Periodo di distanziamento sociale ma non di distanziamento dai social, quelli vivono e sono più attivi che mai. Per svago o per lavoro, quindi per noia nei tanti momenti morti e o per l’utilità nell’arrivare a più persone i social stanno diventando sempre più strumento di comunicazione e condivisione.
Il modello che può comunque fotografarsi con set casalinghi, il giornalista che tra dirette e video offre comunque un contributo e un suo punto di vista, i venditori che trasformano i profili in cataloghi online di mascherine che diventano accessorio di abbigliamento e non più qualcosa preso velocemente tramite qualche “aggancio ospedaliero” in preda a necessità mossa dalla fretta. E poi ci sono calciatori e sportivi, che giocano a Fifa oppure allestiscono palestre in casa (sempre che già non ci fosse) e sempre che loro si possano definire case. Distese verdi in cui lasciar correre i figli o utili alle mogli come sfondo per foto da influencer, sempre sui propri account social, ville su più piani con stanze arredate un po’ come capita. Abbandonando un attimo lo sport ma rimanendo in una simil concezione di arredamento, ricordo di essere rimasto troppo colpito quando scoprì che Denzel Washington in casa sua avesse una stanza dove si occupava solamente di incartare i regali.
Gli sportivi quindi, almeno stando ai social, sembrano avere una vita piuttosto simile tra loro. Ma chi riesce a trasformare il lusso e lo sfarzo in ricercatezza? Chi grazie alle sue possibilità economica trasforma il suo seguito in gente interessata a guardare i suoi post Instagram?
Qui troverete i cinque profili Instagram più interessanti in cui ci siamo imbattuti recentemente:

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– Jonathan Dos Santos, centrocampista Los Angeles Galaxy
Cominciamo con quello che per me è il migliore. Vi ricordate Giovani Dos Santos? Una delle più grandi promesse mai rispettate del Barcellona, che può fare compagnia a Bojan Krkic in cima alla lista di chi prometteva di essere un campione di fama mondiale e invece sta finendo la carriera in campionati di seconda fascia.
Ecco, ha un fratello, Jonathan, ed è forse il calciatore con il profilo più chic e interessante del mondo del calcio. La maggior parte delle foto in bianco e nero, altre dove il soggetto delle foto sono gli accessori (occhiali, particolari di oggetti come valige, profumi, libri e foto alle poesie).
Los Angeles aiuta con questa ricercatezza e infatti non mancano foto a palme e macchine d’epoca o incontri con stilisti a Venice Beach, il tutto condito da trench e Borsalino come outfit.
Jonathan Dos Santos è il numero 8 dei Galaxy da ormai tre stagioni, un simbolo della squadra, che a Los Angeles ha trovato forse la sua dimensione, soprattutto se guardiamo il suo profilo. Le storie in evidenza segnalano un ragazzo che sì, si può permettere molto ma non lo espone mai con arroganza e al contrario, con quel pizzico di “a me fa stare bene così”.
Occhiali perfettamente abbinati e vintage con una camicia in stile LA, accompagnato dagli amici di sempre che l’hanno seguito fino alla California o vanno a trovarlo in rimpatriate perfette anche per i followers che seguono la festa storia dopo storia.
Il segreto è forse condividere cose che realizzano prima di te stesso, che i post siano un album di ricordi personali prima ancora che mostrare in maniera effimera qualcosa di tuo con il solo intento di farlo vedere. La chiave probabilmente è questa e Jonathan Dos Santos ci riesce benissimo.

– Esteban Granero, centrocampista Marbella
Dagli USA all’Europa, nella culla della storia, dello stile. Andiamo in Spagna per concentrarsi su un giocatore mai banale. Esteban Granero, di Madrid, capace di ritagliarsi un posto nel Real all’epoca di Mourinho e passare neanche un anno fa dall’Espanyol in Liga al Marbella in terza serie.
Mai banale “el Pirata” che sposa un progetto ambizioso in una regione bellissima come l’Andalusia.
Il suo profilo viene spesso utilizzato per sponsorizzare eventi, come la Cena Pirata che ormai giunta alla sesta edizione serve a trovare fondi per la ricerca contro il cancro infantile.
Per promuovere i suoi articoli perché Granero si è cimentato nel giornalismo e scrive per la testata Newtral di Madrid.
E l’ultimo progetto, utile e più contemporaneo che mai, la fondazione di Olocip Lab, basata sull’intelligenza artificiale si occupa prevalentemente di dati nel mondo dello sport ma ha offerto anche degli studi sull’andamento del Covid-19 per prevenirne i danni e avvertirne la pericolosità grazie ai numeri.
Non mancano post in cui gioca a scacchi o quando al prestigioso Teatre Liceu di Barcellona assiste a Il Trovatore di Verdi, alle pagine di un libro o quando alcuni dei suoi gruppi preferiti (Sidecars e il suo “gemello” Leiva) pubblicano qualche nuovo singolo.
La mia foto preferita però è un post del 17 luglio 2018, in Kenya, in cui nella scuola di Shakinah di Molo viene fotografato di spalle con la maglia bianca del Real, l’11 e il nome Granero. Sempre attento, sensibile e mai banale el Pirata.

