Dal 2010 a questa parte, ogni inizio dell’anno rappresenta un momento di crisi allucinante in casa nerazzurra: giocatori scontenti, mister traballanti e società incompetente… come mai?

Sono un tifoso nerazzurro dall’anno 2000 e amo profondamente i colori di questa maglia. Mi emozionavo a vedere giocatori come il mitico mancino di Alvaro Recoba, le fiammate del drago Stankovic, il risolutore dalla panchina Julio “El jardinero” Cruz, l’onnipotenza di Zlatan, l’eleganza di Sam Eto’o e le geometrie del mio preferito: Wes Snejder.

Avevo naturalmente profonda stima e rispetto del muro Walter Samuel, di Estaban Cuchu Cambiasso, dell’educazione di Javier Zanetti (ultimo vero capitano), il principe Milito (mattatore della finale di Madrid) e, negli ultimi anni, della perseveranza di Don Rodrigo Palacio.

L’immagine che ho dell’Inter è quella di giocatori che ci credevano nella maglia che indossavano. Credevano nel valore del club e nell’importanza di giocarsi il tutto per tutto a San Siro, uno fra gli stadi più imponenti e importanti dell’intero palinsesto europeo. ¨

È un’immagine che però rimane tale: oggi di quel sentimento, di quella voglia di lottare e di sudare e di sentire San Siro esplodere in un coro di applausi, quella voglia è scomparsa. Da 9 anni vedo giocatori trascinarsi lungo il campo così, tanto per fare: tanto lo stipendio a fine mese arriva, chissenefrega di giocare.

Il campionato italiano vede una sola grande squadra dotata di una rosa di top player in ogni reparto: la Juventus. Chi scuote il capo cercando scuse senza riflettere, è decisamente in errore. La Juventus domina incontrastata da 9 anni, senza lasciar niente a nessuno. Come mai? Tutto è dato da una società forte formata da regole ferree: non si sgarra, altrimenti sgabelli e multe.

Giusto così: per raggiungere l’eccellenza ci vogliono punti forti, punti decisi e precisi. Risolutezza, regole, precisione, fiducia in se stessi… caratteristiche totalmente assenti nel mondo a tinte nero blu.

La società milanese è composta da un organico che sulla carta (forse neanche quello) quest’estate doveva essere l’Anti-Juventus…rido per non piangere: tra affari di mercato sbagliati, gioco inesistente e giocatori più simili a autostoppisti sulle highways americane dell’Anti-Juventus non vi è assoluta traccia.

Per il mercato errato è d’obbligo citare l’affare Nainggolan-Zaniolo, il quale grida ancora vendetta. Tuttavia ritengo che nessuno fra noi tifosi avrebbe detto “NO” allo scambio. Teoricamente il belga era fra i centrocampisti top del campionato italiano mentre Zaniolo un autentico sconosciuto. L’errore è stato della dirigenza e dell’allenatore: uno non nasce fenomeno, lo diventa e il talento di Zaniolo andava visto e custodito. Ennesima “pirlata” nerazzurra tanto per intenderci.

Gioco inesistente. È facile criticare gli allenatori, è vero. Sono 9 anni che la panchina nerazzurra del post Mourinho è una giostra di nomi: Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli, Vecchi e infine Spalletti. Nessuno fra loro è riuscito a creare un’ossatura, un benedetto schema, una parvenza di contropiede intelligente, uno stralcio di passaggio a centrocampo. Niente di niente.

Anche la gestione Spalletti pare essere giunta al suo termine e a giugno, con tutta probabilità, saluterà il club milanese. Noi tifosi lo possiamo ringraziare per aver riportato la squadra a giocarsi la CL dopo anni di assenza. Direi per poco altro: il gioco spettacolare visto a Roma Spalletti non lo ha portato a Milano. Si possono incolpare i giocatori scarsi? In parte sì, in parte no. Detto questo, quando Lucianone se ne andrà non credo verserò una singola lacrima.

Giocatori. La rosa dell’Inter è scarsa. Così tanto? No, così tanto no. Rispetto a una Juventus direi proprio di sì. Il problema del centrocampo è evidente da anni: la società non è riuscita ad acquistare giocatori che conoscessero il gioco del pallone o che, conoscendolo, continuassero a praticarlo anche nella società nerazzurra. A parte il dato di gioco, quello che mi fa imbestialire è la totale mancanza di appartenenza al club.

Sto parlando di individui come Ivan Perisic che già dopo la fotografia dal ritiro di Brunate (braccia incrociate e voglia di posare pari a  0) doveva essere spedito al miglior offerente (che a questo punto non c’è stato e non c’è ancora). Oppure mi riferisco a Danilo d’Ambrosio: un uomo spogliatoio (forse, dopo la frase «Abbiamo mollato» non sono così convinto), ma  di sicuro non è un giocatore che può fare il titolare all’Inter (senza rancore Danilo, io come terzino penso sempre a Maicon).

Veniamo all’attuale capitano…, mi correggo, all’attuale ex-capitano dell’Inter: Mauro Icardi. Un giocatore con tanti gol nei piedi, un vero centravanti d’area che dà il meglio di sé faccia a faccia con il portiere. Lui aspetta la palla e quando gli arriva la butta dentro. E l’ha buttata dentro tante volte. Non sono qui a giudicare il suo valore come giocatore: ritengo Maurito il miglior attaccante dell’Inter degli ultimi 6 anni. Tuttavia l’agente di Mauro (sua moglie Wanda Nara) ha, con la sua esuberanza social, spaccato lo spogliatoio e Mauro ne sta pagando le conseguenze (non essendo in grado di gestire la situazione).

Per anni la coppia Icardi -Nara ha fatto il bello e cattivo tempo all’interno della sede nerazzurra. Per anni ogni loro capriccio è stato accontentato viste le difficoltà della squadra e il desiderio di tenersi stretto il bomber argentino. Bene, la musica pare essere cambiata.

La società si è stancata di determinati atteggiamenti e comportamenti. L’arrivo di un ex dirigente juventino (guarda un po’, dai nostri acerrimi rivali – non mi duole nemmeno ammetterlo – abbiamo tanto da imparare) ha scosso l’ambiente milanese. A Perisic è stato detto che senza una valida offerta non si muoveva, a Nainggolan che si doveva dare una sonora calmata nel privato e a Icardi di smetterla di permettere alla consorte Wanda Nara di tirare la corda e sproloquiare nei talk show televisivi.

Sarà il campo a parlare per Perisic e Nainggolan (poi per me, se arrivano offerte adeguate, un super ciaone anche a voi due) mentre per Mauro Icardi non so. Dopo lo smacco della fascia ha deciso di non andare a Vienna e attualmente si vocifera di un problema fisico. Vero che sia, credo che la storia d’amore fra Icardi e l’Inter sia bella che conclusa. Peccato.

Quindi, ricapitolando, all’Inter la follia è data da una società debole, giocatori deboli (tecnicamente e caratterialmente) e allenatori fragili. Sarà così anche il prossimo anno? Da tifoso nerazzurro spero di no. Spero che dal prossimo anno vedrò in campo 11 guerrieri adoranti della maglia che portano e non mercenari con le valigie sulla porta di casa. Spero che il prossimo allenatore riesca a dare una sana identità di gioco.

Buon sano calcio a tutti, perché il calcio è bello se rimane calcio.