Se si pensa al calcio scozzese vengono subito in mente l’Old Firm e tutto ciò che esso rappresenta: i cattolici irlandesi del Celtic e i protestanti del Rangers. Sommando i titoli delle due squadre di Glasgow si arriva a 104 campionati e 72 coppe di Scozia. Lo scontro ideologico, religioso e politico non è sicuramente un’esclusiva di Glasgow. A Edimburgo, dal 1875 si assiste a un altro Firm, quello tra i protestanti borghesi dell’Heart of Midhtlonian e i cattolici irlandesi dell’Hibernian. E’ proprio su questi ultimi che è meglio aprire una grossa parentesi.

Gli irlandesi di Edimburgo

La storia degli Hibs comincia nell’Irlanda di metà Ottocento, a causa della Grande Carestia che colpì l’isola tra il 1844 e il 1849, migliaia di irlandesi furono costretti a emigrare in Scozia. Nel 1865 gli immigrati irlandesi fondarono a Edimburgo la Catholic Young Men’s Society, la prima setta cattolica della capitale scozzese. Il 6 agosto 1875, nel quartiere portuale di Edimburgo, Leith, i membri del CYMS decisero di fondare una squadra di calcio, l’Hibernian FC. Il nome del club non fu casuale, Hibernia è infatti l’antico nome che i romani avevano dato all’Irlanda. Per poter giocare nell’Hibernian bisognava far parte della CYMS, proprio a causa di questo vincolo, il club fu accusato dalla lega scozzese di essere il primo club settario di Scozia e quindi per i primi 15 anni della sua storia l’Hibernian fu escluso da coppe e campionati. Durante gli anni ’80 ci fu un’apertura da parte della Scottish Football Associations e nel 1887 gli Hibs parteciparono e vinsero la loro prima Coppa di Scozia.

Hibernian 1876

The World Championship

A fine stagione venne organizzata un’amichevole tra gli Hibs, vincitori della coppa scozzese e il Preston North End, squadra inglese formata prevalentemente da scozzesi. La partita venne soprannominata “Association Football Championship of the World decider” un nome tanto lungo e altisonante per una semplice amichevole che avrebbe aperto il tour scozzese del Preston. La stagione successiva il Preston North End si guadagnò il nome di The Invincibles, rimanendo imbattuto per l’intero campionato e vincendo la FA CUP. Il Preston North End divenne la prima squadra inglese ad aver realizzato un Double (coppa e campionato). Dopo la cosiddetta “World Championship” l’Hibernian iniziò un lento declino causato soprattutto dallo sviluppo delle squadre di Glasgow e dalla continua esclusione degli Hibs dal campionato scozzese. Il club iniziò a non trovare più squadre con cui disputare delle amichevoli e le relazioni con la Scottish Football Associations erano sempre più distanti. Il colpo di grazia avvenne nel 1891, quando il contratto di affitto  dell’Hibernian Park terminò. Il club si trovò senza una casa e dovette cessare ogni attività. Dopo poco più di venti anni, gli Hibs avevano raggiunto il punto più basso della loro storia.

The Old Invincibles, Preston North End 1888/89

Nel 1892 il club fu ricostituito da cima a fondo, la nuova dirigenza decise di costruire un nuovo stadio nel quartiere di Leith, Easter Road. Nel frattempo la dirigenza degli Hibs e la Scottish FA si accordarono per un’ammissione della squadra nella seconda divisione scozzese. L’apertura della federazione era dovuta alla decisione da parte dell’Hibernian di abolire la regola che prevedeva solamente l’utilizzo di calciatori cattolici. Dopo aver vinto per due volte di fila la seconda divisione ed essersi autoesclusi per la promozione in Premiership, gli Hibs riescono a trovare i soldi per l’iscrizione in Division One, approdandovi nella stagione 1895/96.

Il periodo d’oro per gli irlandesi di Edimburgo fu sicuramente la decade 1945-1955, rinominata dai tifosi The Famous Five. Il nome deriva dai cinque giocatori avanzati che guidarono gli Hibs alla vittoria di tre campionati scozzesi: Gordon Smith, Bobby Johnstone, Lawrie Reilly, Eddie Turnbull e Willie Ormond. Purtroppo questa squadra riuscì a vincere meno di quel che avrebbe meritato, in Europa non andò mai oltre le semifinali, mentre nelle coppe nazionali vinse solamente una volta in dieci anni. The Famous Five sono comunque diventati una leggenda nel quartiere di Leith, tanto che il club ha rinominato i North Stand di Easter Road: The Famous 5 Stand.

