Finalmente ci siamo. L’ultima stagione di Premier si era conclusa con il trionfo di Pep Guardiola e del suo City dei record, la Champions League mancata dal Chelsea di Conte e con il clamoroso addio di Wenger al suo Arsenal, ancora una volta fuori dall’Europa più importante. Wba, Stoke e Swansea erano retrocesse, con Wolverhampton, Cardiff City e Fulham promosse dalla Championship.

L’estate ha portato poi l’Inghilterra ad un passo dal sogno di una finale dei Mondiali, conclusi con la delusione del quarto posto. Il calciomercato, come al solito, ha regalato numerosi colpi, con i club inglesi che hanno speso circa 900 milioni di euro. Basteranno per modificare le gerarchie dei blocchi di partenza?

 

 

1. Le certezze

 

Il City di Pep Guardiola parte da super-favorita per la stagione. Durante il mercato estivo, i Citizens si sono assicurati l’acquisto di Riyad Mahrez. L’innesto dell’algerino non fa altro che migliorare una rosa estremamente competitiva e profonda, utile per migliorare in Champions e riaffermarsi in campionato. Il mancato arrivo di un sostituto valido di Fernandinho può essere l’unico appunto al mercato di Guardiola, che però sembra poter e voler contare sulle giovanili del City.

Per la prima volta nella storia della Premier, una squadra non ha compiuto operazioni in entrata e in uscita durante la sessione estiva. Parliamo degli Spurs di Pochettino, che dopo il terzo posto della scorsa stagione, hanno voluto riconfermare in blocco la rosa, complici anche le ingenti spese per il nuovo stadio. Una scelta unica e controcorrente nell’estate dei 900 milioni. Eppure la mossa del Tottenham, accompagnata dal ritorno a casa, potrebbe rivelarsi vincente per concludere almeno nella top-3.

Poi, come non inserire fra le certezze il Liverpool di Klopp? I Reds hanno raggiunto la finale di Champions e , soprattutto, hanno concluso una campagna acquisti incredibile. Gli arrivi di Shaqiri, Keita, Fabinho e soprattutto Alisson hanno aumentato il valore dell’11 titolare. Basterà per insidiare la leadership del City? Probabilmente no, ma si sa la stagione è lunga e se Mo Salah dovesse ripetere le prestazioni della passata stagione …

Non saranno certezze di pari livello, ma Bournemoth, Crystal Palace e Brighton sembrano pronte a ripetere una tranquilla salvezza, in un’annata in cui la battaglia in fondo alla classifica sarà combattutissima. In particolar modo, i Seagulls sembrano aver compiuto una campagna acquisti particolarmente lungimirante: l’arrivo del talentino Bissouma e di Bernardo vanno proprio in questo senso.

Allo stesso modo, il Burnley di Sean Dyche non può che essere inserito fra le sicurezze di questa Premier. Certo, bissare il settimo posto dello scorso anno, con i possibili impegni in Europa League sembra davvero difficile, eppure la fortezza di Turf Moor, ad oggi, ci basta come garanzia. Joe Hart permettendo…

 

2. Le incognite

La categoria dei “dubbi” della nuova Premier rischia di essere la più affollata. Al comando troviamo sicuramente la coppia delle grandi deluse della scorsa stagione: Chelsea e Arsenal. I rocamboleschi cambi sulle due panchine di Londra rendono, per diversi motivi, le due squadre due punti interrogativi. E se, da una parte, i Gunners devono fare i conti con l’ “anno zero” del post-Wenger, dall’altra hanno confermato la squadra dello scorso anno, già rinforzata a Gennaio, con un mercato attento che ha portato Lucas Torreira e Bernd Leno a Londra. Proprio nella capitale, è sbarcato Maurizio Sarri. L’addio, complicato, a Conte rischia di ripercuotersi fuori e dentro il campo sull’ambiente-Chelsea. Eppure i colpi Kepa, Jorginho e Kovacic sembrano assicurare qualche speranza in più. Tuttavia, il fisiologico periodo di ambientamento al calcio di Sarri rischia di pesare sulla classifica finale di Hazard e compagni.

