La prima contro l’ultima in classifica, la squadra alla quale gira tutto bene contro quella in crisi, la compagine con sempre più esperienza internazionale contro la piccola esordiente. Ieri sera a Lucerna tutto poteva lasciare presagire che l’esito di Lugano-Viktoria Plzen era già scritto. I cechi, forti di 10 vittorie su 10 nel loro campionato, tra cui il successo proprio lo scorso weekend nella tana del blasonato Sparta Praga, arrivavano in Svizzera con la chiara intenzione di portarsi a casa altri tre punti fondamentali per la loro avventura nel gruppo G di Europa League, apertasi con la secca sconfitta a opera della Steaua Bucarest, ma proseguita con il successo sull’Hapoel Be’er Sheva.

«Il Lugano ci ha sorpreso»- La squadra guidata da Pavel Vrba, uno dei migliori tecnici cechi dell’ultimo decennio, non aveva però fatto i conti con la motivazione e le qualità al momento non ancora pienamente espresse dai ragazzi di Pier Tami: «Il 3 a 2 è meritato – ha confessato, costernato, l’allenatore del Plzen a fine gara – I miei giocatori non hanno corrisposto le aspettative che avevo in loro». Certo, forse il Viktoria Plzen sceso in campo alla Swissporarena ci ha messo del suo, mostrando ben poco della macchina da gol all’opera nella Gambrinus Liga, ma se la fase offensiva degli ospiti non ha mai incantato è anche merito dell’organizzazione difensiva mostrata dai bianconeri. Sorretti da uno Steve Rouiller in formato continentale, motivati da un Dragan Mihajlovic pronto a ogni sacrificio (a fine partita a referto metterà pure qualche punto in testa…) e aiutati dall’ordine messo a centrocampo del navigato Cristian Ledesma, nonché dai raddoppi difensivi di Domen Crnigoj, i bianconeri hanno pure potuto pungere, scatenandosi in brucianti contropiedi.

Il falso nueve ticinese – Contro la possente difesa boema, Tami decide di lasciare in panchina la stazza di Alexander Gerndt, preferendo affidarsi alla dinamicità di Mattia Bottani. Il funambolico numero 10 nel primo tempo deve soprattutto limitarsi ad aiutare la squadra in copertura, ma nella seconda metà dell’incontro le cose cambiano. Il Lugano ritorna in campo con la consapevolezza di poter fare male agli avversari: pronti-via e al 47esimo Bottani si ritrova subito a tu per tu col portiere avversario dopo avere superato splendidamente capitan Hubnik. Il luganese pecca però di personalità nel momento decisivo, scegliendo di provare a servire un compagno invece che provare a concludere a rete. Attorno al 60esimo il pubblico fatica forse a perdonargli un mancato servizio a Junior, liberissimo fuori area, e un contropiede sbagliato, ma di lì a poco nessuno si ricorderà più nulla di tutto ciò. Bottani infatti al 62esimo dimostra una freddezza da grande campione e infila l’1-0, al quale segue dopo pochi minuti un bellissimo assist per Junior che in semirovesciata manda in visibilio i tifosi di “casa”.

Una “viktoria” sofferta – 2-0 e tutti a casa? No, perché il Lugano, vuoi l’inesperienza a questo livello, vuoi l’insicurezza insita nella testa dei bianconeri, concede qualcosa, lasciando modo al neoentrato Michael Krmencik di incornare in rete il pallone, dimezzando le distanze. Al bomber ospite però tiene a rispondere quello di casa, Gerndt, subentrato al posto di un esausto e applauditissimo Bottani. Gol di grande esperienza e qualità il suo e Lugano sul 3-1. Tutti a casa felici? No, nemmeno il tempo di registrare nel tabellino l’autore della marcatura luganese, che il Plzen approfitta di una sanguinosa disattenzione bianconera. Si soffre ancora per qualche minuto, ma poi la gioia si dipinge definitivamente sul volto di Sabbatini (inizialmente in panchina) e compagni: il Lugano dopo 15 anni torna a vincere a livello europeo!

Spazio ai sogni? – Malgrado le due sconfitte per 2-1 nei primi due incontri il Lugano, complice la sconfitta casalinga dell’Hapoel Be’er Sheva, si ritrova al secondo posto del girone, e vede inaspettatamente rilanciate le prospettive della sua campagna europea. Sognare un passaggio del turno alle spalle della Steaua Bucarest non è più un volo pindarico, ma indubbiamente i cechi vorranno vendere cara la pelle nel match di ritorno e gli imbattuti rumeni saranno da affrontare anch’essi in una complicata trasferta. «Non eravamo di certo i favoriti in questo gruppo – precisa Tami a fine partita – ma se guardiamo la classifica ora, potremmo anche farci dei bei pensieri. Tutto è aperto».

Si stappa ma… – Per i suoi ragazzi però è ora tempo di pensare subito alla Super League, dove la classifica si è fatta oltremodo preoccupante. Il mister ticinese si aspettava una reazione in Europa ed essa è arrivata: « Ci voleva questa vittoria. La squadra ci ha messo quegli elementi che nel calcio non dovrebbero mai mancare: ho avuto una grande risposta da tutta la squadra – ha affermato in sala stampa un Tami decisamente più sereno – Ora però dobbiamo già pensare a domenica, quella partita dovrà essere una conferma. » Testa a Sion dunque, dove Tramezzani (in tribuna ieri e preso di mira dalla curva bianconera) non vorrà fare nessuno sconto alla sua ex squadra. A questo Lugano probabilmente manca ancora qualcosa, ma la convincente prova di Lucerna non può essere un caso. Per stappare lo champagne di strada da percorrere ce n’è ancora molta, ma per il momento una bella Pilsner è indubbiamente più che meritata!