Nel mondo dei film dedicati allo sport talvolta c’è posto anche per una commedia. Anche se pure attraverso le risate si può trattare una delle leghe professionistiche più conosciute al mondo in maniera comunque interessante.

Major League, chiamato in italiano “La squadra più scassata della lega“, tratta di una squadra del massimo campionato di baseball americano: i Cleveland Indians, franchigia realmente esistente. Nel film gli Indiani finiscono in mano a Rachel Phelps, ereditiera snob del precedente proprietario ed ex showgirl che ha tutte le intenzioni di spostare la squadra a lidi più interessanti, ovvero a Miami. La “escape clause” inserita nel contratto che lega la città alla MLB infatti prevede che in caso di bassa affluenza di pubblico si possa chiedere un trasferimento della squadra e per riuscirci la neoproprietaria decide di mettere insieme una formazione destinata a perdere, composta da giocatori di scarso livello.

Tra questi ci sono il ricevitore veterano con problemi al ginocchio Jack Taylor (Tom Berenger), il lanciatore pregiudicato e miope Rick Vaughn (Charlie Sheen), l’impreciso velocista Willie Mays Hayes (Wesley Snipes), il battitore cubano praticante di voodoo Pedro Serrano, l’ex stella e sfaticato Roger Dorn e il lanciatore ormai in pensione Eddie Harris, dati tutti in mano ad un attempato coach proveniente dalle leghe minori Lou Brown.

Inizialmente il piano di sabotaggio sembra riuscire, con una serie di imbarazzanti sconfitte, ma il vecchio allenatore con qualche aggiustamento riesce a invertire la tendenza e a mantenere i suoi in corsa per i playoff. Mentre sempre più ostacoli si parano sul cammino degli Indians (non ultimo i problemi privati di alcuni giocatori) la squadra si unisce sempre di più, in particolare dopo aver smascherato lo stratagemma della Phelps.

Con uno sforzo non indifferente gli Indians riescono a qualificarsi per lo spareggio con i temutissimi New York Yankees in una partita secca per decidere chi disputerà la post season. Nonostante vadano subito sotto, i ragazzi di Brown riusciranno con vari colpi di scena ad avere la meglio ottenendo un insperato ed emozionatissimo successo per la gioia di tutta la città (e per il disappunto della proprietaria). Sebbene con una trama semplice, Major League regala momenti ilari e anche emozionati e allo stesso tempo riesce a trattare dall’interno quella che è la vita di una squadra professionistica americana, sempre inserita tra immagine pubblica, business, problemi di spogliatoio e attriti con la dirigenza…insomma, un must per chi ama lo sport e vuole farsi due risate.