Leicester, West Ham, Newcastle sono le altre incognite di questa stagione. Le Foxes hanno perso Mahrez e, nonostante il rinnovo di Vardy , l’arrivo di una promessa come Maddison e la conferma di Maguire, rischiano di peggiorare il nono posto ottenuto nella  scorsa annata. Il West Ham del nuovo manager Pellegrini pare garantire più sicurezze, anche se una campagna acquisti importante (Wilshere, Felipe Anderson) spinge gli Hammers a dover migliorare almeno di 4-5 posizioni il tredicesimo posto della scorsa stagione. E non sarà facile. Non sarà altrettanto semplice per Rafa Benitez confermare l’exploit del girone di ritorno che ha permesso ai Geordies un incredibile decimo posto. Gli arrivi di Muto e Rondon migliorano la rosa dei bianconeri, che però dovrà trovare la costanza di prestazioni mancata durante lo scorso anno.

Capitolo a parte merita il Manchester United. L’estate dei Red Devils ha portato Diogo Dalot e Fred ad Old Trafford. Josè Mourinho è arrivato a definire il terzino portoghese “il migliore in circolazione“. Basterebbe questo a far capire a che livelli di malinconia è arrivato lo Special One, che può, tuttavia, godersi l’arrivo di uno dei centrocampisti più promettenti dell’ultima Champions. Ma i rapporti tesi fra la dirigenza e il manager portoghese fanno addirittura pensare ad un possibile divorzio. Il valore della rosa di Lukaku e compagni è, però, indiscutibile e di alto livello. Se i contrasti fuori dal campo dovessero risolversi, lo United potrebbe rientrare prepotentemente nella lotta per la top-3. Ad oggi, i vicini di casa dell’ Etihad sembrano comunque lontani centinaia e centinaia di chilometri.

 

3. Le possibili delusioni

Questa categoria, che potrà essere più o meno rimpolpata da alcune delle “incognite” di cui abbiamo appena parlato, è formata da quelle squadre sulle quali non punteremmo per la nuova stagione. Cardiff City, Southampton, Huddersfield Town e Watford non convincono ai nastri di partenza, per diversi motivi, più o meno simili. Per tutte, sicuramente il calcio mercato non ha portato grosse novità. L’arrivo in extremis di Danny Ings ai Saints, oltre a quello di Elyounoussi, non sembra garantire più qualità ad una squadra che ha clamorosamente perso Dusan Tadic, finito all’Ajax. Eppure Gabbiadini e compagni sembrano i più attrezzati di questa particolare categoria. Cardiff e Huddersfield partono, infatti, con delle rose che sembrano oggettivamente meno pronte di quelle delle dirette avversarie. La salvezza conquistata dagli uomini di Wagner nella scorsa stagione potrebbe essere un impresa difficile da ripetere. Infine, il Watford. L’ormai prima squadra della famiglia Pozzo ha riconfermato Gerard Deulofeu, ma non sembra aver rinforzato abbastanza il valore della rosa. Ad ogni modo, nella bagarre per la salvezza, il valore dei singoli potrebbe aiutare Troy Deeney e compagni a spuntarla sulle avversarie.

 

4. Le possibili sorprese

L’ Everton, come da tradizione degli ultimi anni, potrebbe tanto rientrare nella categoria delle sorprese, quanto in quella delle delusioni. All’inizio della scorsa stagione, i Toffees accoglievano il figliol prodigo Wayne Rooney, pronti ad una stagione di classifica medio-alta. Oggi, dopo l’inter-regno di Big Sam, l’addio di Rooney e una nuova promettentissima campagna acquisti, ci sentiamo di vedere l’Everton come possibile sorpresa. D’altronde sarebbe troppo facile preannunciarne una caduta. Sorprendente sarebbe se, dopo gli arrivi di Yerry Mina, Andrè Gomes, il duo Bernard-Richarlison e Digne, Marco Silva riuscisse a guidare i Toffees ad una qualificazione in Europa.

Infine, le due sorprese con più hype di tutta la Premier. Il mercato estivo delle due neo-promosse Wolverhampton e Fulham ha incendiato i sogni delle due tifoserie, che ora sperano in una stagione da classifica medio-alta. Entrambe le squadre sono intervenute in maniera massiccia e variegata sul mercato, ma il profilo di giocatori come Schurrle, Sergio Rico, Joao Moutinho e Rui Patricio non fa che aumentare l’attesa attorno alla stagione delle due neo-promosse rampanti. E Ruben Neves e Sessegnon potrebbero rivelarsi due nuove stelle della massima serie…

Per fortuna, l’attesa è finita. Oggi ricomincia la Premier.