La Chemical Generation e la Capital City Service

Durante gli anni ’80 il consumo di eroina ed ecstasy salì alle stelle nella zona di Edimburgo, il quartiere in cui si raggiunge il picco fu ovviamente quello di Leith. I ragazzi della “Chemical Generation” avevano ormai preso il controllo del quartiere e non ci mise molto Edimburgo a diventare la capitale europea dell’AIDS. In mezzo alle aree a luci rosse, le bidonville e i palazzi popolari, nasce quella che diventerà una delle firm più temute e rispettate di Scozia e del Regno Unito, la Capital City Service.

La CCS, chiamata più comunemente dai media e dai tifosi Hibs Casuals, nasce durante la stagione 1983, in seguito a uno scontro in trasferta con la firm locale dell’Airdrie. Da quel momento in poi il gruppo assunse una connotazione casual, i membri non si vestivano con maglie e sciarpe della propria squadra ma solamente con capi d’abbigliamento firmati. A quel tempo solamente una firm in Scozia si vestiva in quel modo, gli Aberdeen Soccer Casual.

E’ proprio con questo gruppo che la CCS iniziò un’accesa e violenta rivalità per il titolo di miglior firm di Scozia. La situazione iniziò a degenerare irreparabilmente il 23 marzo 1985, quando in occasione della partita Hibernian- Aberdeen, i Soccer Casuals arrivarono a Easter Road in più di cinquecento uomini. Durante i consueti scontri pre partita un Hibees finì in coma e la CCS, la prese sul personale, quelli di Aberdeen la dovevano pagare. Il 12 ottobre della stagione seguente, le due firm si scontrarono in pieno centro di Edimburgo, durante i tafferugli un ragazzo della CCS si fece largo tra la calca e lanciò una molotov verso il gruppo di Aberdeen Casuals, non ci furono vittime o feriti ma la Capital City Service aveva appena portato lo scontro su un livello superiore alla semplice scazzottata fuori dallo stadio. La CCS si era appena guadagnata il titolo di miglior firm di Scozia. Ovviamente la Capital City Service non rappresentava l’intera tifoseria Hibs, la stragrande maggioranza dei tifosi a Easter Road era vestita di biancoverde e mal sopportava la presenza di molti membri della CCS a Leith San Siro (soprannome dei tifosi per Easter Road).

Il film Trainspotting rappresenta alla perfezione la vita nella Leith degli anni ’80. Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Irvine Welsh, grandissimo tifoso degli Hibees e molto vicino al mondo CCS. In Trainspotting c’è l’Edimburgo sporca, zozza e controversa. Quattro ragazzi si muovono all’interno di essa, tra sesso, droga e ovviamente calcio. I personaggi di Welsh sono degli ordinary people, trasformati in una sorta di anti-eroi. Mark Renton, classico tossicodipendente che tenta continuamente di disintossicarsi tra una partita degli Hibees e l’altra. “Sick Boy” alla continua ricerca di un modo veloce e illegale per far soldi. Begbie invece rappresenta il classico membro della CCS, unico membro del gruppo che non si droga, in compenso vive con la pinta di birra in mano e non si fa scrupoli a spaccare un bicchiere di vetro in faccia a uno sconosciuto.

E quando non ti buchi, di colpo, devi preoccuparti di tutto un sacco di cazzate: non hai i soldi, non puoi sbronzarti. Hai i soldi, bevi troppo. Non hai una passera, non scopi mai. Hai una passera, rompe le palle. Devi pensare alle bollette, al mangiare, e a qualche squadra di calcio di merda che non vince mai, ai rapporti umani, e tutte quelle cose che invece non contano quando hai una sincera e onesta tossicodipendenza.” Mark Renton.

