Ci sono tanti modi per conoscere una città. Sugli scaffali delle librerie sparse per il mondo si trovano guide turistiche di ogni tipo: da quelle incentrate sulla cucina a quelle che puntano sui monumenti storici, passando per quelle che contengono così tanti suggerimenti che i giorni prestabiliti per la vacanza sembrano non bastare mai.

Ma noi instancabili amanti dello sport, non riusciamo proprio a farne a meno nemmeno in quei momenti di relax. Che sia l’Italia, la Spagna o una nazione sperduta, appena appoggiamo la valigia nell’hotel la domanda ci sorge spontanea: “Avranno anche loro uno stadio?”.

Tra pagine che parlano di musei, di vie dedicate allo shopping e di ristoranti da non perdere, andiamo subito a cercare la voce “sport” sotto l’indice della nostra guida,  restando però delusi, perché spesso non ce n’è proprio traccia.

Ma non disperate, ora c’è Football City Guides. Di che cosa si tratta? Dal nome è abbastanza intuitivo, ma scopriamolo con l’intervista che abbiamo fatto ad Alberto Facchinetti, uno degli scrittori di questa collana.

Forse non tutti ti conoscono, chi è Alberto Facchinetti?

Ho scritto alcuni libri di calcio. Il primo nel 2011 Doriani d’Argentina, l’ultimo La versione di Gipo. Anzi no, le ultimissime uscite sono le guide calcistiche su Zagabria e Lisbona di cui sono uno degli autori. Ho fondato Edizioni inContropiede nel 2014 con Nicola Brillo è Federico Lovato: inContropiede è piccola casa editrice di letteratura sportiva. Ho iniziato a scrivere per alcuni giornali locali intorno ai 20 anni, oggi non ho più alcuna collaborazione giornalistica anche se da qualche parte nel portafoglio ho ancora la tesserina bordeaux da giornalista pubblicista. Da quando c’è inContropiede il tempo è sempre meno, anche perché fortunatamente ho un altro lavoro legato alla comunicazione e al web.

Quando e come è nato Football City Guides? Ma soprattutto, di che cosa si tratta?

Football City Guides è la nuova collana di inContropiede che vuole raccontare le città europee attraverso il pallone. Le FCG sono delle vere e proprie guide turistiche-calcistiche, che danno al lettore informazioni e consigli, regalando curiosità, chicche, spunti per l’eventuale viaggio. Credo sia una novità editoriale interessante, sono nate perché crediamo che il turismo tematico sia destinato a crescere e perché insieme agli altri due autori (Sica e Palladini) e al fotografo (Di Bonito) non facevamo altro che parlare di calcio e viaggi. abbiamo quindi messo insieme queste due nostre passioni ed ecco che è nata questa collana.

I primi due numeri sono stati su Lisbona e Zagabria, come mai proprio queste città?

Non c’è un vero e proprio motivo per cui abbiamo iniziato con Lisbona e Zagabria, l’idea di farne una a ovest e una est ci piaceva. Ad ogni modo prima o poi vogliamo farle tutte…

Quanto tempo hai trascorso in ogni località per poterla poi raccontare in ambito calcistico?

Abbiamo trascorso circa cinque giorni in città, focalizzati ovviamente sul calcio. Il lavoro di ricerca fonti e contatti e una fase di studio inizia qualche mese prima e prosegue al ritorno dal viaggio. A Zagabria era la prima volta che ci andavo ed è stata una sorpresa, molto bella e interessante anche dal punto di vista calcistico. Non è solo una città del basket, anzi la Dinamo là è una vera religione. Lisbona invece la conoscevo già, ma come turista normale, ho trovato una vera città pazza per il futebol!

Prossime destinazioni? Quale è l’obbiettivo finale?

Stiamo lavorando per Napoli Football Guide, dovrebbero uscire per Natale. L’anno prossimo invece prepareremo un’edizione speciale. Il volo aereo è già stato preso. Ad ogni modo prima o poi vogliamo farle tutte… .

Nei vostri piani c’è anche la Svizzera?

Per il 2018 sarà molto difficile. Questo però non significa che non potremo in futuro fare un’edizione sulla Svizzera, sono sicuro che ci sono belle storie e itinerari calcistici interessanti anche lì.

Passando allo sport più in generale, quale libro non deve mancare sul comodino di un vero appassionato di sport?

Mmm, vediamo… Vado sui classici, senza essere originale per forza. Un po’ di letteratura sudamericana per iniziare ci vuole: Soriano, Galeano, Valdano. Poi metto Il maledetto United di Davide Peace. Ci sono alcuni libri molto interessanti anche in Italia, che vanno sicuramente letti, penso ad Azzurro Tenebra di Arpino e almeno una biografia di Garanzini (Rocco o Bearzot). Se uno non ha mai letto nulla di calcio, inizi da qua. Siccome la casa editrice si chiama inContropiede, devo citare anche un Brera. Storia critica… . Infine non possono mancare nemmeno i lavori della scuola inglese: Wilson, Winner e Kuper. Il sogno è poter inserire un volume inContropiede tra 10 anni.

Cosa pensi del calcio moderno?

Calcio moderno? È una domanda complicata… Segnalo solo che neanche negli anni 30 o, che so, negli anni 60 erano tutte rose e fiori. Certo forse ora si sta esagerando un po’ troppo.

C’è qualche giocatore del passato che sarebbe più idoneo in questi anni e viceversa?

Credo che un giovane Gerd Müller segnerebbe 3-4 gol anche in un mondiale del cosiddetto calcio moderno. Ho sempre pensato invece che Cassano sarebbe stato perfetto nel calcio degli anni Sessanta.

Un pronostico, chi sorprenderà maggiormente in Serie A?

Diciamo che se il Napoli vincesse lo scudetto sarebbe un bel traino pubblicitario per la nostra guida sulla città… .