“Sheffield, I suppose, could justly claim to be called the ugliest town in the Old World”

È così che George Orwell, nel 1937, si esprimeva sulla città di Sheffield. Lo scrittore si trovava in quella zona per raccogliere informazioni sulla disoccupazione nella contea dello Yorkshire. Orwell era rimasto (spiacevolmente) sorpreso dall’elevata industrializzazione della città e dai disagi che l’elevata sovrappopolazione comportava.

La storia della città di Sheffield è abbastanza semplice e si può riassumere con una parola: acciaio. Durante gli anni ’40 del XVIII secolo fu inventato un nuovo processo per la produzione di acciaio damasco, di qualità di gran lunga superiore all’acciaio prodotto fino a quel momento. Nel 1747 fu inventata l’Old Sheffield, termine con cui si identificava una tecnica di produzione di lastre di rame ricoperte d’argento. Queste innovazioni spinsero Sheffield a diventare una delle città più industrializzate d’Inghilterra.

È tra le industrie e le strade malfamate della città dell’acciaio che, nel 1857, nacque la prima squadra di calcio della storia: lo Sheffield Football Club. I due fondatori della squadra: William Prest e Nathaniel Creswick si impegnarono ad elaborare delle nuove regole, che potessero essere d’esempio per tutti. In quelle che vengono definite The Sheffield Rules, venne introdotta la regola del fuorigioco, la traversa di legno al posto di una semplice corda e i calci d’angolo e di punizione. Durante la prima trasferta dello Sheffield FC, si stabilì per la prima volta la durata della partita: due tempi da quarantacinque minuti ciascuno.

Evoluzione dello stemma dello Sheffield FC

Le industrie continuavano a crescere e la città era in continua espansione, anche il movimento calcistico della Steel City non accennava a fermarsi, verso la fine del Novecento nacquero altri due club: lo Sheffield Wednesday e lo Sheffield United, entrambe le squadre provenivano da due società di cricket. Nel corso degli anni le due squadre, complice il declino dello Sheffield FC, iniziarono un predominio in città, dando vita a uno dei derby più accesi d’Inghilterra: The Steel City Derby.

Steel City Derby del 18 aprile 2010

Durante gli anni Trenta del Novecento la città fu colpita dalla Grande Depressione, molte industrie chiusero i battenti. Le due squadre di Sheffield furono l’ancora di salvezza per migliaia di tifosi disoccupati, nel 1930 il Wednesday conquistò il suo quarto titolo d’Inghilterra e cinque anni più tardi conquistò la FA Cup. Lo United non riuscì a vincere nessun titolo in quel periodo, nella stagione ’33-’34 finì addirittura in seconda divisione e nel ’36 arrivò in finale di FA Cup, la città di Sheffield aveva l’opportunità di vincere per due anni di fila la coppa, ma il destino e l’Arsenal si misero di mezzo, lo United perse la finale a Wembley.

Tra il 1936 e il 1946 le due squadre furono costrette a sospendere l’attività sportiva a causa della Seconda Guerra Mondiale. Le industrie della città furono convertite per la produzione di armi e munizioni. A causa della rilevanza dell’area, Sheffield venne bombardata più volte dalla Luftwaffe, causando la morte di mille persone e la distruzione di numerosi edifici. Negli anni ’50 e ’60 la città mutò profondamente, ma in peggio. Interi quartieri, danneggiati durante la guerra furono rasi al suolo e rimpiazzati da complessi di case popolari. La crisi dell’acciaio degli anni ’80 fece chiudere diverse acciaierie, schiacciate dalla crescente automazione e dalla sempre più alta concorrenza straniera. Anche le Blades e gli Owls furono colpiti dalla crisi. Il Wednesday rimase in First Division per più di dieci anni, ma nel 1964 finì coinvolto nello scandalo del calcio scommesse. Peter Swan, David Layne e Tony Kay, giocatori degli Owls, furono accusati di aver truccato una partita con l’Ipswich Town, in seguito furono radiati a vita dal calcio. Nel 1970 il Wednesday retrocesse in Second Division, cadendo in un baratro che li portò addirittura in Third Division. Se Atene piange, Sparta non ride. Le Blades continuarono a salire e scendere dalla prima alla seconda divisione fino agli ’70. La retrocessione del 1976 si tradusse in un disastro finanziario e la diminuzione della vendita degli abbonamenti limitò ancora di più l’entrata di fondi per la squadra. La squadra retrocesse nel 1979 in terza divisione, ma i problemi non finirono, al termine della stagione ’80-’81 lo United si trovò in lotta per non retrocedere in Fourth Division.

Ultima giornata di campionato, le Blades ospitavano il Walsall a Bramall Lane, lo stadio più antico del mondo. Allo United bastava un pareggio per salvarsi e mandare in quarta divisione i Saddlers. Al novantesimo minuto, con lo United sotto di un goal, l’arbitro concesse calcio di rigore per le Blades. L’attaccante irlandese Don Givens, miglior giocatore della stagione, fallì il rigore, proprio sotto il Kop Stand, il settore più caldo di Bramall Lane. L’errore di Don Givens fece sprofondare lo United in Fourth Division, per la prima volta nella sua storia.

Prima pagina del The Star, primo giornale di Sheffield.

Negli anni ’90 la città di Sheffield iniziò a rinascere, l’organizzazione delle Universiadi del 1991 risultò determinante nella riconversione della città, dal settore secondario al terziario. Parallelamente alla rinascita della città, le due squadre uscirono dal baratro della terza e quarta divisione.

Alla fine degli anni ’90 il presidente dello Sheffield United, Mike McDonald, e il presidente dello Sheffield Wednesday, Dave Richards, organizzarono la fusione tra i due club. L’ambizioso progetto comprendeva la costruzione di un nuovo stadio e una squadra che potesse competere con le grandi squadre d’Inghilterra. Nonostante le grandi promesse, i cittadini di Sheffield insorsero, secondo un sondaggio dell’epoca il 98% dei tifosi era contrario all’unione. Il piano di Mike e Dave naufragò e i due club rimasero nel limbo della Second Division.

Al termine della stagione 2018-2019 lo Sheffield United è riuscito ad arrivare secondo, dietro il Norwich, assicurandosi la promozione in Premier League. La particolarità di questo United è la composizione della squadra, tutti i giocatori provengono dal Regno Unito e dalla Repubblica d’Irlanda. L’artefice di questa impresa è Chris Wilder, ex giocatore e tifoso delle Blades. Lo United è riuscito a vincere la concorrenza di Leeds, Aston Villa e Derby County, club che negli ultimi anni hanno fatto importanti investimenti con l’obiettivo di tornare in Premier.

Parata della squadra per il centro di Sheffield

Ma a Sheffield non si è mai tranquilli, pochi giorni fa le Blades si sono ritrovate al centro di uno scandalo. Secondo il Daily Mirror il co-proprietario della squadra, Abdullah Bin Mosaad, membro della famiglia reale saudita, avrebbe accettato finanziamenti pari a tre milioni di sterline da parte della famiglia di Osama Bin Laden. Questa accusa è stata mossa dall’altro proprietario delle Blades, Kevin McCabe, che da tempo conduce una battaglia legale con la famiglia di Mosaad per il controllo del club.

Prima pagina del Daily Mirror

Chris Wilder è riuscito a ridare entusiasmo a una squadra che mancava nella massima serie da dodici anni. Bramall Lane è pronto a ospitare il calcio inglese che conta, lo Sheffield United è tornato.