenti. Gestire tre discipline non è semplice, sia per l’impiego del tempo, sia per gli sforzi muscolari differenti. Il trucco è sapersi ascoltare! Molte volte è meglio un allenamento in meno che uno di troppo.

In questa stagione, come preparazione al triathlon, ho intrapreso per la prima volta anche delle competizioni nella disciplina “ swimrun” (Trail running e nuoto).

Gli allenamenti specifici di questo sport mi hanno sicuramente aiutato a migliorare la fase di transizione o “cambio” tra una disciplina e l’altra. Il “cambio” di disciplina implica il saper “riadattarsi” a un  movimento dopo averne effettuato per diverso tempo un altro, ed è forse l’aspetto più difficile del triathlon (soprattutto il cambio fra la bici e la corsa).

Io e la mia compagna di squadra in questa disciplina, Stefania, abbiamo partecipato a quattro eventi su distanze differenti. Il nostro obiettivo era la swimrun del circuito “Ötillö” in Engandina: 40 km di Trail running con 1500 metri di dislivello e 6 km a nuoto. Questi eventi sono delle vere e proprie avventure: l’acqua fredda ed i sentieri dispersi nella natura creano davvero uno scenario fantastico, ma allo stesso tempo rendono questa disciplina estrema.

In Engadina siamo arrivate fisicamente pronte, ma ancora troppo inesperte rispetto alle nostre rivali scandinave o francesi, tutte già abituate a queste lunghe e intense tratte e all’acqua fredda.  Eravamo le uniche svizzere in gara, senza grandi aspettative, ma con tanta voglia e speranza di portare a termine la gara.

L’importate è però esserci riuscite! 7 ore intense di corsa e nuoto nella bellissima Engadina, in acqua fredda, tanto da non percepire i piedi all’uscita dall’acqua. Ci siamo classificate none su circa 25 squadre femminili e inaspettatamente abbiamo conquistato la qualifica per i campionati del mondo “Ötillö” in Svezia (evento che comprende oltre 60 km di trail running e 10 km a nuoto: https://otilloswimrun.com/races/#world-championship).

L’Ötillo-Engadina è una gara fantastica: quando dopo così tante ore di sforzo raggiungi il traguardo, quasi non credi sia possibile averla conclusa. Inoltre, apprendere di essere inaspettatamente qualificate, è stato ancora più emozionante. Un grazie va soprattutto alla mia compagna di squadra, con la quale abbiamo instaurato davvero un legame stupendo, sia nello sport che al di fuori. Non è evidente trovare un partner che presenta delle qualità affini alle tue e soprattutto con il quale si possa creare una bella intesa.

Ora però  resta il compito più difficile per me…

Alla fine di questa stagione ho conquistato due qualifiche per le finali mondiali in due discipline diverse e purtroppo entrambe si svolgeranno nel medesimo weekend di settembre…

È fantastico poter pensare di aver conquistato queste finali, come però d’altra parte è molto dura dover rinunciare a una delle due. Spero di prendere la decisione migliore e di poter in futuro provare a riottenere la qualifica per la gara alla quale rinuncerò.

Per chi fosse interessato a queste competizioni, di seguito alcuni link per maggiori informazioni: