Juventus e Porto, due squadre abituate a giocare questi incontri da dentro o fuori. I bianconeri partono favoriti, ma attenzione ai lusitani, in crescendo in questa stagione e pronti a mettere il bastone tra le ruote ai piemontesi, costretti a vincere e convincere dopo gli acquisti estivi. Cerchiamo ora di spulciare un po’ le due formazioni che andranno ad affrontarsi.

I torinesi hanno cambiato molto in estate, perdendo Mr. 100 milioni Pogba, ma facendo sbarcare a Caselle gente del calibro di Higuain, Pjanic, Benatia e Pjaca, giovane talento cristallino che sta piano piano conquistando minutaggio dopo un avvio difficile a causa di un infortunio.
In Serie A lo sappiamo tutti, la Juventus è davanti, ma c’è qualcosa che ancora non torna, o meglio, non tornava a inizio campionato. Le vittorie arrivavano, ma il gioco stentava. A fare la differenza erano soprattutto le individualità dei giocatori di Max Allegri, capaci di risolvere le partite da soli. Le cose sono poi cambiate dopo la 4a sconfitta esterna di Firenze, dove un’impresentabile Juve toccò il fondo, se così si può dire, poiché i campioni d’Italia erano comunque in vetta.

Dalla gara casalinga con la Lazio, il tecnico livornese ha cambiato pelle alla sua creatura, abbandonando sia il 4-3-1-2 sia il 3-5-2 di contiana memoria, passando a un 4-2-3-1 a trazione offensiva. In questo modo la Vecchia Signora è potuta scendere in campo contemporaneamente con Higuain, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Pjanic. Il cambio ha rinvigorito soprattutto gli ultimi due, con il croato tornato a giostrare sulla fascia come da ragazzino, mentre il bosniaco si è accomodato nei due mediani, dividendo il campo con il professore Khedira, giocatore dall’intelligenza quasi mostruosa.

Da lì la squadra ha inserito il turbo, ottenendo un filotto di vittorie che hanno scacciato i dubbi. C’è solo da vedere se anche in Europa l’ex tecnico di Cagliari e Milan deciderà di proseguire con questo esperimento, ma in questo momento pare difficile rinunciare a qualcuno dei 4 davanti, i quali hanno dimostrato di saper sacrificarsi per la causa, tanto che la difesa ha incassato un solo gol in campionato con questo modulo.

In Champions League le cose sono andate piuttosto bene grazie all’andamento in trasferta. Inseriti con Lione, Siviglia e Dinamo Zagabria, gli italiani hanno faticato un po’ per dimostrare la loro superiorità, ma hanno comunque strappato il primo posto.

Passato come seconda alle spalle del Leicester, il Porto sta vivendo una stagione piuttosto analoga alla Juventus. Partiti in sordina, i Dragoni hanno continuato in crescendo la loro annata, trovando la quadratura del cerchio col passare del tempo. Il grosso problema iniziale era concretizzare la mole di gioco creata. Poi le cose sono iniziate ad andare meglio, tanto che i lusitani stanno contendendo il titolo nazionale al Benfica.

Il mix tra ragazzini come Diogo Jota e veterani come Casillas rende il Porto una squadra spumeggiante e piacevole da seguire. Attenzione soprattutto a metà campo a Danilo Pereira, “trinco” dotato di tecnica, prestanza fisica e intelligenza calcistica, e a Oliver Torres, in prestito dall’Atletico Madrid. Davanti le speranze dei tifosi sono tutte su André Silva, nuova promessa del calcio portoghese. La sorpresa potrebbe essere Tiquinho Soares, neo acquisto che dopo aver deciso al debutto la sentitissima partita contro lo Sporting firmando due reti, ha segnato ancora sette giorni più tardi. Il 26enne sembra l’erede designato di Hulk, poiché in campo corre, lotta, sgomita e… segna. Probabile che i due possano giocare l’uno al fianco dell’altro.

Infine gli stadi, due fortini che sembrano essere l’arma in più per entrambe le formazioni. 29 le vittorie consecutive in campionato allo Stadium per la Juventus, ancora zero le sconfitte stagionali casalinghe del Porto. Molto probabilmente ci si giocherà una buona fetta della qualificazione al Dragao. Se Buffon e compagni dovessero subire troppo l’atmosfera, ecco che i padroni di casa potrebbero mettere sui binari giusti la contesa. Come detto però, sono i torinesi a partire favoriti, avendo una rosa migliore. La pressione di dover vincere a ogni costo potrebbe minare un po’ la serenità in casa Juve. Uscire agli ottavi sarebbe un fallimento europeo su tutta la linea.

I precedenti però sorridono agli italiani, i quali non hanno mai perso contro il Porto, affrontato l’ultima volta nella stagione 2001-2002. Il match più importante fu la finale della Coppa delle Coppe del 1984 giocata a Basilea, vinta per 2-1 dai bianconeri grazie a Vignola, autore di un gol e un assist a Boniek nel 2-1 finale.