“Now is the winter of our discontent.
Made glorious summer by this sun of York;
And all the clouds that lour’d upon our house
In the deep bosom of the ocean buried.”

(Shakespeare, Richard III, Atto primo, Scena 1)

Per oltre quarant’anni, le casate degli York e dei Lancaster diedero vita a quella che è comunemente chiamata la Guerra delle Due Rose. Gli York, La Rosa Bianca e i Lancaster La Rosa Rossa. Questo conflitto sconvolse la terra d’Albione per il periodo che va dal 1455 al 1485. In questo periodo di violenze, tradimenti e giochi di potere, si susseguirono re e regine delle due casate. A distanza di oltre 500 anni, due squadre di calcio reincarnarono questo conflitto. Il Manchester United, le rose rosse del Lancaster e il Leeds United, Rosa bianca dello Yorkshire. 

Ma partiamo con ordine, il calcio a Leeds arrivò abbastanza tardi, nel 1904, con la nascita del Leeds City Football Club. Nonostante la scarsa partecipazione e seguito, il club rimase in attività fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, non arrivando mai alla First Division. Durante la prima stagione dopo la Grande Guerra, il Leeds City fu colpito da uno scandalo finanziario, che portò la Football Association a escludere la squadra dal campionato in corso. Moriva dopo solamente quindici anni il calcio a Leeds. Dick Ray, ex giocatore del City, riuscì a formare una squadra e ad iscriverla alla Midland League, prendendo il posto della squadra delle riserve dell’ormai defunto Leeds City. Il 17 ottobre 1919 nasceva così il Leeds United.

Per quanto riguarda le vittorie e i trofei si dovette aspettare a lungo: era il marzo 1961 e Don Revie, giocatore a fine carriera, venne promosso ad allenatore del Leeds United.

Il decennio di Don Revie, manager, allenatore e trascinatore di quel Leeds United, è costellato di vittorie, e trofei nazionali e internazionali. Quel Leeds conquistò sei coppe, quattro in Inghilterra e due titoli europei, l’ex Coppa delle Fiere. Un po’ poco per una squadra così dominante. E’ proprio a causa degli innumerevoli secondi posti e delle beffe in Coppa dei Campioni, che quel Leeds si guadagnò il soprannome di “Damned United”. Nel 1974 Don Revie decise di lasciare il suo amato Leeds per tentare la fortuna sulla panchina dei Three Lions. Ma l’avventura non finì molto bene, l’Inghilterra non riuscì a qualificarsi agli europei del ’76 e compromise la qualificazione ai mondiali argentini del 1978. Don Revie non riuscì a portare il suo calcio, quello che aveva reso grande il Leeds e che era stato il più delle volte criticato e invidiato. Anche i Whites non ebbero troppa fortuna dopo l’addio di Don. La dirigenza di Ellan Road ingaggiò l’eterno rivale di Revie, Brian Clough, ex allenatore del Derby County che aveva più volte criticato Don, Leeds e i suoi calciatori per il loro gioco violento e antisportivo. L’avventura nello Yorkshire non durò molto, dopo appena 44 giorni, Clough venne silurato dalla dirigenza, complici i risultati e lo scontento generale dello spogliatoio, troppo legato alla legacy di Don Revie.

La panchina del maledetto United finì per essere guidata da Jimmy Armfield, ex giocatore del Blackpool, nel quale militò per ben 17 stagioni. Armfield non aveva esattamente il pedigree di Don Revie o Brian Clough, ma il “suo” Leeds riuscì a raggiungere la finale della Coppa dei Campioni di Parigi, dopo aver eliminato i campioni di Belgio, Ungheria, Svizzera e il Barcellona di Johan Cruijff. La finale di Parigi si rivelò una catastrofe, gli Whites si ritrovarono davanti il Bayern Monaco di Gerhard Muller. La sconfitta per due reti a zero venne ribattezzata dallo Yorkshire Evening Post: “Shame of Paris“. I tifosi erano scesi in massa dallo Yorkshire, convinti di avere la Coppa dei Campioni in tasca, e con essa il biglietto per il mondiale per club in Brasile.

Niente di più sbagliato. Gli animi allo stadio si scaldarono fin dal primo tempo, quando il giocatore del Leeds, Bremner venne spintonato in area da un difensore bavarese. In un primo momento l’arbitro fischiò calcio di rigore, ma in una frazione di secondo, il guardalinee segnalò la posizione di fuorigioco di Bremner. Dagli spalti numerosi tifosi del Leeds gridarono allo scandalo e iniziarono a lanciare in campo bottiglie e seggiolini. Poco prima del fischio finale, centocinquanta tifosi abbandonarono lo stadio, provocando disordini nei dintorni di quest’ultimo e per la capitale francese. Per il Leeds, la finale di Parigi fu l’ultima grande partita disputata. Armfield non riuscì a ripetersi e durante la stagione 1977/78 venne silurata dall’impaziente dirigenza di Elland Road. La “mean machine” creata da Don era solamente un lontano ricordo. Nel 1982 il Leeds United precipitò in Division Two, il Damned United era ufficialmente finito.

Un nuovo ciclo si riaprì nel 1989, quando Howard Wilkinson riportò l’orgoglio perduto dalle parti di Ellan Road. Il Leeds United riuscì a guadagnarsi la promozione in Division One e dopo solamente 2 stagioni Wilkinson conquistò il campionato inglese. Questa fu l’ultima grande gioia per gli Whites. Nei primi anni 2000, il Leeds allenato da David O’Leary sfiorò per ben due volte la finale di Champions League, fermandosi alle semifinali. Nonostante gli anni, gli allenatori e i giocatori, il Leeds rimane sempre il Damned United.