Ormai più di 11 anni fa, nel settembre 2005, una piccola squadra svizzera si ritagliava una fetta di notorietà internazionale. Fino a quel momento Thun era solamente una modesta cittadina alpina di 40mila abitanti, conosciuta in Europa solo da qualche turista in transito verso le illustri località montane dell’Oberland bernese. Da queste parti lo sci alpino è cosa sacra e l’hockey scalda gli animi degli abitanti del Canton Berna durante i freddi inverni; ma a Thun il calcio è da sempre di casa, sin dal lontano 1898.

Ciononostante la squadra prima del 21esimo secolo non si era mai distinta nell’élite del pallone rossocrociato: una sola comparsata nel massimo campionato negli anni ’50 e poi tanti anni di anonimato nelle categorie inferiori, fino al ritorno nella seconda divisione elvetica nel 1997. Dopo cinque stagioni, arriva la sorprendente promozione nella massima serie. I biancorossi, grazie all’ottima progettualità societaria, dimostrano di saperci stare molto bene in Super League e al termine del campionato 2004-2005 raccolgono uno storico secondo posto alle spalle del più blasonato Basilea. Il Thun riesce così a strappare un biglietto per la prima partecipazione della sua storia alle coppe europee, con un ticket che vale il secondo turno qualificativo di Champions League. Niente male!

Missione orientale – È il 23 luglio 2005 quando gli svizzeri, con ben poche prospettive, partono per l’Ucraina per affrontare una delle grandi del calcio europeo: la Dinamo Kiev. La squadra più titolata dell’ex Unione Sovietica viene costretta al pari casalingo, grazie anche alle innumerevoli prodezze del giovane portiere Eldin Jakupovic, che costringe i 18mila del Lobanowski-Stadion a masticare amaro, bloccando il risultato sul 2-2. In patria si accendono allora i riflettori della stampa sulla piccola squadra dell’Oberland, perché l’impresa di eliminare la Dinamo non è più un sogno proibito. Per il match di ritorno la squadra è però costretta a emigrare nella vicina Berna, poiché il piccolo Stadion Lachen non rispetta le norme UEFA. Poco male, perché allo Stade de Suisse giungono ben 25mila spettatori, costretti tuttavia a restare col fiato sospeso per 90 minuti. La partita è inchiodata sullo 0-0 e basterebbe un gol degli ospiti per rendere vana l’impresa in terra ucraina. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa però Bernardi, entrato nei minuti di recupero e subito decisivo, regalandosi il gol più importante della carriera.

Una squadra per tutto il paese – L’accoppiamento per il terzo e ultimo turno qualificativo appare sin da subito decisamente più alla portata dei biancorossi. Il Thun dovrà infatti giocarsela con i sedici volte campioni di Svezia del Malmö. In terra svedese le cose si mettono subito bene per gli ospiti dato che la rete di Adriano, giunta al 34esimo, regala una preziosa vittoria di misura. In Svizzera, tutto il mondo sportivo inizia a stringersi attorno alla piccola squadra bernese che vede la prima storica qualificazione della sua storia a un passo. Allo Stade de Suisse si riunisce quindi il pubblico delle grandi occasioni e le aspettative non vengono deluse. Davanti a 31mila entusiasti il Thun va alla pausa già sul 2-0: apre Bernardi, raddoppia Mauro Lustrinelli. Prima del triplice fischio finale dell’arbitro Farina, c’è pure spazio per la doppietta di LustriGoal, con uno splendido tiro dai 40 metri che non ha potuto far altro che suggellare perfettamente la storica qualifica alla fase a gironi della Champions League. La notizia entusiasma i quattro angoli del paese e desta stupore anche a livello internazionale, guadagnandosi persino un titolo sul quotidiano China Daily. Poco male però se in Cina facciano confusione con la geografia alpina, definendo il Thun una squadra austriaca… .

Il sogno diventa realtà  – Il sorteggio della fase a gironi regala agli svizzeri una sfida proibitiva, ma sicuramente affascinante. Nel gruppo B trovano degli storici giganti, quali Arsenal, Ajax e Sparta Praga. Il Thun riesce a raccogliere meno di quanto seminato, ma non sfigura. Gli inglesi tremano in entrambe le sfide, costretti ad Highbury sull’1-1, prima della zampata decisiva di Bergkamp al 92esimo. Copione analogo a Berna, dove devono attendere il rigore messo a segno da Pires all’88esimo per gioire. Stesso dicasi per gli olandesi, bloccati sul 2-2 fino al 91esimo, quando un giovane De Jong risolve la contesa. Quattro punti nella doppia sfida con lo Sparta Praga regalano comunque un bellissimo terzo posto che permette ai ragazzi di Urs Schönenberger di giocarsi ancora un doppio incontro in Coppa UEFA, dove vengono però eliminati dall’Amburgo. Poco male, sognare qualcosa di più sarebbe stata pura utopia.

Tratto da –FALSO NUEVE LA RIVISTA -, numero di Settembre 2015