“It’s over (pronunciato: it’s oooovaaaa) ladies and gentlemen”, let’s go home!”. NBA All-Star Weekend 2000 – il più bello di tutti i tempi -, Oakland, California, una zona soggetta al terremoto. Quello vero, per fortuna, non c’è stato, ma quello cestistico eccome.

In quell’edizione dello Slam Dunk Contest (per chi non avesse familiarità, la gara delle schiacciate che si tiene ogni anno) l’allora 23enne numero 15 dei Toronto Raptors ci mostrò 2 o 3 cose mai viste prima su un campo da basket. Dopo il famoso “reverse 360 windmill dunk” il pubblico era già estasiato, ma quando questo giovane originario di Daytona Beach finì appeso con l’intero braccio al ferro, rimase semplicemente a bocca aperta: per circa 3 secondi il silenzio pervase l’Arena. Pazzesco. “A cosa abbiamo appena assistito?” Si chiedevano tutti. Inutile specificare chi vinse quella competizione.

Il quindicesimo giorno del nostro calendario dell’avvento non poteva che essere assegnato al “metà uomo, metà meraviglia” Vince “Vinsanity” Carter, campione olimpico a Sidney 2000, uno dei migliori schiacciatori della storia della pallacanestro che, nonostante non sia mai riuscito a mettersi un Anello al dito, è sempre stato apprezzato ed amato per le sue doti atletiche, la sua fantasia, la sua simpatia e il suo sorriso contagioso.

Il Rookie of the Year 1999 milita ancora oggi nella Lega (42 anni il mese prossimo!) e poche settimane fa ha totalizzato 25000 punti piazzandosi al 22esimo posto nella classifica dei migliori marcatori NBA di sempre. Indovinate in che modo ha raggiunto questo prestigioso traguardo? Con una schiacciata ovviamente.

“Air Canada”, fintanto che si sente bene, che prova amore per il Gioco e che si diverte, non è intenzionato a smettere. Continua Vince, perché non sei l’unico a divertirti, fidati.