Non è Inzaghi ad essere innamorato del gol, è il gol ad essere innamorato di Inzaghi“. Si potrebbe partire dalla frase del grande Emiliano Mondonico, per raccontare uno dei più grandi numeri 9 rossoneri. Lo special one, Josè Mourinho, dichiarò prima di un Milan-Real, match di Champions League edizione 2010-11: “Il Milan può giocare anche con sei attaccanti. Basta che non giochi Inzaghi, lui mi fa paura più di tutti”. Quella gara terminò 2-2, Superpippo subentrò nell’ultima mezz’ora e, neanche a dirlo, siglò una doppietta da urlo mandando in visibilio come sempre il pubblico di San Siro nelle magiche notti di Champions. Durante la sua carriera, ha vestito le maglie di Piacenza, Leffe, Verona, Parma, Atalanta e Juve, ma con la maglia rossonera, la numero 9, è nato un legame indissolubile che si porta dietro da sempre. Le gesta, le reti decisive, il rapporto con i compagni di una squadra stratosferica e quello con Ancelotti hanno catapultato Pippo nell’olimpo dei grandissimi passati da Milanello. Nessuno potrà mai dimenticare la doppietta ad Atene con la quale il Milan consumò la sua vendetta sul Liverpool di Benitez, dopo la notte di Istanbul.

IL PIPPO NAZIONALE. Non solo in rossonero, anche in azzurro Inzaghi lasciò il segno durante la spedizione in Germania, nel 2006, la rassegna iridata più emozionante degli ultimi vent’anni per ogni italiano che si rispetti. Pippo non fu un titolare inamovibile, aveva avanti a se un Luca Toni in forma strepitosa ma non perse occasione contro la Repubblica Ceca segnando dopo una cavalcata solitaria. Anche con l’Under 21, vanta una vittoria dell’Europeo edizione 1994.

INZAGHI, L’ULTIMO ATTO. Correva l’anno 2012 e il calendario segnava il 13 maggio. I rossoneri, nell’ultima giornata, affrontavano il Novara tra le mura amiche. Pippo collezionava il gettone numero 300 con la maglia del Milan ed era la sua ultima apparizione da calciatore nella sua casa. Non poteva terminare nel migliore dei modi; infatti, al minuto 82, il numero 9 rossonero saluta il suo pubblico siglando il 2-1 definitivo regalando al calcio l’ultima gioia, l’ultima rete, l’ultimo guizzo. A fine stagione, non cederà alle lusinghe di altre pretendenti ma inizierà il suo percorso di allenatore.

I SUCCESSORI. Ci hanno provato in molti ad ereditare la pesante maglia numero 9, fino ad oggi, senza sussulti particolari. Il primo fu Alexandre Pato: il giovanissimo fin da subito mostrò qualità importanti, decisamente diverse da quelle di Inzaghi. Il papero vestì la maglia che fu di Pippo nella stagione 2012-13, la sua ultima in rossonero. Una serie infinita di infortuni segnò negativamente quella che poteva considerarsi la carriera di uno dei giovani più talentuosi passati da Milanello dopo il ricambio generazionale. Dopo il giovane brasiliano, a vestire la maglia numero 9 fu Alessandro Matri, ma quando farà ritorno a Milanello, il bottino sarà impietoso: 15 presenze e 1 rete.
Nella stagione 2014-15 si concretizza un corteggiamento durato anni; infatti sarà El Nino Torres a vestire la casacca numero 9, ma l’esperienza dell’ex Chelsea durerà solo 5 mesi, collezionando una sola rete in dieci gare, facendo poi ritorno nelle fila dell’Atletico Madrid. Durante il mercato di riparazione, il Milan affida le sue speranze a Mattia Destro; 11 saranno le reti messe a segno in poco più di un stagione senza lasciare traccia. Dopo l’attaccante passato al Bologna, sarà la volta di Luiz Adriano, proveniente dallo Shaktar a suon di gol, per provare a spezzare l’incantesimo. Neanche a dirlo, il brasiliano ha lo stesso destino toccato ai suoi predecessori, collezionando 4 reti e una manciata di presenze. La stagione 2016-17 lancia segnali importanti, e arriva in rossonero uno che a Inzaghi, con le dovute proporzioni, somiglia un po’. Dedizione, impegno, sacrificio, l’arte del non mollare mai: si presenta così Gianluca Lapadula, un ragazzo arrivato tardi nel calcio che conta. Neanche l’ex Pescara, però, riesce ad imporsi e la sua sua esperienza in rossonero dura solo un anno, approdando poi al Genoa. Arriva la stagione corrente, la rivoluzione societaria porta in casa Milan una campagna acquisti senza precedenti e la maglia numero 9 la veste André Silva. Il portoghese arriva a suon di milioni dal Porto, squadra con la quale ha siglato 21 reti in 44 presenze nella stagione precedente, ma soprattutto sponsorizzato dal calciatore più forte del mondo: Cristiano Ronaldo. Ad oggi, la casella delle reti siglate in campionato lampeggia quota zero, fatto salvo per le 8 reti siglate invece in Europa League. Nella gerarchia attuale, il portoghese, in diverse occasioni, è superato anche dal giovane Cutrone.

Il tempo sembra essersi fermato, come se la maglia numero 9 appartenesse ancora a Inzaghi. La domanda è lecita: chi sarà il suo erede? Ai posteri l’ardua sentenza.