Lo Stadio Giuseppe Meazza fu inaugurato il 19 settembre del 1926 con un’amichevole tra Milan e Inter. Con i suoi 93 anni di storia, la Scala del Calcio continua ad affascinare l’Europa intera. Ma sembra proprio che il suo destino stia per affrontare un cambiamento molto repentino. San Siro, infatti, si appresta a chiudere definitivamente i suoi cancelli. È da tempo che ormai si parla di una struttura non più in grado di ospitare i milioni di visitatori che annualmente vi si recano per eventi che vanno oltre alle singole partite di calcio.

Ma sarà restauro o nuova costruzione? Inter e Milan scelgono la seconda. A luglio è stato presentato il progetto che prevede la costruzione di un nuovo impianto da circa 65 mila posti con l’aggiunta di un distretto multifunzionale nell’area intorno allo stadio, dedicato a sport, shopping e divertimento. L’obbiettivo è quello di creare un punto di riferimento non solo per i tifosi ma anche per i turisti che visitano Milano e dintorni durante tutto l’anno. Gli investimenti dovrebbero aggirarsi intorno a 1,2 miliardi di euro.

Gli esperti del Politecnico di Milano affermano che l’eventuale rifacimento del vecchio stadio costerebbe circa 300 mila euro in meno di nuovo impianto ma non consentirebbe di ottenere gli stessi ritorni, sia in termini finanziari che di riqualificazione urbana. Inter e Milan hanno bisogno di uno stadio che risponda alle esigenze contemporanee del calcio e a quelli che saranno i bisogni dei tifosi tra dieci o venti anni; le due società avrebbero modo di innalzare i propri ricavi per tornare a vincere.

E allo Stadio San Siro che cosa succederà? I primissimi che sembrano in disaccordo con le due società calcistiche sono proprio i tifosi, troppo affezionati a San Siro, pronti a difenderlo spingendo per la sua ristrutturazione. Tra questi anche Beppe Sala, sindaco meneghino dal 2016, che dopo la vittoria di Milano alle Olimpiadi 2026 aveva detto sicuro: «La cerimonia di apertura si terrà a San Siro. Parlare di abbattimento mi sembra prematuro».

Queste parole sono state forse frutto di una mancata considerazione di problemi logistici e pratici legati al restauro. I lavori, infatti, non durerebbero meno di 5/6 anni e per almeno quattro lo stadio non potrebbe ospitare eventi di nessun tipo. Giocare lontano da Milano comporterebbe una perdita di ricavi e un danno economico, oltre che organizzativo, per i tifosi obbligati a seguire la squadra costantemente in trasferta.

La ristrutturazione modificherebbe comunque il Meazza in maniera drastica. Il primo anello (il più antico) e il secondo subirebbero un rifacimento mentre il terzo sarebbe completamente abolito.

La strada sembra ormai delineata: San Siro va verso la distruzione. Lasciarlo lì vuoto, al fianco del nuovo stadio non avrebbe senso. Il 26 settembre le due società milanesi hanno presentato i progetti per il nuovo stadio di Milano. I disegni principali sono due: “La Cattedrale” di Populous (con vetri, guglie e giochi di luce – per richiamare il Duomo di Milano) e “Gli anelli di Milano” di Manica-Sportium (dalla forma ovale, prevede due anelli che si intersecano e simboleggiano il progetto comune di Milan e Inter).

Fonte: ilfoglio.it

In entrambi i casi, intorno alla struttura, sorgerà un quartiere completamente nuovo: là dove c’era l’erba del rettangolo di gioco, nei disegni di Populous ci sono due grattacieli, quello più alto dovrebbe ospitare gli uffici e l’altro un hotel; nel progetto di Sportium resterà l’erba gloriosa del Meazza e diventerà un parchetto.

Per ovviare all’ostilità dei tifosi, Alessandro Antonello, Ceo Corporate dell’Inter, e Paolo Scaroni, presidente del Milan, annunciano sul palco dell’aula magna del Politecnico di Milano un “televoto” che sarà aperto sul sito ufficiale dello stadio (nuovostadiomilano.com), per coinvolgere il pubblico nella scelta della miglior proposta.  

Dopo quasi cento anni di attività, San Siro è considerato uno degli stadi più importanti d’Europa. Non esiste un appassionato di calcio che non conosca il Meazza. Qui i tifosi di Inter e Milan hanno pianto di gioia e di dolore, con le loro squadre del cuore che su quel prato hanno alzato i trofei più ambiti d’Europa, qui si è costruita la storia di due tra i club più importanti nel palcoscenico calcistico.

Ma poi la razionalità prende il posto dell’emotività e dei ricordi. La struttura è, ormai, vecchia e sembra non reggere più i tanti tifosi che ogni domenica saltano incitando i loro calciatori. Anche da un punto di vista architettonico San Siro non sembra essere all’altezza dei migliori stadi europei.

Se Inter e Milan vogliono davvero tornare tra le grandi, devono, insieme, compiere questo ulteriore passo. Insieme per qualcosa di grande per tutto il mondo del calcio.