Estate 2017. La finestra estiva di mercato porta alla Juventus ottimi giocatori come Douglas Costa, Matuidi, Szczesny e Bentancur. Ma l’acquisto che più solletica la curiosità dei tifosi bianconeri è quello di Federico Bernardeschi. Il giovane di Carrara viene da due brillanti stagioni alla Fiorentina (segnando 20 gol in 83 partite), in cui dimostra ottime qualità tecniche che lo rendono uno dei prospetti italiani più interessanti del momento. Tanto che la Juventus, reduce da 6 scudetti e una finale di Champions appena raggiunta, si convince ad investire 40 milioni più bonus per garantirsi i servizi dell’ormai ex-viola.

Nella sua esperienza a Firenze Bernardeschi ha giocato prevalentemente come esterno destro nel tridente d’attacco, ma Massimiliano Allegri non lo vuole limitare ad un solo ruolo. Secondo il suo nuovo tecnico infatti, Federico può anche giocare più accentrato in un ruolo da trequartista o, all’occorrenza, addirittura da falso nueve. In squadra con lui ci sono campioni come Higuain, Mandzukic, Dybala, Cuadrado e il già citato Douglas Costa, ma nel 4-2-3-1 con cui la Juventus inizia la stagione c’è spazio per tutti e Bernardeschi potrà mettere in mostra le sue qualità.

Di lì a pochi mesi però Allegri virerà sul 4-3-3 che dà più stabilità alla squadra: nella sua mente gli attaccanti titolari sono Mandzukic, Dybala e Higuain, e lo spazio per il carrarino è di conseguenza meno. Da parte sua Bernardeschi si fa sempre trovare pronto,collezionando buone prestazioni quando chiamato in causa, fornendo gol e assist (anche se meno rispetto agli anni fiorentino), ma soprattutto facendo quel “lavoro sporco” in fase di non possesso tanto caro al tecnico livornese.

“Berna” riesce così a ritagliarsi spazi sempre più importanti, e anche nella stagione successiva, con l’assetto della squadra che rimane invariato (con Cristiano Ronaldo che sostituisce Higuain), le sue prestazioni sono sempre buone, tant’è che nella seconda parte di stagione è praticamente considerato un titolare. L’apice lo vive nella notte di Champions in cui Ronaldo rimonta l’Atletico Madrid con una tripletta: Federico è il migliore degli umani, in una partita fatta di giocate e progressioni che portano, tra le altre cose, al rigore del 3-0.

La carriera di Bernardeschi sembra essere alla svolta: alla tecnica e alla forza mentale, che non gli sono mai mancate, sembra aver aggiunto anche quella capacità tattica di leggere le situazioni di una partita che invece gli era spesso mancata. Ma i mesi successivi sono i peggiori dal suo arrivo a Torino. Dopo la partita con l’Atletico è titolare inamovibile fino a fine stagione, ma purtroppo per lui le prestazioni non sono all’altezza. Spento, svogliato ed estremamente falloso: il giocatore sembra solo un lontano parente del Federico Bernardeschi ammirato nei mesi precedenti.

In estate (e siamo ormai alla storia recente) la Juve decide di separarsi da Allegri dopo 5 anni di successi e sceglie l’ex “nemico” Sarri come nuovo tecnico. Il gioco dell’allenatore campano, più propositivo rispetto a quello di Allegri, sembra ciò di cui necessita Bernardeschi per ritrovarsi. Nella sua conferenza stampa di presentazione, il nuovo mister spende parole al miele per l’ex-viola, specificando però che dopo anni in cui ha giocato in vari ruoli, ovunque con buoni risultati, ma in nessuno con ottimi, ha bisogno di specializzarsi.

Nelle ultime settimane il tecnico è ritornato sulla questione, specificando che il ruolo in cui vorrebbe provarlo è quello di mezzala. Per ora questo esperimento è impraticabile, vista l’abbondanza di centrocampisti in rosa, ma in futuro potrebbe essere un’ottima soluzione. Infatti, in quel ruolo, verrebbero esaltate le qualità di Bernardeschi (tecnica, capacità di palleggio, nonché ottime doti fisiche e atletiche), mascherandone al contempo il difetto che ha più evidenziato negli ultimi due anni, ovvero l’incapacità di “vedere” la porta, e più in generale la difficoltà nel trovare la giocata giusta negli ultimi 20 metri.

Il pre-stagione dell’ex-viola è stato da incubo, peggio ancora del finale della scorsa, se possibile. L’occasione per mettersi in mostra era ghiotta, viste le vacanze prolungate dei nazionali sudamericani, reduci dalla Coppa America. Ma pur giocando tutte le amichevoli estive, mai si è avuta la sensazione che Bernardeschi potesse essere titolare quando la rosa sarebbe stata al completo.

A settembre l’infortunio di Douglas Costa (determinante nel 4-3-3 di Sarri) mischia però le carte in tavola. Con il brasiliano ai box, e Cuadrado ormai impiegato a tempo pieno come terzino, il passaggio al 4-3-1-2 è quasi inevitabile. E così, con anche Ramsey (il naturale trequartista titolare) ai box, il “tuttofare” Bernardeschi, si ritrova a sperimentare questo ruolo. Il risultato è incoraggiante: se sulla fase di possesso si è mostrato ancora un po’ indeciso, in fase di non possesso ha invece fatto molto bene, riuscendo ad organizzare efficacemente il pressing alto richiesto da Sarri.

Il miglioramento mostrato nelle ultime uscite (Nazionale compresa) è incoraggiante, ma non è ancora sufficiente. Sapendo adattarsi molto bene sia al 4-3-1-2 sia al 4-3-3, Federico avrà molte occasioni per mettersi in mostra questa stagione, considerata soprattutto la forte propensione agli infortuni muscolari di Ramsey e Douglas Costa (i titolari “designati” nei rispettivi moduli). Inoltre, come detto, il gioco di Sarri ha moltiplicato il numero di azioni pericolose rispetto agli anni scorsi, aiutando così i giocatori offensivi a far emergere le proprie qualità.

Per Bernardeschi deve necessariamente essere questa la stagione della svolta. Ora o mai più Federico…