Scena iniziale di Trainspotting

The Mercer Derby

A metà anni ’80 il club era sull’orlo del fallimento e come se non bastasse il proprietario degli Hearts, Wallace Mercer, propose una fusione tra i due club con l’obiettivo di opporsi allo strapotere di Glasgow. Ma agli Hibees non interessavano titoli e vittorie a scapito della tradizione e dell’anima del loro club. I tifosi organizzarono una campagna denominata Hand Off Hibs con l’obiettivo di salvare il club. Anche la CCS si adoperò per bloccare l’acquisizione del club da parte di Mercer. Gli Hibs Casuals iniziarono a minacciare telefonicamente gli uffici dell’Hearts e una piccola delegazione di hooligans si presentò sotto casa di Mercer, con l’intento di parlare con il chairman rivale. Una volta scoperto che Mercer non era in casa, gli Hibs Casuals iniziarono a imbrattare i muri della villa con slogan del genere “Mercer is dead’ e “Long Live Hibs”. Il derby di Edimburgo successivo al fallito tentativo di Mercer di acquisire l’Hibernian fu il delirio. La polizia si premunì portando allo stadio agenti di Glasgow e dintorni. Nonostante ciò il primo tempo della partita fu sospeso per scontri sulle gradinate e invasioni di campo. Durante l’intervallo  continuarono gli scontri sulle tribune e l’inizio del secondo tempo venne posticipato. Alcuni agenti di polizia scesero nello spogliatoio degli Hearts e chiesero ai giocatori di non segnare un altro goal perché ciò avrebbe causato una completa invasione di campo da parte degli Hibs in tribuna

Ma Leith non può essere solamente riassunto in droga e risse da stadio. Leith è ben altro. Per questo motivo nel 1988, i The Proclaimers, duo folk-rock formato dai gemelli Reid dedicarono un intero album e in particolare una canzone al loro quartiere: “Sunshine on Leith“. La canzone era una dichiarazione d’amore verso Leith e indirettamente alla loro squadra del cuore, l’Hibernian. In poco tempo i tifosi iniziarono a cantarla in trasferta e a Easter Road, fino a diventare l’inno ufficiale degli Hibees.

Copertina dell’album

Sunshine on Leith accompagnò la cavalcata verso la conquista della coppa di Scozia del 2016. L’Hibernian militava in Championship, la seconda divisione scozzese e si trovò ad affrontare un’antica rivale, il Glasgow Rangers. Fu la prima finale di Coppa di Scozia ad essere giocata da due squadre di seconda divisione. Prima di allora l’Hibernian aveva perso dieci finali consecutive, la coppa era sfuggita ai Famous Five più volte e mancava a Easter Road da 114 lunghissimi anni.

21 marzo 2016, Hampden Park.

Più di 25.000 Hibees raggiunsero lo stadio di Glasgow, una finale del genere poteva capitare solamente una volta nella vita. Tutto l’attacco dell’Hibernian era nelle mani di un certo Anthony Stokes, irlandese, ex giocatore di Sheffield Utd, Sunderland e del Celtic. Come tutte le partite con il finale già scritto, è proprio Stokes ad aprire le marcature al terzo minuto di gioco. Il Rangers ribalta la partita e al sessantasettesimo passa in vantaggio per 2 a 1, il sogno degli Hibees sembrava fosse destinato a sparire. Ottantesimo minuto: calcio d’angolo per gli Hibs, Stokes salta e colpisce la palla di testa, 2 a 2. E’ il novantaduesimo minuto, un altro calcio d’angolo per l’Hibernian, questa volta però la palla è colpita dal capitano David Gray. Delirio ad Hampen Park, l’Hibernian è campione.

Nel momento in cui l’arbitro fischia la fine dell’incontro, migliaia di tifosi fanno invasione di campo, le tifoserie Hibs e Gers cercano più volte il contatto sugli spalti e in campo. Le due squadre sono costrette a tornare negli spogliatoi, i Rangers però, per motivi di sicurezza non si ripresenteranno più in campo, la medaglia argento verrà consegnata direttamente negli spogliatoi. Dopo quindici minuti di festeggiamenti in campo, e dopo che tutti i Teddy Bears hanno lasciato gli spalti di Hampden, la polizia riesce a riportare tutti gli Hibs sugli spalti, ed è allora che la squadra rientra per poter alzare il trofeo.

E fu così che si alzò il Sunshine on Leith più bello di sempre.