Il grande giorno è arrivato. Sabato 28 ottobre 2017, ore 10:00. Il treno esce dalla stazione di Zurigo in direzione Basilea, per poi raggiungere la St.Jakobshalle. È il giorno delle semifinali dell’ATP 500 di Basilea e per la prima volta vedrò giocare dal vivo sua maestà Roger Federer. Nei mesi precedenti al torneo si sono susseguite le rinunce, partendo da quella di Stan Wawrinka, già certa in estate quando ha salutato tutti dando l’appuntamento al 2018, arrivando a quella di Rafa Nadal, arrivata la settimana precedente il torneo, passando per quelle di tanti altri buoni giocatori. Il tabellone era così inizialmente piuttosto povero per il calibro di un ATP 500, con soli 4 top-20 presenti ai nastri di partenza. L’esito degli incontri dei primi turni è stato però piuttosto “regolare” e quindi oggi scenderanno in campo i 4 migliori giocatori del torneo. Il programma del giorno prevede infatti, oltre alle due semifinali di doppio, le sfide Cilic-Del Potro e Federer-Goffin, due incontri che promettono spettacolo.

Arrivando in stazione centrale a Basilea si iniziano già a scorgere i primi tifosi con il logo RF sulla maglia, impazienti di assistere allo spettacolo capace di offrire l’idolo di casa. È con loro che ci avviamo verso l’arena basilese, usufruendo dell’ottimo servizio offerto dai moderni tram della città renana. La giornata è grigia sopra Basilea, ma la speranza di tutti è che sia molto colorata sul campo da tennis. Dopo un po’ di problemi di orientamento dovuti al risanamento in corso del palazzetto, che durerà fino al 2018, entriamo nella St.Jakobshalle che è ancora piuttosto vuota, ma è abbastanza facile immaginare come in quei stessi corridoi, un paio di ore più tardi, sarà complicato camminare senza fare a spallate. Dopo un primo giro nell’arena, con annesso primo spuntino, è il momento di andare sugli spalti per il primo doppio.

Le tribune sono ancora particolarmente vuote, ed è un peccato, visto che i doppi sono sempre molto divertenti e questo in particolare sarà teatro di un finale thriller. A sfidarsi sono la coppia tutta francese Martin/Roger-Vasselin e quella composta dal neozelandese Daniell e dal britannico Inglot, proveniente dalle qualificazioni ma capace di eliminare i leader della classifica Kontinen/Peers al primo turno. I primi due set finiscono uno per parte e si arriva così al terzo (un tie-break al 10), in cui i francesi, sulla spinta del secondo parziale appena vinto, volano velocemente sul 7-2. A questo punto, al termine di un punto spettacolare, Martin va a sbattere contro un cartellone pubblicitario ferendosi a una mano. Il giocatore transalpino stringe i denti ma la coppia sembra accusare il colpo, con i rivali che rimontano ed arrivano addirittura a match-point. I francesi non ne vogliono però sapere di perdere una partita praticamente vinta, e alla fine la portano a casa 13-11, guadagnandosi gli applausi dalle tribune, andando riempendosi durante l’incontro.

Prima dei singolari c’è una pausa che ci permette di andare a riempire lo stomaco nei corridoi fuori dallo stadio, avendo una vasta scelta dal più classico degli hot-dog fino al ristorante di lusso, passando da un ristorante vegetariano e da uno italiano. Ora lo stadio si riempe molto più velocemente visto che è in programma la sfida sulla carta più equilibrata del giorno. Si affrontano infatti due campioni Slam, Juan Martin Del Potro e Marin Cilic. L’argentino è in un ottimo periodo di forma ed è per questo che parte leggermente favorito, ma il croato su superfici veloci come quella di Basilea è sempre molto pericoloso. Purtroppo l’incontro non è equilibrato come ci si aspettava, con l’argentino che gioca molto bene e il croato che invece gioca abbastanza male, soprattutto al servizio (solitamente devastante), non riuscendo a mettere molte prime in campo. Alla fine il risultato è piuttosto severo: un doppio 6-4 che evidenzia bene le difficoltà di Cilic, che su 10 turni al servitio, ha subito ben 4 break, e concesso break point in addirittura 6. Nonostante il poco equilibrio, il pubblico è ugualmente felice perché potrà rivedere l’argentino (che è tifato ovunque nel pianeta) in finale, ma soprattutto perché sta arrivando il momento di Roger Federer.

All’entrata in campo dell’idolo di casa l’ovazione dalle tribune è una di quelle che, nonostante tu sia uno degli sportivi più amati di sempre, solo i tuoi concittadini possono offrirti. L’avversario è il belga Goffin che, per quanto talentuoso, è il giocatore ideale per Federer, poiché imposta tutto sul ritmo, ma viene sovrastato dallo svizzero un po’ in tutte le fasi di gioco. Fin dai primi scambi si capisce quello che potrà offrire l’incontro: entrambi giocano bene ma Federer è talmente superiore che il tutto potrebbe anche concludersi rapidamente. Goffin non sta giocando male, ma il tennista di casa rasenta la perfezione e ad intervalli di tempo piuttosto ravvicinati è in grado di produrre scambi spettacolari in grado di far spellare le mani dagli applausi ai 9000 tifosi presenti sulle tribune. Il gioco del renano è veramente sublime quest’oggi, e il belga non sa cosa fare per arginare la furia dello svizzero. Purtroppo, se Federer gioca così bene, la conseguenza logica è che l’incontro dura poco più di un battito di ciglia. Ed è così che allo scoccare dell’ora di gioco, Goffin manda lunga una risposta e il renano porta a casa gioco, partita e incontro. A fine partita, prima dell’intervista per le televisioni, parte una vera e propria standing ovation per il renano, con l’ex capitano di Davis Heinz Günthardt  che cerca di iniziare le domande di rito, ma vi riesce solo dopo 2 minuti, quando il pubblico, a fatica, ha smesso di applaudire. Lo stesso Federer non sa come ringraziare i suo tifosi per il supporto ed è il primo a dire di aver giocato una partita pressoché perfetta (gli errori alla fine si contano sulle dita di una mano).

Alla fine della giornata manca ancora un doppio, ma dopo un match così ricco di colpi spettacolari è difficile rimanere concentrati su un doppio, per quanto questo possa essere divertente. Decidiamo così di andare a cercare di strappare un autografo o una foto a Roger Federer all’uscita dalla arena, ma con il risanamento in atto non c’è più questa possibilità di vedere da vicino i propri beniamini, come invece era fino allo scorso anno. È arrivato quindi il momento di abbandonare la St.Jakobshalle definitivamente, ma con la consapevolezza (e la fortuna) di aver assistito a una grande giornata di tennis con una delle migliori prestazioni stagionali di sua maestà Roger Federer. Prima di ripartire in direzione Zurigo c’è ancora il tempo per un giro fra le strade di Basilea, per ammirare questa bellissima cittadina, che ha il pregio di aver dato alla luce il più grande tennista di sempre, nonché uno degli sportivi più amati della storia. Alla prossima Basel, alla prossima Roger!