La Ligue 1 a livello storico, tra i campionati più importanti al mondo, è indubbiamente uno dei più combattuti e incerti. Basti pensare che la squadra più scudettata di Francia è il Saint-Etienne, con soli 10 titoli, seguita dal Marsiglia a 9 e dal Nantes a 8. Cifre sicuramente non ragguardevoli se comparate a quelle di altri paesi come Germania e Italia dove Bayern Monaco e Juventus hanno da tempo superato quota 30 campionati vinti, per non parlare della dualità dominante in Spagna con Real Madrid e Barcellona a fare incetta di titoli. Nel terzo millennio però, la tendenza sembra essersi leggermente invertita, con il Lione prima e il PSG poi, capaci di aprire delle dinastie durature, intervallate da qualche vittoria estemporanea, come l’impresa storica del Montpellier, ultimo a vincere la Ligue 1 da quando all’ombra della Tour Eiffel sono sbarcati i milioni qatarioti.

Le championnat 2016/17 – Quest’anno però pare proprio che le avversarie vogliano vendere cara la pelle ai parigini: il sorprendente Nizza di Lucien Favre, dopo uno scoppiettante inizio, è intenzionato a non mollare nemmeno un colpo e a fare sul serio per cercare di portare nella Côte d’Azur quel titolo che manca addirittura dal 1959. Ma proprio dalle coste mediterranee proviene un’altra ostica contendente, più abituata alle posizioni di vertice, che però un campionato non lo vince dal 2000: il Monaco di Leonardo Jardim. Primi del loro girone in Champions League e secondi in classifica in campionato, i monegaschi sono pronti a giocarsela su tutti i fronti.

Curiosi di assistere per la prima volta dal vivo a un match della Ligue 1, abbiamo colto al volo l’occasione dell’ottimo periodo di forma del Monaco (26 gol in 7 partite tra la decima e la sedicesima giornata!) per vederlo impegnato in una trasferta che si annunciava complicata. In quel di Bordeaux però, nella 17esima giornata di campionato, le cose sono andate in tutt’altra maniera…

Un "après-midi" con la Ligue 1 3

Le match – Il nuovissimo Stade Matmut-Atlantique, costruito per Euro 2016, è vestito a festa per il tradizionale match prenatalizio, giocato quasi a casse chiuse grazie anche a sconti e iniziative per attirare le famiglie sugli spalti. La voglia di fare la “fête” per i supporter dei Girondins dura però ben poco: a dare l’avvio al confronto è addirittura un simpatico Babbo Natale giunto in carrozza a metà campo, ma non passano nemmeno 5 minuti prima che il Monaco regali ai padroni di casa un pacchetto alquanto amaro da scartare. Gli ospiti freddano infatti dopo soli due minuti il Bordeaux con Djibril Sidibe e raddoppiano nemmeno tre minuti più tardi con capitan Radamel Falcao, lesto a sfruttare una maldestra uscita del portiere . Gli uomini di Jocelyn Gourvennec provano a prendere le necessarie contromisure, ma nel secondo tempo si fanno beffare nuovamente poco dopo l’entrata in campo: al 50esimo Falcao si regala una doppietta, che arricchirà poi al 64esimo, mettendo a segno un calcio di rigore. In casa dei bordelais piove sul bagnato perché Adam Ounas perde la testa e si fa espellere al 68esimo, lasciando i suoi in 10 e ormai più che mai desiderosi di sentire l’arbitro fischiare la fine. Nella contesa trova spazio pure l’asso monegasco João Moutinho, ma ormai “les jeux sont faits”: AS Monaco batte Girondins de Bordeaux 4-0.

Un "après-midi" con la Ligue 1 1

L’atmosphère – L’andamento delle cose in campo e la gelida nebbia calata sulla città in riva alla Garonna non hanno indubbiamente contribuito a scaldare gli animi dei 40mila spettatori presenti, ma il Matmut-Atlantique non è mai sembrato avere le credenziali di un fortino capace di incutere timore a qualsiasi avversario. La curva Girondins c’era e si è fatta sentire, ma ce ne siamo tornati a casa senza grandi palpitazioni. Lo stadio è moderno e funzionale e soprattutto esternamente s’impone per la sua mirabile architettura concepita dal celebre studio basilese Herzog & de Meuron, mentre all’interno, come per molti stadi di recentissima concezione, è capace di offrire un’ottima visuale da qualsiasi settore. Niente di nuovo sotto il sole però, ma comunque un piacevole standard di fruizione dal vivo del calcio che si sta diffondendo in tutti questi nuovi impianti.

Certo è che, in una glaciale serata dicembrina, non essere in grado di fornire ai tifosi il canonico thé caldo della pausa, non è consono a un impianto di caratura internazionale… “Dommage et merci” per il raffreddore!

Un "après-midi" con la Ligue 1