Il 31 maggio di quest’anno ha visto Antonio Conte sedersi sulla panchina dell’Internazionale Milano F.C.; prima di lui,  Giuseppe “Beppe” Marotta ha assunto il ruolo di amministratore delegato per l’area sportiva della compagine nerazzurra milanese.

–> 

 

Antonio e Beppe si ritrovano dopo aver riportato la Juventus tra le grandissime d’Europa grazie a uno straordinario lavoro tattico e un’efficace strategia di mercato. Il mondo torinese bianconero deve molto a entrambi: grazie al loro operato, la Juventus è da anni l’indiscussa fuoriclasse della Serie A.

Una storia d’amore tormentata quella fra Antonio e la Juventus. Dopo aver militato per anni come centrocampista e capitano della formazione, Antonio ritornò nel 2011 come allenatore con un unico scopo: vincere. Nel 2010 Beppe era diventato il direttore generale della società bianconera con un unico obbiettivo: acquistare giocatori vincenti.

Antonio e Beppe condividono un dogma: la cultura del duro lavoro, un tema che sfiora l’equilibrio e la filosofia della marzialità.

I giocatori acquistati da Beppe e allenati da Antonio sanno di portare sulle spalle un enorme fardello: essi sono stati scelti per onorare questo principio. Vietato sgarrare.

La Juventus ha dominato grazie a questo pensiero. Giocatori come Andrea Barzagli, Andrea Pirlo (fuoriclasse fra i fuoriclasse), Arturo Vidal, Carlitos Tevez, Paul Pogba, Claudio Marchisio, Stephan Lichtsteiner e tutti gli altri che hanno reso nuovamente grande la Vecchia Signora non sono mai andati fuori dal progetto “marottiano-contiano”.

Chi sbagliava, chi sbuffava, chi la pensava diversamente veniva dapprima ripreso e poi, se si dimostrava recidivo, punito. Questa cultura del lavoro è stata rispettata da Allegri dopo Conte: Massimiliano ha condotto la Juventus a sfiorare la coppa dalle grandi orecchie per ben due volte.

Ora la coppia vincente siede sulla panchina nerazzurra e, nel giro di pochi mesi, ha stravolto completamente l’ambiente milanese: con loro non si scherza più, chi non rispetta le regole o assume atteggiamenti un po’ troppo sopra le righe, prenda la porta e se ne vada.

Don Beppe è giunto a Milano e ha fatto o sta facendo piazza pulita di quelle che possiamo definire le “mele marce”: Radja Nainggolan, Mauro Icardi e Ivan Perisic.

Stiamo parlando dei tre giocatori considerati più validi tecnicamente e più forti dell’intera rosa nerazzurra.

Ivan Perisic è arrivato nel 2015 a Milano affermandosi come uno dei più interessanti esterni d’attacco del campionato, nonostante il meglio di sé lo abbia dato sempre e solo con la nazionale croata. Nainggolan è giunto a Milano solo la scorsa stagione dopo aver attirato su di sé le attenzioni dei grandi club per le ottime prestazioni con la Roma spallettiana. Per Mauro Icardi parlano i numeri: 111 reti in 188 presenze, uno dei centravanti più letali degli ultimi anni e capitano nerazzurro dal 2015 al 2019.

Tutti e tre sono stati tagliati fuori dal progetto di Beppe e Antonio.

–>

Ivan il “poco terribile” è prossimo a trasferirsi a titolo temporaneo con diritto di riscatto al Bayern Monaco. Il suo rendimento altalenante e il suo malessere nell’indossare la maglia nerazzurra nelle due ultime stagioni non sono passati inosservati a Beppe e Antonio. Inoltre, l’allenatore ha pubblicamente bocciato la candidatura di Ivan a esterno a tutta fascia. Buona avventura a Monaco di Baviera, chissà se tornerai il terribile.

Al Ninja non sono state apprezzate le dichiarazioni di dicembre sulla sua nostalgia della squadra giallorossa e nemmeno le sue notti brave nei locali notturni. Così, nonostante il gol valido per la Champions abbia la sua firma, Radja dopo solo un anno viene spedito a Cagliari in prestito secco.  Lo rivedremo?

Al bomber rosarino è andata peggio. Dopo aver segnato in tutti modi per il club,  a febbraio 2019 si è visto sfilare la fascia da capitano dal braccio. Perché? Motivi comportamentali. Mauro decide di rispondere non sul campo, ma via social. Autoesiliatosi dai campi di allenamento, la frattura fra Mauro e la società è insanabile. Nonostante cerchi – o così vogliono far intendere l’ex capitano e la consorte Wanda Nara – di essere reintegrato in rosa, per Beppe e Antonio non ci sono possibilità: Mauro Icardi  è sul mercato, dato rimarcato dal giovane presidente Steven Zhang.

Lo sbarco del bomber belga Romelu Lukaku ha solo confermato l’impossibilità a ricucire il rapporto fra Mauro e il club: l’ex Manchester sponda United avrà la maglia numero 9 per la gioia di Antonio e la disperazione degli Icarders.

Molti tifosi nerazzurri hanno considerato la venuta di Antonio e Beppe  negativamente: DNA juventino, non può essere positivo! La memoria ha le gambe corte, Marcello Lippi insegna! Sono venuti per distruggere il mondo Inter dall’interno!

Insomma, di frasi di questo tipo ne abbiamo sentite anche troppe.

Beppe e Antonio sono due professionisti, amanti e appassionati della professione che praticano. Sono maestri del mondo calcistico, Generale e Comandante, Shogun e Primo Samurai.

Non ho dubbi che con loro al timone della società l’Inter supererà buona parte degli ostacoli. Seguendo  Beppe e Antonio, i giocatori nerazzurri ci penseranno due volte prima di scrivere o dichiarare frasi poco piacevoli.

È cominciato un nuovo cammino, è cominciata l’era del vangelo di Antonio e Beppe: serietà, professionalità e rispetto. Senza questi ingredienti non si può andare da nessuna parte.