Liverpool, sabato 17 marzo. Il Liverpool passeggia a Anfield e demolisce il Watford con un rotondo cinque a zero. Manita, come direbbero gli spagnoli. Ma al di là del risultato non c’è mai stata gara, neppure per un istante. Grande Liverpool, che se è in partita e in giornata è intrattabile, per tutti. Poco, pochissimo Watford, con i calabroni che restano comunque in una posizione tranquilla.

Salah, con la sua rete numero 38, è il debuttante in maglia Reds con più reti in una stagione, a metà marzo. Primo nella classifica marcatori della Premier League e leader in quella della scarpa d’oro, con un certo Messi che non può far altro che inseguirlo (e corrergli dietro non è una passeggiata…). Per la prima volta in Inghilterra si è portato a casa un pallone (l’impresa gli era già riuscita in maglia giallorossa) e, non contento, ha impreziosito il tutto con un’altra rete e un assist. Con 28 reti in Premier League Salah è a soli 3 gol dal record di marcatore di sempre in una stagione, che appartiene a tre mostri sacri quali Shearer, Cristiano Ronaldo e Suárez, e l’egiziano ha a disposizione ancora sette partite.

Roberto Firmino, invece, con la sua rete numero 23, sta vivendo la stagione più prolifica della sua carriera. A giugno ci saranno i Mondiali e il cittì del Brasile ha già annunciato che per “Bobby” il biglietto è assicurato. Troppo duttile. Troppo importante e decisivo.

Due giocatori, una coppia perfetta, che sta facendo le fortune del Liverpool. E chi l’avrebbe detto? Solo una persona, forse, quel matto che di nome fa Jürgen e di cognome Klopp. Nel mercato di gennaio il tedesco ha deciso di salutare senza tanti rimpianti Coutinho. Troppi i soldi per pensare di trattenerlo. Ma non solo. Con la partenza del numero dieci i Reds sono migliorati. Sembra un paradosso: puoi perdere il tuo giocatore simbolo e più talentuoso e crescere? Evidentemente sì. Il Liverpool si è liberato di un accentratore di gioco. Un eccezionale accentratore di gioco. Ma Coutinho amava farsi dare il pallone, fare le sue (splendide) giocate e andare al tiro. Senza di lui i rossi della città dei Beatles si sono sbloccati. Salah viene cercato maggiormente, già nella costruzione e non solo per finalizzare, mentre Firmino ha allargato il suo raggio d’azione. È in area. Sulla fascia. A centrocampo. In difesa. Dappertutto. Sta segnando con regolarità, ma non è la sua caratteristica principe. Firmino è un calciatore instancabile. Corre come un forsennato e difende come un arcigno difensore. Salah e Firmino si cercano, si trovano e dialogano. Uno è nato in Brasile, a Maceiò. L’altro in Egitto, a Basyoun. Uno è cristiano e in campo si fa il segno della croce. L’altro è musulmano, molto credente, e dopo ogni gol si inchina, per ringraziare il suo Dio. Egitto e Brasile distano circa 10’000 chilometri, ma loro, in campo, si trovano come due amici fraterni. Nella partita citata nell’apertura sono stati loro a finire in copertina e sul tabellino dei marcatori, per l’ennesima volta. Salah in stagione è infallibile ed ha avuto il merito di limare quell’imprecisione sotto porta che è da sempre il suo cruccio. Firmino è il compagno che ogni giocatore vorrebbe. Non è egoista, anzi. Se gli dai il pallone otto volte su dieci te lo restituisce. Ma non solo. È un investimento sicuro. Se gli dai X, lui ti ridà X più qualcosa. La palla buona, migliorata, con il giro giusto, quella da buttare dentro facilmente. Oppure, ancora, con i suoi movimenti libera spazio utile per le corse e gli inserimenti dei compagni (e l’egiziano ne sa qualcosa…).

Insieme diventano una coppia perfetta, altro che Belen e Iannone, che sconfessa la matematica. Con loro, infatti, uno più uno fa più di due, e lo sanno bene gli avversari del Liverpool.