Massimo Tecca, noto giornalista e telecronista, si concede in esclusiva ai nostri microfoni toccando varie tematiche contemporanee e non.

Qualche giorno fa è stato il compleanno di Alessandro Del Piero. Che giocatore è stato?
Un campione straordinario, simbolo della Juve di tutti i tempi, da apprezzare oltre che per la qualità delle giocate da fuoriclasse anche per quel sorriso antistress che lo rende un autentico esempio per i ragazzi, e per la leggerezza con cui ha affrontato anche i momenti più difficili come l’infortunio e la separazione (non consensuale) dalla Juventus.

La tua carriera parte da lontano, Massimo. Qual è, secondo te, la differenza tra il calcio moderno e quello passato?
Più velocità, una più accurata preparazione fisica, in generale una maggiore attenzione alla “macchina atletica” del calciatore e all’aspetto tattico. In generale le partite vengono preparate meglio sotto tutti i punti di vista.

Quali sono le cause per le quali la Nazionale Italiana continua a non tornare sui propri livelli conosciuti?
Qualcosa si muove, stiamo cercando di dare più spazio al talento e i risultati si vedono, E’ la strada giusta da seguire.

La telecronaca più entusiasmante della tua carriera fino ad oggi.
Per l’impatto ambientale Roma-Parma del giugno 2001 con lo scudetto alla Roma. Ma anche Milan-Juve finale di Champions 2003 e Francia-Portogallo semifinale mondiale 2006.

Chi ti ha sorpreso come allenatore in questa prima parte di stagione in Serie A?
Simone Inzaghi per la continuità nella bontà del suo lavoro.

Come hai letto, dal punto di vista calcistico ed economico, l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve?
La mossa decisiva (anche dal punto di vista dell’indotto) per dare l’assalto alla Champions League.

Chi, secondo te, è candidata seriamente alla vittoria finale di questa edizione della Champions League?
Barcellona e Juventus.

Capitolo Milan. Il ritorno di Maldini e Leonardo può rilanciare definitivamente i rossoneri?
Sì se avranno spazio nelle decisioni che riguardano la parte tecnica, quindi la scelta dei giocatori su cui puntare per il futuro. Hanno esperienza, carisma, buon senso: due “menti” così possono solo far bene al Milan.

Se dovessi formare una squadra creando un mix “senza tempo”, quale sarebbe il tuo 11 ideale?
Buffon in porta; Cafu, Scirea, Koulibaly, Maldini; Neeskens, Tardelli e Rivera a centrocampo; Pelè, Totti e Maradona davanti. Naturalmente col 433.