Non giriamoci intorno: Giuseppe Marotta è uno dei più bravi dirigenti sportivi del panorama calcistico. Il manager di Varese, durante tutta la sua carriera, è riuscito ad ottenere considerevoli successi sia con le realtà di provincia che con le squadre più blasonate. Una gavetta contornata da una serie di risultati positivi quali la conquista della Serie A (e la successiva salvezza) con il Venezia a cavallo tra il XX e il XXI secolo, un record di punti nel campionato a 18 squadre ottenuto con l’Atalanta e il ritorno ai vertici con la Sampdoria targata Garrone (la cui ciliegina sulla torta è stata il quarto posto e la relativa qualificazione ai preliminari di Champions League). Grazie alla sua affidabilità, al suo metodo di gestione vincente, e alla grandissima abilità in materia di calciomercato, Beppe Marotta si è conquistato la Juventus, riuscendo a risollevarla dall’oblio che l’aveva portata prima in Serie B, e in seguito a non essere più un valido competitor nella massima serie. Barzagli, Pirlo, Pogba e Tevez sono solo pochissimi esempi del buon lavoro svolto dal dirigente bianconero. Colpi a basso ed elevato prezzo che hanno risollevato una piazza che per una parte della sua storia era stata declassata a causa di vicende sportive e non. Con il suo lavoro, la sua dedizione e con i suoi risultati, Giuseppe Marotta ha saputo ottenere attestati di stima e di rispetto dal popolo bianconero in primis, e dagli addetti ai lavori poi.

Ai palati più fini, tuttavia, non sarà sfuggito sicuramente un particolare assai singolare dal punto di vista mercatizio. Se si analizza quello che è lo storico delle contrattazioni effettuate dal dirigente juventino si potrà scoprire un dato (o una coincidenza) del tutto peculiare: i colpi del 31 agosto di Beppe Marotta sono dei flop. Nella suadente armonia rappresentata dai suoi affari vi è sempre una distorsione legata al finale della sessione di mercato. Sin dal lontano 2010, anno in cui assunse la guida manageriale del club torinese, Marotta ha sempre fatto cilecca coi colpi last minute. Il primo della serie assume le sembianze di Armand Traoré. Proveniente dall’Arsenal, il senegalese viene accolto dal pubblico bianconero con grande entusiasmo vedendo in lui uno dei possibili simboli per invertire la tendenza negativa. E invece, il terzino si procura subito una lesione e non riesce a a brillare le poche volte che viene impiegato in prima squadra. La stagione fallisce, e alla Juve spetta solamente il settimo posto. Un problema collettivo si potrebbe obiettare: Traoré è sprofondato assieme a tutta la squadra e le colpe non ricadono tutte su di lui. Certo che no, tanto che a Torino manco si ricordano che ha calpestato i prati di Vinovo. Risultato? Viene subito collocato altrove.

La stagione successiva è quella della svolta, ma questa tendenza marottiana del colpo last minute non si inverte. Arriva Antonio Conte pronto a conquistare Juventus Stadium, tifosi, dirigenza e campionato. Nuovi protagonisti sono pronti a portare la Juventus in alto: Andrea Pirlo, Mirko Vucinic, Stephan Lichtsteiner, Arturo Vidal e…Eljero Elia. La storia ha fatto brillare i primi quattro, l’ultimo neanche è ricordato. È il 31 agosto 2011: Marotta regala a Conte una freccia olandese in grado beffarsi delle difese avversarie. Purtroppo per Elia, e a posteriori per fortuna per la Juve, non sarà così. Passa tutta la stagione in panchina fornendo solo momentanee apparizioni. I giornalisti e i tifosi chiedono a Conte: “quando giocherà Elia?”. Siamo ancora in attesa di risposta. A fine stagione fa le valigie e prende un volo direzione Brema.

Estate 2012: la Juventus ha intenzione di confermarsi e di ricalcare i palchi europei della Champions League. Oltre ad Asamoah, Isla e la giovane promessa Pogba, Marotta regala a Conte un bomber per risolvere i problemi offensivi che affliggono la Vecchia Signora. La soluzione arriva il 31 agosto con l’ingaggio di Nicklas Bendtner, il cannoniere danese che tanto bene ha fatto nella sua Nazionale e all’Arsenal. Ma le sue prestazioni bianconere non sono all’altezza. Il danese appare goffo, lento e impacciato, tanto da procurarsi un infortunio all’adduttore dopo soli due mesi di Juve. Nessuno pare preoccuparsi più di troppo, a parte allenatore e dirigenza che necessitano numericamente di un sostituto. Il colpo last minute arriva anche in inverno, per la precisione il 30 gennaio 2013. Si tratta di un vecchio (anche troppo) desiderio delle precedenti dirigenze bianconere: Nicolas Anleka. Marotta riesuma dalla Cina un giocatore che spera possa far bene alla causa contiana. Niente da fare. Anelka resta a secco come il suo omonimo danese. La stagione prosegue lo stesso, e la Juventus bissa il successo dell’anno prima. Spettatori pagati (NB: pagati, non paganti): Bendtner e Anelka.

Le vacanze estive 2013 passano tranquille, e si assiste a ingaggi di rilievo quali Tevez, Llorente e Ogbonna. Ma il colpo last minute è sempre dietro l’angolo. Questa volta bisogna aspettare l’anno nuovo perché Giuseppe Marotta faccia nuovamente cilecca. Il 31 gennaio 2014, con un look alla Johnny Depp, si presenta alle visite mediche Pablo Daniel Osvaldo prelevato all’ultimo secondo in prestito dal Southampton. Le premesse sono elevate: giocatore rodato in Serie A, agilità e tecnica sudamericana, e gol spettacolari in rovesciata. Purtroppo le aspettative non saranno confermate. A parte qualche lampo sporadico, l’italo-argentino non convince la piazza bianconera al punto di non essere riscattato a fine stagione.

Bisogna aspettare la sessione estiva di mercato 2016 per rivedere un altro colpo sbagliato firmato Giuseppe Marotta. Complice l’avvio disastroso in campionato, e le difficoltà in mediana registrate dagli uomini di Allegri, il 31 agosto 2015 approda a Torino Hernanes. Sin dal suo arrivo i tifosi storcono il naso e il brasiliano non riuscirà a convincere la platea. Lentezza, imprecisione e scarso rendimento condizionano l’anno e mezzo di Juve del verdeoro, ricevendo molti fischi durante le sue apparizioni. Hernanes finisce fuori dal progetto di Allegri, e a gennaio 2017 viene spedito in Cina con un biglietto di sola andata.

Veniamo al presente: con la partenza di Leonardo Bonucci, e in attesa di trovare un assetto di gioco adeguato, Giuseppe Marotta ha individuato in Benedikt Höwedes il giusto profilo per rinforzare i bianconeri. Sfortunatamente il tedesco non ha ancora avuto modo di dimostrare il suo valore a causa di un infortunio rimediato a settembre. Naturalmente la stagione è lunga e tutti i tifosi juventini e gli amanti del calcio si aspettano di ammirare il difensore teutonico. C’è solamente un piccolo particolare: è arrivato il 30 agosto. Sarà meglio toccarsi…