Si è svolta dal 9 al 22 gennaio la terza edizione dei Giochi Olimpici invernali della Gioventù. Dopo Innsbruck (Austria) nel 2012 e Lillehammer (Norvegia) nel 2016, è arrivato il turno di Losanna 2020. Due settimane di sport che hanno visto ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni, provenienti da 79 nazioni, sfidarsi in 16 discipline invernali e contendersi le 81 medaglie in palio.

Sui pendii, sul ghiaccio e sulla neve di cinque località vodesi (Losanna, Villars, Leysin, Les Diablerets, Vallée de Joux) e con il sostegno di St-Moritz (Grigioni), Champéry (Vallese) e Les Rousses (Francia) questi giochi olimpici giovanili sono stati un vero successo.

Nuove e consuete discipline

Se non è difficile immaginarsi competizioni di sci, curling e bob alle olimpiadi invernali, due nuove discipline hanno fatto il loro debutto in questi giochi: l’hockey 3 vs 3 e lo sci-alpinismo.

Giocato su metà pista, l’hockey 3 contro 3 è una disciplina veloce, dove le numerose marcature danno un tocco di spettacolarità in più rispetto al già noto hockey su ghiaccio. Non sarà un caso che, da qualche stagione a questa parte, l’overtime in LNA si giochi a 3 contro 3. In questa disciplina, le squadre sono composte da giovani di nazionalità diverse, dando quindi la possibilità a giocatori provenienti da paesi non tipicamente dediti all’hockey su ghiaccio di schierare i propri giocatori.

Lo sci-alpinismo, invece, consiste nell’unire lo sci alpino all’alpinismo. In salita con le pelli di foca o con gli sci in spalla, e in discesa, anche fuori pista, con gli sci sotto ai piedi. Dislivelli notevoli, che richiedono una grande resistenza e tanta concentrazione. In questa edizione dei giochi, si sono svolte le gare individuali, di sprint e la staffetta. La nazionale svizzera ha conquistato l’oro nella staffetta mista, con gli stessi quattro atleti che si sono divisi anche le medaglie individuali sia in campo femminile che maschile, conquistando in entrambi i casi oro e argento.

I partecipanti

La nazionale svizzera, con i suoi 112 atleti, è risultata la delegazione più numerosa. Non da meno, Russia e USA hanno “invaso” il canton Vaud con rispettivamente 104 e 96 giovani talenti.

La grande partecipazione da parte della nazionale russa ha portato i suoi frutti anche a livello di medaglie. Infatti, con ben 29 podi, di cui 10 sul gradino più alto, la Russia si è issata al primo posto del medagliere. La nazionale di casa è riuscita a contenere il distacco con un totale di 24 medaglie ed eguagliando le 10 d’oro.

Non sempre però il numero di atleti collima con il numero di medaglie vinte. Una nota di merito va alla nazionale israeliana che, con soli tre atleti, è riuscita a conquistare ben due medaglie, un argento nella combinata femminile e un bronzo nel Super G femminile.

Una medaglia al valore sarebbe dovuta andare anche alle nazionali, non propriamente conosciute per gli sport invernali, che si sono presentate con un solo esponente: Albania, Armenia, Azerbaijan, Cipro, Ecuador, Haiti, Pakistan, Qatar, San Marino, Turkmenistan, Trinidad & Tobago e Uzbekistan.

Leysin in festa


La piccola località montana di Leysin ha accolto a braccia aperte questi giochi e gli atleti delle discipline di freestyle. Cartelloni pubblicitari e bandierine rosa ovunque: sui marciapiedi, nei vasi di fiori, alle entrate di hotel e negozi, e sulle terrazze. Un piccolo villaggio olimpico che si è perfettamente calato nella parte.

I giovani talenti non hanno però rinunciato a passeggiate e allo svago tra le strade di Leysin. Non è stato difficile scovare atleti cinesi, giapponesi, neozelandesi e australiani scendere a fondo valle con il trenino a cremagliera che collega Leysin a Aigle. Seppure provenienti da nazioni diverse, un particolare accomunava tanti atleti e ha quindi attirato la mia attenzione: tute da sci troppo grandi da rendere necessario un bel risvolto ai pantaloni. Proprio in quel momento mi sono resa conto che questi campioni in formato “minion” sono solo dei ragazzi e che stanno vivendo, dall’altra parte del mondo rispetto a dove sono nati e cresciuti, un’esperienza fantastica, magari anche più grande di loro. 

Atleti cinesi e giapponesi a Leysin in attesa del trenino a cremagliera.
Atleti cinesi e giapponesi a Leysin in attesa del trenino a cremagliera.

Un successo su tutta la linea

A giochi conclusi, il comitato organizzativo svizzero si è detto soddisfatto e ha tirato un bilancio decisamente positivo sull’evento. Non solo per il bottino di 24 medaglie, ma anche per lo svolgimento, l’organizzazione e il pubblico che ha risposto presente! Infatti, tutte le competizioni erano accessibili gratuitamente, tanto che si stima un totale di 640’000 spettatori durante le due settimane.

Il futuro

Il passaggio ufficiale della bandiera olimpica è avvenuto durante la cerimonia di chiusura. Il testimone è stato passato alla Corea del Sud che nel 2024 organizzerà la quarta edizione dei giochi olimpici giovanili invernali.

Aspettando le olimpiadi estive “dei grandi” a Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto, vale la pena ricordare che le giovanili, invece, avranno luogo in Senegal nel 2022, una prima assoluta per il continente africano.

Nel frattempo, speriamo che i giovani talenti svizzeri visti all’opera durante questi giochi seguiranno le orme delle sorelle biatlete Gasparin, del team Ott di curling, del team Rüegg di bob o della sciatrice Suter e conquisteranno numerose vittorie!