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– David Beckham, ex centrocampista Manchester United, Real Madrid, Los Angeles Galaxy
David Beckham è stato da sempre il modello di bellezza per eccellenza inventando nel mondo del calcio l’essere icona, per tanti troppo bello per giocare a calcio”.
Se questo status lo deve al matrimonio con Victoria, una delle Spice Girls, quello che è arrivato da lì in poi è anche opera sua. I diversi tagli di capelli – e tutti perfetti -, le partnership con grandi marchi commerciali che lo hanno reso un’icona di importanza mondiale.
Una volta ritiratosi si è concentrato sulla famiglia numerosa (4 figli) e sulle collaborazioni, celebri quelle con H&M, Armani e Calvin Klein. E’ diventato sempre più modello ma con uno stile inimitabile (se pensiamo alla campagna con la marca di whisky Haig Club).
Nel suo profilo Instagram non lascia indietro nessuno: festeggiando anche a distanza compleanni con foto d’archivio e ricordando compleanni celebri come quelli della Regina Elisabetta o il colonnello Tom Moore nel suo centesimo compleanno.
E’ un album di ricordi ma anche del presente: non mancano foto a sorpresa, da padre perfetto, ai figli impegnati in diverse attività accompagnati da didascalie con dediche piene d’amore.
Impegnato nel sociale con Unicef e nel calcio con la fondazione dell’Inter Miami condivide post di sensibilizzazione e video in cui mostra l’evoluzione del suo club in ascesa.
Un’idolo per tutti, quasi inarrivabile che però mette il suo quotidiano alla portata di tutti, senza sfarzo ma dimostrando, semmai ce ne sia mai bastato bisogno che sì, forse ci si chiama David Beckham ma si è anche un padre di famiglia e uomo che ha varcato da poco la soglia dei 45 anni.

– Adriano, ex calciatore e attaccante Inter, Parma e Flamengo
Un altro spaccato di quotidianità ce lo offre Adriano, controverso attaccante ex Inter e Parma. Straripante e imprendibile ha segnato l’Inter post Ronaldo, facendo rivivere ai tifosi, parte delle gesta del Fenomeno. Il gol contro l’Udinese è stato forse il punto di più alto del suo trascorso neroazzurro. La carriera poi prende una piega inaspettata, forse uno shock mai del tutto superato, della morte del padre nel 2004 anticipa il declino di un attaccante e un giocatore che prometteva molti anni sui livelli di alcuni visti a Milano.
Il suo profilo instagram merita il “follow” perché tramite le foto si riesce a recuperare parte di quel senso di famiglia abbandonato e perduto comprensibilmente dopo la scomparsa paterna. Le foto variano dal suo Flamengo, primo grande amore e ultimo club a vedere sprazzi del vero Adriano alla colazione, pranzi e cene e della siesta abbracciato i figli.
E’ un profilo che mischia ricordi e presente e mostra un Adriano sensibile come in fondo lo è sempre stato, dimostrando che anche un calciatore, di fronte alla perdita del proprio punto di riferimento possa perdere un po’ la bussola.


– Joaquin, centrocampista Betis
Quotidianità presente anche in quello di Joaquin, o meglio di Joaquinarte, ma è tutto declinabile con la parola goliardia.
Balli in casa, travestimenti, gag con compagni di squadra, capelli biondi platino all’improvviso e video per “presentarli”.
Joaquin possiede forse il profilo più divertente con tormentoni imperdibili, che hanno fatto storia.
Celebre quello in cui deriso da Julio Baptista perché in un’intervista Joaquin disse di avere il tennis come hobby. Accusato dal compagno di non sapere neanche cosa sia il tennis ha risposto, confermando, che “non so neanche neanche tenere in mano la racchetta Hulio”.
Hulio, con l’H, diventato tormentone in Spagna, è stato vicino ad essere il nome sulla maglia di Joaquin, come (quasi) richiesto dallo stesso alla federazione spagnola. Una vita e una carriera all’insegna della risata, in un contesto e una regione portata a prendersi poco sul serio – e menomale – perché ci regala un personaggio incredibile e imperdibile, che anche nella recente quarantena abbandona attrezzi e pallone per fare ciò che gli viene anche meglio, farci ridere.